Giulia, Roberto e Irene, vi andrebbe di raccontarci la vostra esperienza di apprendimento famigliare?
Com’è composta la vostra famiglia? Madre, Padre, Figlia di anni 12.
Ci consideriamo “veterani” per il primo ciclo (dai 7 anni ai 10 anni), secondo ciclo (11 anni e prosegue ora che ne ha 12)
Cominciamo da come organizzate il tempo e le attività legate all’apprendimento:
- ci sono altre figure educative/formative che si occupano dei vostri figli, oltre a voi genitori (ad esempio i nonni, gli zii, un tutor, un insegnante, una ragazza alla pari)? Con quali ruoli? Come le avete scelte, con quali criteri? Come vi siete trovati? Avete dei consigli da darci?
Si, ci sono altre figure educative:
– zii per visite a mostre, luoghi d’arte e/o per accompagnare a laboratori, ad attività sportive, al cinema, a teatro, concerti (talvolta con la presenza di cugini).
– insegnante per la lingua straniera e per strumento musicale, scelte in base alla formazione.
Ci siamo trovati molto bene e stiamo proseguendo cosi.
Consigliamo quindi la presenza di altre figure educative/formative come i parenti, solo se condividono il percorso di istruzione famigliare e almeno un insegnante per diversificare le motodologie didattiche e d’apprendimento, nonchè quelle relazionali.
- a quali aspetti avete dato maggior rilievo (manualità, creatività, autonomia, spirito critico, ecc.)? Che ruolo hanno avuto lo sviluppo linguistico, quello psicomotorio, o logico, o manuale, o musicale, artistico, ecc. nelle vostre scelte? L’apprendimento di tecniche e conoscenze per la cura del corpo, la (auto)gestione della salute? La spiritualità?
Abbiamo dato e stiamo dando maggior rilievo al -fare esperienza- e da lì partiamo per sviluppare creatività, manualità, competenze logico-matematiche e linguistiche, autonomia e senso critico, nonché apprendimento e relazione.
Notevole importanza hanno le arti pittoriche, musicali e motorie.
Per quanto riguarda salute e spiritualità: parliamo, leggiamo, spieghiamo, dialoghiamo, pratichiamo e condividiamo con amici e conoscenti scelte alimentari (prodotti a km zero, macrobiotica) e percorsi di crescita personale.
- che ruolo hanno avuto per voi il gioco libero, la vita all’aperto, l’attività libera, il tempo non organizzato?
Hanno avuto ed hanno un ruolo molto importante poiché riteniamo il gioco fondamentale per lo sviluppo armonioso della persona.
- come avete gestito l’organizzazione della giornata (ad esempio con orari prestabiliti per i pasti/il sonno, ecc. o in modo flessibile)?
Generalmente i pasti sono una cadenza rispettata all’interno della giornata.
La sera è possibile che, nel caso si stia finendo una lettura, la visione di un film o un gioco, l’orario del sonno sia flessibile.
- in quali aspetti la vostra casa è organizzata/arredata/decorata su misura per l’apprendimento in famiglia?
Abbiamo organizzato alcuni spazi della casa assecondando, per come possibile, le esigenze che man mano le tappe evolutive richiedevano e richiedono.
- avete viaggiato un po’/molto? In Italia/all’estero? Come avete organizzato i vostri viaggi ?
Abbiamo viaggiato più in Italia che all’estero, in entrambi i casi ci siamo occupati noi dell’organizzazione logistica e culturale.
- come avviene l’apprendimento delle lingue da voi?
L’apprendimento delle lingue straniere avviene con un’ insegnante la quale propone attività di gioco, lettura, scrittura e conversazione, ascolto di musica e visione film.
Per quanto riguarda la lingua italiana, facendo riferimento anche alle indicazioni ministeriali, lavoriamo attorno alle quattro abilità linguistiche: leggere, scrivere, ascoltare e parlare.
- avete fatto laboratori, visitato musei/mostre/città/parchi naturali/oasi, ecc.? Quali? Come avete organizzato e impostato le attività (chi faceva da guida? Avete preparato prima i vostri figli? Come? Siete andati con altre famiglie non scolarizzate, ecc.)? Quali difficoltà avete incontrato (ad esempio con l’istituzione, ecc.)? Quali sono state le ricadute sui bambini/ragazzi? Cosa consigliereste alle famiglie che si affacciano all’apprendimento in famiglia?
