Numerose famiglie meditano la decisione di dedicarsi all’homeschooling quando i loro figli già frequentano la scuola: a volte la decisione arriva a seguito di una lunga riflessione, a volte ”si scopre” che è possibile e si opta per questo percorso.

Ma è sempre possibile diventare homeschooler nel corso dell’anno scolastico? Ci sono dei limiti di tempo? Ci sono delle differenze se la dichiarazione d’intenti viene presentata in autunno oppure in primavera?

La dichiarazione di istruzione parentale può essere consegnata in ogni momento dell’anno scolastico, ma deve comportare contestualmente il ritiro dello studente dalla frequenza scolastica e dall’istituto nel quale è iscritto.

Bisogna comunque prendere in considerazione le condizioni che rendono valido l’anno scolastico frequentato al fine dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione. Tali condizioni sono:

  • l’ordine di scuola frequentato

  • la data in cui viene effettuato il ritiro

  • le assenze effettuate

  • le valutazioni degli apprendimenti

  • le delibere collegiali dell’Istituto

Nella scuola secondaria di primo e secondo grado l’anno scolastico è considerato valido se lo studente frequenta i tre quarti delle ore offerte per il suo corso di studi. Tale disposizione viene descritta dall’art. 5 del D. L.vo 62/2017 e dall’art. 14 comma 7 del DPR 122/2009. Le deroghe a queste disposizioni – cioè la possibilità, in casi eccezionali, di aumentare questo numero di ore – devono essere approvate all’unanimità dai docenti del Consiglio di Classe per la Secondaria di Secondo Grado e dal Collegio dei Docenti per la Secondaria di Primo Grado (art. 2 del DPR 122/2009), a condizione che le assenze complessive non pregiudichino la possibilità di procedere alla valutazione finale.

Immaginiamo adesso di considerare l’anno scolastico a partire da una data media del 15 settembre: se l’anno scolastico è articolato in 33 settimane, il 75% dei giorni di frequenza cadono all’incirca intorno al 15 marzo. La data del 15 marzo diventa così indicativa della possibilità di ritiro con validità dell’anno scolastico, ma solo se sono state conteggiate le presenze minime per quell’anno. In realtà il conteggio che ogni istituto opera si rifà al numero complessivo di ore dell’offerta formativa, non ai giorni di presenza, conteggio che rimandiamo alla lettura di un ulteriore approfondimento (CM 20/2011 e Nota 2065/2011). Il Regio Decreto 2049/1929 infatti recita all’art. 15 “I giovani che, prima del 15 marzo, cessino dal frequentare l’istituto in cui sono inscritti, perdono la qualità di alunni di scuola pubblica” .

Per la scuola primaria, invece, le indicazioni di legge non sono così precise, difatti non esiste una disposizione in merito ma piuttosto si fa riferimento al rendimento e alla valutazione degli apprendimenti. La legge 169/2008) all’art. 3 recita: “1. Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono effettuati mediante l’attribuzione di voti espressi in decimi e illustrate con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno. 1-bis. Nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all’unanimità, possono NON ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione”.

Tale norma è richiamata nel DPR 122/09 che, pur trattando nello specifico della scuola secondaria di primo e secondo grado, all’art. 2 specifica: “La valutazione, periodica e finale, degli apprendimenti è effettuata nella scuola primaria dal docente ovvero collegialmente dai docenti contitolari della classe e, nella scuola secondaria di primo grado, dal consiglio di classe, presieduto dal dirigente scolastico o da suo delegato, con deliberazione assunta, ove necessario, a maggioranza”, a significare che la decisione finale è data al singolo insegnante o al Consiglio di Classe in base alla valutazione effettuata, senza fare riferimento alle ore di assenza.

In realtà molti Istituti deliberano tramite il Collegio dei Docenti il monte ore minimo di presenze anche per la scuola primaria, adattandosi alla percentuale valida per la secondaria. Le delibere sono di solito riportate in modo dettagliato nelle circolari interne dell’Istituto e sono consultabili presso il sito della singola scuola. La data del 15 marzo e/o il 75% delle presenze sul monte orario divengono quindi il limite per poter affermare che l’anno scolastico è valido ai fini dell’assolvimento dell’obbligo e lo studente può essere ammesso a valutazione tramite scrutinio finale.

