Segnali positivi dal Provveditorato, che accoglie con favore l’entrata in scena  di L’Associazione Istruzione Famigliare. LAIF si impegna a proseguire nel dialogo e chiama a raccolta i propri associati.

Il dibattito è già cominciato al suo interno e coinvolge tutti i soci.

Nella mattinata di lunedì 26 febbraio si è tenuto presso l’Ufficio scolastico provinciale (provveditorato agli studi) di Bergamo un incontro tra una delegazione di LAIF (L’Associazione Istruzione Famigliare, www.laifitalia.it) e due rappresentanti dell’istituzione ministeriale.

L’associazione, cogliendo con entusiasmo l’opportunità offerta, ha avuto modo di presentare le proprie credenziali, per oltre un’ora, all’autorità scolastica, mostrando le sue peculiarità ed evidenziando alcuni degli aspetti cruciali della vita dell’istruzione famigliare, soprattutto nel rapporto con le istituzioni.

Alto il grado di interesse mostrato dai funzionari del Provveditorato, che hanno notato la novità dell’evento e l’hanno salutato con favore: già da ora, quando si tratterà il tema dell’istruzione famigliare, potranno dialogare con un’entità democraticamente costituita, giuridicamente riconosciuta e delegata a rappresentare i propri associati. Non risulta che in Italia vi siano altre associazioni riconosciute che si occupino di Istruzione Famigliare.

Il passo successivo, caldeggiato dagli stessi funzionari del MIUR sarà quello di organizzare un incontro con la Dirigente prof.ssa Patrizia Graziani, i DS e LAIF per entrare con ulteriore chiarezza a discutere i vari snodi della relazione istituzione/ famiglie.

Qual è il dato di maggior rilevanza che LAIF ha registrato?

La disponibilità alla comprensione ed ad un ascolto attivo da parte dell’istituzione.

Qual è l’impegno di LAIF?

Concretamente, quello di predisporre un documento costruito democraticamente al suo interno, in cui siano contenute delle indicazioni in merito alla definizione dell’apprendimento in famiglia e delle sue modalità di attuazione. LAIF ha già avviato questo lavoro tra i soci.

Il dialogo ha spaziato su una vasta gamma di temi: DSA, scuola vs istruzione/apprendimento, necessità di modulare la normativa di riferimento alle situazioni dei giovani in istruzione parentale, urgenza di individuare una pratica di verifica coerente con i percorsi di apprendimento, che per definizione nell’istruzione famigliare sono personalizzati sia nei tempi che nei contenuti. Gli aspetti legati alla gestione del lavoro e delle risorse familiari sono pure stati oggetto di  interesse, laddove comunque questo aspetto incide sulla facoltà  e sulla possibilità di  operare questa scelta. LAIF ha sottolineato come il tutto derivi da scelte di fondo che stabiliscono una gerarchia di valori attorno ai quali si muove la vita della famiglia.

Non è che i giovani, a causa di questa esperienza, perdono o non esercitano la capacità di interagire in ambiti di gruppo?

E’ un altro dei temi su cui si è avuto modo di confrontarsi. Richiamando la cronaca giornaliera che ci presenta dinamiche di gruppo dai connotati assai inquietanti, LAIF ha posto l’attenzione sull’impegno che le famiglie dispiegano per coltivare rapporti interpersonali ricchi ed articolati  in varie sedi ed in varie occasioni, che anche la società nel suo complesso offre. Ha evidenziato come la socializzazione abbia la sua origine e il suo luogo di affinamento proprio nella famiglia, dove la stratificazione di interessi, aspirazioni, temperamenti e tanti altri fattori ancora, si trovano a coesistere in un luogo e in un tempo: la casa e i momenti che si trascorrono insieme. In questa cellula primaria e costitutiva di società, la famiglia nel suo complesso si “allena” a vivere rapporti sociali improntati alla pratica della convivenza pacifica. Una persona ben allenata può arrivare in cima alla montagna, altrimenti è facile che non riesca. E’ apparso come il problema del sistema educativo non sia solo determinato dalla rottura dei rapporti tra famiglia e scuola (alla quale non si può chiedere anche di svolgere funzioni che sono proprie di altri soggetti), ma primariamente dalla qualità dei rapporti all’interno della famiglia.

Ma come imparano i giovani in famiglia?

L’apprendimento avviene, tra l’altro, anche attraverso una pratica di gruppo dove la famiglia è “solo” un nodo della rete che coinvolge altre famiglie, con giovani di diversi generi, età e tradizioni culturali o religiose. Il gruppo dei giovani che fanno istruzione famigliare è ampio e può comprendere persone di età più o meno avanzata; in esso si verifica uno scambio generazionale intenso, fatto di necessità ed utilità concrete, attraverso il quale avviene la trasmissione e la costruzione del sapere, dell’esperienza e della competenza. Il gruppo di chi fa istruzione famigliare è vivace, vario, quasi sempre gioioso e spesso le persone si parlano e si guardano. Il tempo del gruppo di chi fa istruzione famigliare non è quello degli orologi ma è quello che sta nel piacere, nella necessità e nell’urgenza conoscitiva di fare le cose, che si quieta quando c’è da riposare, per poi ricominciare. La socializzazione delle famiglie in apprendimento è modulata sulla persona e sulle sue necessità, che implicano tempi, spazi, silenzi, fracasso e meditazione e tutte le altre cose. In questo ambito, che è personale e sociale nel contempo, sboccia la curiosità e la necessità di nutrire la propria esistenza con la conoscenza , l’intelligenza e la sensazione delle cose inspiegabili, che insieme configurano una persona bella e capace di produrre bellezza nel mondo. Questa persona si muoverà come una radice nel sottosuolo: con la forza della sua libertà e della sua intelligenza si inoltrerà con determinazione in ricerca, fino a cogliere i nutrimenti per la formazione del suo frutto, coi suoi tempi cercherà altri “sali minerali”, se ne servirà e rafforzerà la sua memoria e avrà riserva di sostanza al suo interno per quando il terreno sarà meno fertile.

Alla domanda su quali siano le motivazioni profonde che portano i genitori a fare questa scelta, è stato risposto che l’aspirazione dei più è quella di consentire che i nostri giovani, che stanno vivendo la propria primavera, possano avere una bella fioritura: è la premessa indispensabile perché diano buoni frutti quando sarà la stagione giusta.

Dopo di che, tutti soddisfatti, ci siamo salutati con un arrivederci.

Incontro con l’Ufficio Scolastico Provinciale (Provveditorato).

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