L’apprendimento a “tutto tondo” avviene attraverso l’esperienza: questo per noi è l’approccio fondante, accompagnato dalla metodologia della ricerca quindi in laboratori, visite a musei, mostre, città, parchi, nel luogo in cui viviamo e in altre realtà, talvolta facendo noi genitori da guida, altre volte zii, amici o le stesse guide o audio guide. Spesso ci siamo organizzati con altri genitori che si avvalgono dell’istruzione parentale.
Talvolta l’esperienza è stata introdotta da letture, visione di film, utilizzo di internet, altre volte, invece, l’approfondimento (scritto e orale) è avvenuto dopo, partendo dall’opuscolo illustrativo della mostra o altro materiale cartaceo. Altre volte ancora non abbiamo ritenuto necessario un approfondimento, rimane l’esperienza stessa il momento d’apprendimento.
Ad oggi non abbiamo incontrato difficoltà con l’istituzione poiché la Dirigente di riferimento è aperta al confronto e al dialogo.
Le ricadute a nostro avviso sono molteplici sia dal punto di vista dell’apprendimento sia dal punto di vista relazionale poiché, come già detto sopra, l’esperienza e la metodologia della ricerca (guidate e non guidate, rielaborate e non) aiutano lo sviluppo armonioso della persona, alimentano curiosità, motivazione, interesse, entusiasmo e rispettano lo sviluppo intellettivo della persona.
Consigliamo o, meglio, suggeriamo, partendo dal nostro vissuto di “veterani”, a chi si affaccia all’istruzione famigliare di chiedersi e chiarirsi, come singolo e come coppia, prima di tutto cosa li porta a fare questa impegnativa e coraggiosa scelta di responsabilità genitoriale…poi tutto arriva.
Necessario è stato l’incontro ed il confronto con altri genitori che praticano l’istruzione famigliare.
- i vostri figli frequentano corsi di teatro/circo/danza/capoeira, ecc. o fanno attività sportiva? Come sono state scelte queste attività? Quali sono (state) le ricadute sui bambini/ragazzi? Un consiglio per le nuove famiglie?
Assecondando le inclinazioni di nostra figlia, nel corso degli anni, ci siamo orientati verso attività sportive, musicali (uno strumento), pittoriche e teatrali.
Ricaduta positiva: entusiasmo, impegno, concentrazione, attenzione, motivazione, relazione, apprendimento anche attraverso l’accettazione della frustrazione, evitando, possibilmente, di abbandonare a metà l’impegno preso.
Non eccedere nelle proposte in nome della socializzazione.
- avete fatto abbonamenti a riviste per ragazzi, circoli, biblioteche? Quali? Con quali ricadute per i vostri figli?
Utilizziamo biblioteca e mediateca per cineforum “a conduzione famigliare”.
Ricadute: arricchimento linguistico e culturale, sviluppo del senso critico.
- i vostri figli frequentano una banda musicale, un corso di musica/canto, un coro, suonano in un gruppo? Fate attività musicali, in famiglia o fuori? Che ruolo hanno queste passioni nel loro apprendimento?
Una volta alla settimana, da sette anni, nostra figlia va a lezione di pianoforte. In famiglia ascoltiamo molta musica con preferenze diversificate che oscillano dal jazz alla musica classica e, di conseguenza, andiamo a concerti in teatri, auditorium, chiese.
Tutte appassionanti esperienze d’apprendimento.
- i vostri figli si appassionano al cucito, al ricamo, alla ceramica, al bricolage, ecc.? Ad attività artigianali? Cosa consigliereste ad altre famiglie?
Le abilità manuali le consideriamo fondanti per lo sviluppo delle intelligenze per cui abbiamo sperimentato il cucito (un anno una mamma ha proposto un laboratorio con utilizzo anche della macchina da cucire), l’uncinetto, la maglia (in un piccolo gruppo), la falegnameria, la panificazione.
Crediamo che oggi più che mai, in un’epoca che spinge all’utilizzo solo di alcune dita, sia necessario proporre attività manuali-artigianali di qualsiasi tipo.
- oppure si appassionano al disegno, alla pittura, alla fotografia, ecc.? Che ruolo hanno queste passioni nel loro apprendimento?
L’arte del dipingere, nostra figlia, l’ha coltivata per sette anni nel Closlieu di Arno Stern, la cui allieva, in Italia, è Miranda Magni. Per la fotografia segue il papà, il quale, per lavoro, spesso si trova a fotografare.
Hanno ad oggi un ruolo importante poiché tecnica, estetica e creatività entrano in sinergia.
- guardate spesso film/video/documentari insieme? Chi li sceglie? Come? Andate al cinema? A teatro? Come gestite queste attività? Che ruolo hanno questi interessi?