Nella situazione in cui il ritiro avvenga prima della data del 15 marzo, la famiglia è tenuta a presentare dichiarazione di avvalersi dell’istruzione parentale, come riassunto nella CM 35/2010: “Coloro che si ritirano prima del 15 marzo, a seguito di comunicazione formale che la scuola frequentata acquisisce al proprio protocollo, hanno l’obbligo di completare la formazione con istruzione familiare. In caso di ritiro, i genitori, o coloro che ne fanno le veci, devono dimostrare, alla scuola statale frequentata, di avere capacità tecnica od economica per l’istruzione parentale; se quella frequentata è una scuola paritaria, la comunicazione del ritiro, integrata dalla detta dimostrazione, deve essere inviata anche al dirigente scolastico di una delle scuole statali del territorio di residenza che provvede agli opportuni controlli (art. 111, D. L.vo 297/1994; art. 1, comma 4, D. L.vo 76/2005; art. 23, D. L.vo 62/2017)”.

A conferma di questa disposizione, una sentenza del Consiglio di Stato del 2010 annulla un ricorso contro la non-ammissione di un alunno alla classe successiva: il bambino, ritirato dalla frequenza nel mese di febbraio per motivi di salute, viene valutato dai suoi insegnanti in sede di scrutinio finale e, a causa dell’elevato numero di assenze, non viene ammesso alla classe successiva. I genitori mettono in atto un provvedimento per opporsi a tale decisione, sostenendo che il bambino, se ritirato prima del 15 marzo, non è da considerarsi alunno della scuola pubblica. Il ricorso viene però respinto perché i genitori non dichiarano in nessun momento di prendersi carico dell’istruzione del figlio avvalendosi dell’istruzione parentale ai fini dell’assolvimento dell’obbligo. (Parere consiglio di stato 267 del 19 gennaio 2011).

Rimane comunque di primaria importanza un dialogo il più possibile costruttivo con i Dirigenti Scolastici affinché si prosegua un percorso viabile e proficuo nel bene dello studente, della sua famiglia e del rispetto delle norme vigenti.

Luciana Foti, Melissa Dietrick, Alessia Rossetti

Lista dei link citati:

Decreto del Presidente della Repubblica 122/2009  (DPR 122/2009)

Circolare Ministeriale 20/2011  (CM 20/2011)

Nota  ministeriale 2065/2011  (Nota 2065/2011)

Regio Decreto 2049/1929  (RD 2049/1929)

Legge 169/2008  (legge 169/2008)

Circolare Ministeriale 35/2010  (CM 35/2010)

Decreto Legislativo 297/1994  (D. L.vo 297/1994)

Decreto Legislativo 76/2005  (D. L.vo 76/2005)

Decreto Legislativo 62/2017  (D. L.vo 62/2017)

Parere consiglio di stato 267 del 19 gennaio 2011

La validità dell’anno scolastico: le assenze, il ritiro e l’istruzione parentale.

16 pensieri su “La validità dell’anno scolastico: le assenze, il ritiro e l’istruzione parentale.

  • Claudia Salvalai
    5 Marzo 2018, 18:26 alle
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    Ho letto quanto avete riportato.
    Una domanda mi sorge (o magari non ho capito molto bene)
    Nell’esempio di mio figlio che è stato ritirato con data 28/02/2017 durante l’ultimo anno della scuola elementare e contestualmente è stata fatta dichiarazione di istruzione parentale, la scuola è tenuta a stilare la pagella di fine anno? (con promozione o bocciatura non è importante). Oppure si considera che non abbia mai frequentato la quinta elementare?
    giusto per capire se la zelante dirigente scolastica avrebbe “dimenticato” di consegnare un documento ufficiale

    grazie mille

    Rispondi
  • 7 Marzo 2018, 20:12 alle
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    Ciao Claudia. Nel vostro caso la scuola non è tenuta a stilare la pagella di fine anno: è come se l’istruzione di vostro figlio “passasse di mano”, dalla scuola delegata a voi genitori. Il Consiglio di Classe a fine febbraio non ha ancora dati e valutazioni sufficienti per sottoporre il bambino a scrutinio, quindi si considera che si sia ritirato ma che non può essere valutato a fine anno. Non potrei dire che “non abbia mai frequentato”: in realtà al conteggio degli anni obbligatori di istruzione (10 anni), tutto questo periodo concorre alla sua formazione. Spero di essermi spiegata.

    Rispondi
  • 15 Giugno 2018, 15:13 alle
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    Per un bimbo ritirato a scuola a febbraio perché sottoposto ad intervento e trattenuto a casa per quasi tre mesi successivi per il post intervento è il genitore tenuto a sapere che esiste anche l’istruzione parentale oppure è la scuola tenuta a far presente al genitore che per lunghi periodi di assenza bisogna attivarsi in questo senso? E cmq per questo motivo l’istruzione della scuola dell’obbligo per queste motivazioni di salute è obbligatoria nel periodo di assenza? Grazie

    Rispondi
    • Nunzia Vezzola
      16 Giugno 2018, 20:35 alle
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      Buongiorno,
      In caso di assenza prolungata (più di trenta giorni) per motivi di salute, si attiva in realtà la cosiddetta “istruzione domiciliare”, che rappresenta un percorso completamente diverso dall’istruzione famigliare o parentale.
      L’istruzione domiciliare è obbligatoria e gratuita. Viene attivata su richiesta della famiglia e dietro presentazione della relativa documentazione.
      Cordiali saluti.