Sì, guardiamo (anche insieme ad amici ed ai loro figli) film, documentari, video, al cinema e a casa (settimanalmente andiamo alla Mediateca e, se non li troviamo, ci rivolgiamo alla biblioteca per organizzare il “Cineforum famigliare”). Andiamo a Teatro anche con le famiglie che fanno istruzione parentale.
La scelta, quando nostra figlia era piccola, era fatta da noi genitori ed era guidata dagli interessi che via via emergevano o che andavano ad approfondire altre letture, proposte, esperienze; ora, più grande, si orienta da sola o insieme.
Anche questo rientra nella metodologia volta ad integrare ed approfondire interessi, attiva la motivazione e allena le abilità linguistiche anche nella successiva rielaborazione scritta (abbiamo strutturato schede e tabelle) e/o orale
- usate strumenti come la tv, internet, ecc. per fare ricerche o informarvi? Quali? Perché? Come? Seguite dei MOOC? Avete qualcosa da suggerire (ad es. siti, programmi, modalità di approccio, ecc.)?
Usiamo internet come strumento che completa la traccia cartacea per ricercare, per approfondire, per informarci visto che non possediamo la tv, inoltre ascoltiamo la radio. Siti: Lannaronca.it; prove invalsi; YouTube per video musicali, teatrali e sportivi
- ci sono videogiochi o altre tecnologie che usate e consigliereste ad altre famiglie in apprendimento per la loro valenza pedagogico – didattica o educativa?
No, non usiamo videogiochi o altre tecnologie.
- ci sono delle tematiche principali intorno alle quali ruota l’interesse dei vostri figli? Come vi rapportate voi genitori rispetto a queste loro curiosità (li sostenete in toto, o entro certi limiti, proponete loro informazioni di vario genere, vi ponete in atteggiamento critico, ecc.)? A cosa vi ha portato sostenerli nel seguire una passione?
Le tematiche principali di nostra figlia sono: sport, musica, lingue, letture e tutto ciò che riguarda la vita all’aperto.
Nel limite del possibile (tenendo presente le esigenze famigliari e l’aspetto economico) abbiamo cercato e cerchiamo tuttora di sostenere e di coltivare le sue passioni…come del resto abbiamo fatto noi genitori nelle nostre scelte di studio, lavorative e di vita.
- come avviene principalmente l’apprendimento dei vostri figli (ad esempio, in modo empirico, per imitazione, per tentativi ed errori, oppure attraverso lo studio approfondito di un argomento, o altro)? Quali sono secondo la vostra esperienza le specificità dell’apprendimento non curricolare?
L’apprendimento di nostra figlia avviene in modo diversificato a seconda della motivazione, dell’interesse, dell’attività e del contenuto scelto (lo studio della matematica e della grammatica, ad esempio, richiede un approccio più legato alla disciplina). Proprio questo è l’aspetto saliente dell’istruzione non curricolare per favorire l’attivazione delle intelligenze e della concentrazione, la ricerca di una propria metodologia di studio, lo sviluppo di capacità organizzative e per operare scelte consapevoli.
- i vostri figli sono iscritti a corsi o scuole online? Quali? No
- che ruolo ha (avuto) lo “studio” di tipo scolastico, ad esempio, per la preparazione agli esami, se li avete fatti? Come lo gestite (quanto tempo, quali modalità, ecc.)?
Nostra figlia ha sostenuto solo l’esame di idoneità di quinta elementare. Con la Dirigente abbiamo concordato le modalità con le quali svolgere sia lo scritto (una prova invalsi di italiano e una di matematica) sia il colloquio orale, durante il quale Irene ha presentato il suo percorso di studio. L’accordo con la Dirigente prevedeva di evitare il più possibile domande legate ai curriculi, privilegiando il sapere nato dalle esperienze fatte e rielaborate.
Il colloquio si è svolto in piena serenità grazie alla disponibilità delle insegnanati e alla disinvoltura con la quale nostra figlia lo ha saputo condurre.
Con il passaggio al secondo ciclo, lo studio lo abbiamo organizzato in modo differente, più sistematico anche in funzione della preparazione all’esame di licenza media.
- come gestite la “socializzazione”? Fate volontariato? Fate parte di qualche gruppo …? Ritenete sufficienti le attività culturali/sportive che fate? Quali riscontri avete avuto in questo senso? I vostri figli frequentano anche bambini/ragazzi scolarizzati? Come si trovano?
Prima di tutto vogliamo evidenziare come questo percorso di istruzione famigliare ci abbia dato la possibilità di capire a fondo che la “socializzazione” sia un falso problema, spesso sottolineato, anche con domande dirette, da chi sente parlare per la prima volta di scuola famigliare o non condivide tale scelta. Abbiamo invece constatato come la relazione sia favorita proprio quando non avviene nel gruppo alla pari (stessa età, omologazione di modelli e finalità culturali).
Infatti la nostra esperienza di insegnanti, nel tempo, ha evidenziato in modo sempre più netto come gli alunni che per anni vivono tutto il percorso scolastico con i coetanei, giungano a non riconoscere il ruolo di guida degli adulti (genitori ed insegnanti) con conseguenze talvolta devastanti a livello sia scolastico sia famigliare.
Nostra figlia ha amici scolarizzati e le modalità relazionali sono le stesse che mette in atto con qualsiasi altra persona. Con alcune emerge la non omologazione.
- Come è evoluto nel tempo il vostro modo di fare apprendimento famigliare (scuola a casa, apprendimento libero, istruzione famigliare, ecc.)? Come è cambiata la vostra vita famigliare?
Il nostro modo di far apprendimento in famiglia si è modificato con il tempo poichè è in atto una naturale evoluzione che ha portato ad una maggior consapevolezza e profondità nella responsabilità genitoriale e nella coppia.
- Se i vostri figli sono già entrati nella fase dell’adolescenza, o della preadolescenza, potete dirci come l’avete vissuta/la state vivendo?
Ad oggi con serenità.
Faccio cenno ad un’esperienza che ho ritenuto molto importante e di aiuto proprio ad affrontare questa naturale tappa della vita, oggi spesso temuta.
Con un’amica che ha la figlia della stessa età della nostra e che non fa istruzione parentale, ci siamo attivate per organizzare, consultando una ginecologa con formazione antroposofica ed olistica, un fine settimana sul tema dell’arrivo del menarca.
Il gruppo era di cinque mamme con le figlie di età tra i dieci e undici anni.
A mio avviso questo percorso ci ha aiutatae a sciogliere le paure, ad avere le idee più chiare ed a rafforzare la relazione madre-figlia. A distanza di un anno lo riproporremo.
- Ritenete che il titolo di studio e/o l’esperienza professionale e/o un bagaglio culturale di un certo tipo abbiano facilitato o possano facilitare la famiglia in apprendimento? O al contrario possono rappresentare una sorta di zavorra, nel senso di legame ad un’impostazione pedagogica di tipo scolastico?
A nostro avviso, l’essere insegnanti ci è stato di aiuto sia nella gestione degli incontri con la Dirigente scolastica sia nella progettazione didattica quando si devono affrontare esami, non sono comunque elementi indispensabili per approcciarsi all’istruzione famigliare.
- Ritenete di aver sostenuto un investimento economico importante in questa forma di apprendimento e di vita famigliare? Come avete conciliato le nuove richieste economiche con l’esigenza di una maggiore disponibilità di tempo?
Non ci siamo posti il problema di investimento (termine da noi evitato in quanto ha più a che fare con la finanza e meno con le tematiche educative), semplicemente, fin da subito, è emersa la necessità di una nuova progettazione della quotidianità e delle economie domestiche.
Inoltre la scuola ha perso la funzione di ascensore sociale che aveva in passato, quindi lo riteniamo un “investimento” a perdere.
Ad oggi possiamo definire questa equazione: meno denaro più tempo libero, è possibile!
- Qual è l’investimento maggiore che avete fatto in questa esperienza: quello economico, quello culturale, quello affettivo o altro?
Il termine investimento non è mai emerso: è una scelta impegnativa, è una scelta genitoriale di assunzione di responsabilità, è una scelta di coppia che coinvolge l’aspetto affettivo, culturale, emotivo, economico, relazionale anche con parenti, amici ed istituzioni.
- Com’è stato il vostro rapporto con altre famiglie in apprendimento (avete frequentato singole famiglie in modo sporadico, avere fatto cordata (come?), avete organizzato/partecipato ad attività insieme (di che tipo?) e avete portato avanti dei progetti didattici insieme, avete avuto dei problemi, avete ricevuto sostegno, opportunità di incontro/confronto/crescita)?
Il rapporto con le altre famiglie che praticano l’istruzione famigliare è bello, formativo ed importante per condividere e talvolta trovare supporto davanti alle critiche ed alle opposizioni verso tale scelta.
Con alcune famiglie la frequentazione è più assidua con altre sporadica, con alcune abbiamo organizzato laboratori, visite a musei e mostre, a città; visioni di spettacoli teatrali ed altro ancora; con altre momenti di gioco libero all’aperto o in spazi che ci venivano concessi come oratori, circoli, spazi per giovani, ludoteche.