      Rispondi
  • 29 Luglio 2018, 08:11 alle
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    Buongiorno,
    Ho letto l’articolo e l’ho trovato molto interessante.
    Con mio marito quest’anno avremmo deciso di partire per un lungo viaggio, diciamo da ottobre a febbraio.
    La legge mi consente di attivare per mia figlia, che frequenta la 5 elementare, lo studio parentale esclusivamente per quel periodo di tempo? Ovvero farle frequentare regolarmente settembre e reinserirla a scuola, previa verifiche, a febbraio?

    Grazie mille
    Lucia Martini
    Grazie mille

    Rispondi
    • Phoebe Raye Carrara
      31 Luglio 2018, 00:22 alle
      Permalink

      Ciao Lucia,
      grazie per l’apprezzamento.
      Sicuramente la cosa migliore è parlarne con il dirigente e trovare un accordo con la scuola. Parlandone con loro potrai spiegare i tuoi bisogni e concordare delle modalità di gestione dell’assenza e della verifica al rientro. Mi dicono altri soci di LAIF che nelle scuole superiori il dirigente è tenuto a concedere una deroga per assenze documentate (che in questo modo non rientrerebbero nel conteggio finale delle assenze). Probabilmente è una cosa che succede anche nelle altre scuole (elementari e medie).
      In alternativa, avete pensato alla possibilità di fare l’anno intero da homeschoolers? In questo modo non si presenterebbe il problema delle assenze, ma semplicemente ritireresti la figlia da scuola e le faresti fare un esame di idoneità alla fine dell’anno scolastico per entrare nelle medie, se volete rientrare nella scuola.
      Sicuramente il viaggio sarà una esperienza altamente formativa ed arricchente per tua figlia sia dal punto di vista delle conoscenze sia per lo sviluppo delle competenze!
      Vi auguro un buon viaggio e spero di essere stata utile!
      Per maggiori informazioni, se servono, puoi provare a contattare il vice presidente di LAIF, Giulia Pecis Cavagna, oppure il presidente Sergio Leali, che trovi alla pagina dei contatti: https://www.laifitalia.it/contatti/ Sono molto disponibili!
      Buona giornata,
      Phoebe

      Rispondi
  • 7 Novembre 2018, 12:52 alle
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    Buongiorno
    Ho letto l’articolo con interesse e le pongo il nostro problema:
    Mio figlio con 16 anni compiuti non volendo continuare gli studi si vuole ritirare, con problemi dermatologici evidenti legati al rifiuto di frequentare i corsi scolastici. Non abbiamo documentazioni mediche ma chiaramente dopo il precedente anno scol. abbiamo ,con l’aiuto di uno psicologo amico di famiglia,preso insieme al figli la decisione del ritiro. Purtroppo la scuola ci ha convocato per una soluzione nello specifico di terminare l anno con il domiciliare. Premetto che lo scorso anno per le assenze non è stato validato. Il ragazzo ha frequentato 5 anni di elementari (primaria)4 anni di medie (secondaria di primo grado) e un anno di superiore ( NV) quindi iscritto a ripetere l anno ,iniziato e ora compiuto il 16……non ha frequentato un mese scol…..cosa dobbiamo fare cosa ci consiglia. Cordialmente Paolo.

    Rispondi
    • Phoebe Raye Carrara
      10 Novembre 2018, 09:25 alle
      Permalink

      Buongiorno Paolo,
      per voi non sussiste più obbligo di istruzione, avendo tuo figlio compiuto 16 anni.
      Resta l’obbligo di formazione, su cui però non ho sufficienti informazioni da darvi.
      Vi consiglio di informarvi su quello e di procedere comunque con il ritiro, tramite raccomandata in carta semplice.
      Se vostro figlio lo desidera può certamente proseguire gli studi da privatista e presentare domanda di ammissione all’esame di stato (maturità) al momento opportuno.
      Teneteci aggiornati sul vostro percorso e buona fortuna!
      Phoebe

      Rispondi
      • 25 Gennaio 2019, 16:33 alle
        Permalink

        Buongiorno.
        Non sono d’accordo sul fatto che non sussista più l’obbligo di istruzione, in quanto non assolto: mancano i 10 anni di frequenza. Infatti il primo anno di Secondaria di Secondo grado non è stato validato perché non raggiunto il 75% delle ore obbligatorie di frequenza, quindi il minore ha sì 16 anno, ma non 10 anni di frequenza scolastica. Purtroppo ci troviamo di fronte a diversi casi di questo genere, per i più svariati motivi: è opportuno che quando il numero di assenze diventa allarmante si provveda al ritiro e alla dichiarazione di “Istruzione Parentale” rivolta al dirigente scolastico competente (della scuola frequentata al momento del ritiro, o altro dirigente viciniore) onde non perdere l’anno nel conteggio delle dieci annualità!
        Cordiali saluti,
        Gabriele Alessandro

        Rispondi
        • Phoebe Raye Carrara
          29 Gennaio 2019, 16:04 alle
          Permalink

          Grazie Gabriele Alessandro,
          il tuo punto di vista è interessante e ti ringrazio per il tuo spunto.
          Io non sono infatti molto esperta in questo campo (non sono l’autore di questo articolo, solo l’editore).
          Grazie a tutti per i contributi su questi dettagli a volte un po’ complicati.
          Phoebe

          Rispondi
  • 11 Gennaio 2019, 15:59 alle
    Permalink

    Buon pomeriggio.
    Articolo molto interessante. Grazie.
    Io ho un problema simile.desidero ritirare mio figlio (6anni a febbraio) che frequenta la prima come anticipatario perché un crescendo di disturbi di ansia. Abbiamo provato a trovare un accordo col corpo docenti. Ma nulla.un muro. Per il suo bene del bambino abbiamo pensato di ritirarlo e riscriverlo alla prima l’anno venturo.
    Ma ci sono pareri discordanti. Il dirigente non è sicuro che si possa fare a livello burocratico. Un legale mi afferma che si può.
    E vorrei avere più informazioni, visto che la preiscrizione scade a fine gennaio.
    Grazie se mi darete un feedback.

    Rispondi
    • Sergio Leali
      29 Gennaio 2019, 19:20 alle
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      Ciao Selly,
      Purtroppo abbiamo letto questo commento solo ora.
      Se vuoi informazioni, ti consiglio di chiamarmi al cell. 3356851926.
      Un saluto.
      A presto.
      Sergio.

      Rispondi
  • 29 Gennaio 2019, 07:33 alle
    Permalink

    Buon giorno ho bisogno di un’informazione ho due figli che stanno frequentando la terza media purtroppo non trovandosi bene in questo istituto ho deciso di trasferirli in altra scuola.
    I ragazzi non frequentano le lezioni dal 22/01/2019 perché li voglio trasferire.
    La dirigente dell’istituto che li accoglierà mi ha detto di aspettare gli scrutini e poi chiedere il nulla osta in modo che vengano valutati dall’istituto di provenienza.
    Ora per le assenze di questi giorni ,a chi devo dare il certificato medico, in modo che non vengano valutate all’istituto che li accoglierà o a quello di provenienza?
    Grazie per la risposta

    Rispondi
    • Phoebe Raye Carrara
      29 Gennaio 2019, 15:49 alle
      Permalink

      Ciao Marilù,
      sembra che il certificato medico per le assenze vada presentato alla scuola dove sono ora iscritti i tuoi figli.
      Poi, dopo gli scrutini, come richiesto dal nuovo Dirigente Scolastico, cambierete la scuola di riferimento e stop.
      Buona fortuna,
      Phoebe

      Rispondi
  • 14 Marzo 2019, 19:34 alle
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    Buonasera, avrei un quesito da porre ?
    Mio figlio è al primo anno di superiori ma essendo stato bocciato in seconda media per lui dovrebbe essere l’ultimo anno obbligatorio
    La domanda e questa: può interrompere l’anno scolastico compiendo i sedici anni ad aprile , o deve necessariamente finire l’anno ?
    Ho provato ha cercare risposte su internet ma non trovo risposte a questa domanda
    Grazie in anticipo
    Saluti Cinzia

    Rispondi
    • Sergio Leali
      19 Marzo 2019, 21:13 alle
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      Ciao Cinzia,
      Il nostro campo di applicazione è quello dell’istruzione parentale (cioè di chi ha scelto lo studio fuori dalla scuola); per cui con presupposti e dinamiche diverse.
      Ciononostante, rispetto al tuo quesito, penserei che la conclusione del periodo di istruzione obbligatoria si compia con la chiusura dell’anno scolastico, tanto più per uno studente iscritto a scuola.
      Non dimenticare che esiste l’obbligo di formazione fino ai 18 anni (https://www.miur.gov.it/obbligo-scolastico ).
      Sperando di aver fornito sufficienti argomenti per chiarire la situazione, ti mando un cordiale saluto.
      Sergio.

      Rispondi

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