Attività prettamente legate alle discipline scolastiche non ne abbiamo mai condivise.
- Quali testi avete letto e quali sono stati per voi un riferimento importante durante questa esperienza? Quali autori/film/idee/riferimenti teorici, ecc.? Quali input avete avuto per iniziare questa esperienza?
I libri fondamentali:
– Homeschooling. L’educazione Parentale in Italia di Erika Di Martino
– I vostri figli hanno bisogno di voi. Perché i genitori oggi contano più che mai di Gabor Maté
– Non sono mai andato a scuola. Storia di un’infanzia felice di André Stern
-Demenza digitale di Manfred Spitzer
– Solitudine digitale. Disadattati, isolati, capaci solo di una vita virtuale? di Manfred Spitzer
L’input che ci ha portato verso tale esperienza è stata una conferenza tenuta da Andrè Stern (figlio di Arno Stern) a Bergamo nel maggio del 2011 ed il Closlieu di Miranda Magni che nostra figlia ha frequentatato per sette anni a partire dall’età di 4 anni.
- Come valutate questa scelta a posteriori? L’aspetto più bello? Quello più difficile? Cosa vi spinge a proseguire in questa esperienza? Oppure, cosa vi ha spinto ad abbandonare questo percorso? Cosa fareste diversamente se poteste rifare tutto daccapo?
Consideriamo tale scelta più che positiva e saremmo pronti a rifarla.
Aspetto più bello: sentirsi pienamente protagonisti e presenti nella quotidianità della vita famigliare senza delega a terzi e senza l’assillo dei tempi, della prestazione a breve termine, legata a doppio filo alla valutazione ed al giudizio che alimentano la competizione, non una serena crescita.
- Quali sono (state) le incertezze che avete vissuto e quali i punti forti di questa esperienza?
Nostra figlia ha frequentato il primo anno di scuola elementare, poi abbiamo maturato la decisione di avvalerci dell’istruzione parentale e questo ha comportato una fase di riassestamento organizzativo e metodologico/didattico. Inoltre non è stato semplice motivare tale scelta a parenti, amici e conoscenti.
Più complesso il passaggio al secondo ciclo che ci ha portati a dare al lavoro quotidiano un’organizzazione più vicina alle impostazioni curriculari, ricercando, per quanto possibile, una mediazione con altre esperienze extracurriculari.
Numerosi sono i punti di forza riscontrati. Il più significativo consiste nel non utilizzo del voto che porta ad un apprendimento naturale e sereno.
Non strutturando le attività, costringendole in ambiti strettamente disciplinari, lo studio nasce dalla curiosità e cresce con la motivazione e l’interesse.
- Quali sono (stati) gli ostacoli principali che avete incontrato? Su quale versante (famigliare, sociale, individuale, personale, istituzionale)? Come li avete superati? Cosa/quale figura vi ha aiutato maggiormente?
Nessun ostacolo incontrato è stato insormontabile.
Siamo stati però sottoposti a numerose critiche arrivate da ambito famigliare e dai colleghi insegnanati poichè vedevano tale scelta in contraddizione con la nostra professione.
Tuttavia, con il passare del tempo, tali perplessità si sono via via sciolte osservando l’evoluzione personale e relazionale di nostra figlia (anche la tanto vituperata socializzazione è stata messa a tacere dall’evidenza dei fatti)
- Le principali soddisfazioni? Qual è la cosa più importante che avete imparato come genitori da questa esperienza?
Non abbiamo da evidenziare una soddisfazione principale, è un gioioso piacere vivere insieme il processo evolutivo e di crescita di nostra figlia, assecondando i tempi-ritmi che le tappe evolutive richiedono per natura (vedi libro “i nostri figli hanno bisogno di noi”) e che non vanno forzate in nome della prestazione immediata e competitiva.
Anche la tanto temuta adolescenza la stiamo vivendo come naturale ed auspicabile momento di crescita evolutiva.
- Cosa consigliereste alle famiglie che si avvicinano all’apprendimento famigliare adesso (quali approcci, modalità, stili, apprendimenti)?
Di partire per questa meravigliosa avventura!
Spieghiamo meglio: non abbiamo consigli specifici poichè ogni esperienza è diversa, possiamo dire cosa ci è ancora oggi di grande aiuto, quali sono gli ingredienti che alimentano il nostro quotidiano, di supporto anche per affrontare le possibili difficoltà che incontriamo: la lettura, lo studio, l’ascolto, il confronto e la dialettica….e se le crisi arrivano, ben vangano, sono il trampolino di lancio per andare oltre! Buon lavoro a tutti!