Cinque figli senza scuola: Elisa e Enrico raccontano …

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Elisa, Enrico, com’è composta la vostra famiglia?

  • Madre, Padre, amici di famiglia
  • Figli N° 5 di anni: 22,21,18,15,12.

I due figli grandi hanno frequentato la scuola fino alla terza media più o meno, i primi anni nella scuola steineriana … gli altri tre hanno (tranne qualche anno per loro scelta di provare a frequentare la scuola normale) fatto sempre la scuola a casa.

Vi andrebbe di raccontarci la vostra esperienza di apprendimento famigliare?

  • ci sono altre figure educative/formative che si occupano dei vostri figli, oltre a voi genitori (ad esempio i nonni, gli zii, un tutor, un insegnante, una ragazza alla pari)? Con quali ruoli? Come le avete scelte, con quali criteri? Come vi siete trovati? Avete dei consigli da darci?

Si, abbiamo altre persone che ci aiutano nell’istruzione dei nostri figli:

Io (mamma Elisa) mi occupo della grammatica, dell’italiano e della letteratura, mio marito si occupa della matematica e della geometria, poi abbiamo una ex insegnante della scuola media di Peschiera (in pensione da anni) che è più un’amica ormai che una insegnante per la nostra famiglia, lei insegna (ora solo agli ultimi 3 figli) storia, geografia, scienze, storia dell’arte.

Per l’inglese abbiamo delegato il compito alla zia (sorella da parte di mamma) che ha frequentato la scuola inglese e quindi è come se fosse madre lingua.

Per il disegno tecnico ci aiuta un amico architetto.

Per gli anni in cui avevano nei programmi il tedesco ci appoggiavamo ad una altra zia, (da parte di papà) che essendo olandese sapeva perfettamente anche il tedesco.

Per il disegno e l’arte insegna il figlio maggiore (che fa l’artista) ai fratelli più piccoli.

Per noi le caratteristiche richieste per i professori e le persone che ci danno una mano nell’istruzione dei nostri ragazzi, sono la gentilezza e la capacità di insegnamento nei tempi da noi prestabiliti:

Non devono esserci compiti per il tempo al di fuori dalle lezioni, ma il programma per aprile deve essere concluso per potersi preparare per l’esame di fine anno.

Ci siamo trovati bene con i ragazzi giovani e la signora in pensione che ormai ci aiuta da anni, ed ovviamente con i parenti , abbiamo avuto qualche problema invece  con certi prof. (arrivati dalla scuola normale) a cui abbiamo provato a delegare alcune materie …

Ogni anno il criterio dell’aiuto che ci serve da altre persone cambia, in confronto alle necessità che si creano rispetto ai ragazzi ed ai programmi che ci inviano le scuole …

  • a quali aspetti avete dato maggior rilievo (manualità, creatività, autonomia, spirito critico, ecc.)?

abbiamo dato maggior rilievo soprattutto allo spirito critico, (verso se stessi)… da un certo punto in avanti anche alla autonomia

  • Che ruolo hanno avuto lo sviluppo linguistico, quello psicomotorio, o logico, o manuale, o musicale, artistico, ecc. nelle vostre scelte? L’apprendimento di tecniche e conoscenze per la cura del corpo, la (auto)gestione della salute? La spiritualità?

La spiritualità direi che ha avuto ed ha tutt’ora un ruolo fondamentale nella nostra vita, ho sempre cercato come mamma di trasmettere ai miei figli il senso di questa esistenza, il miglioramento spirituale (quindi di noi stessi, del nostro essere), ogni volta che leggo un nuovo libro (spirituale o di alimentazione) sottolineo le parti più importanti e le rileggo ai ragazzi la sera mentre ceniamo.

Sono abituati all’introspezione e a cercare un perché più alto, un senso più profondo nella vita di tutti i giorni …

Ho cominciato questo percorso spirituale in un anno abbastanza tragico, una mia amica ci regalò “il segreto, la legge dell’attrazione” che ci ha cambiato la via, e da quel libro non ho mai smesso di leggere …

Dai libri della Jasmuheen (Il cibo degli Dei, Radianza divina, Ambasciatori di Luce …)… a “La Guarigione Quantica”, “Quantum Touch” a quelli di alimentazione come “Il sistema di guarigione della dieta senza muco”, “Fruttariani”, “Sugar Blues”, “Latte e Formaggi”, “The China Study”… e tanti altri, tutti trasmessi con letture serali ai miei ragazzi.

  • che ruolo hanno avuto per voi il gioco libero, la vita all’aperto, l’attività libera, il tempo non organizzato?

I primi due/tre grandi avevano abbastanza tempo libero da piccoli (mentre io e mio marito eravamo al lavoro giocavano spesso supervisionati dalla tata di fiducia che è stata con noi praticamente da sempre, l’unica persona a cui ho lasciato i miei figli) …

Con il passare degli anni però e con l’aumento dei mezzi tecnologici ho preferito tenerli super impegnati in mille attività dopo lo studio (tra sport vari e banda musicale) … ora (a parte i più grandi) ogni giorno hanno una o più attività … e nel tempo libero che gli rimane non lascio loro mezzi elettronici, se non in rare occasioni per il contatto con le varie amicizie fatte appunto alle attività … ma preferisco fargli leggere libri di loro gusto … di modo che quegli archi si tempo siano allo stesso modo piacevoli ed utili.

  • come avete gestito l’organizzazione della giornata (ad esempio con orari prestabiliti per i pasti/il sonno, ecc. o in modo flessibile)?

La prima parte della giornata (quindi mattina e pomeriggio) è assolutamente organizzata da orari e impegni predefiniti:

La mattina ci si alza verso le 8 e si comincia a studiare alle 8:30 circa … ormai a studiare sono rimasti solo i 3 più piccoli, che studiano più o meno fino all’una … poi un pranzo veloce (spesso una centrifuga o un frullato di verdure) e poi cominciano le attività pomeridiane (danza, ginnastica artistica, strumenti musicali, tiptap, canto, ballo)

La sera è il momento più rilassante di tutta la giornata:

si cena (tardi di solito, perché 3 giorni a settimana siamo praticamente tutti a Brescia, le femmine per ginnastica artistica ed i maschi per B. jujitsu) e poi si decide cosa fare:

O si guarda un film scelto tutti insieme (che vada bene per grandi e piccoli, quindi assolutamente non violento o di paura) di solito la scelta ricade sui cartoni animati di Walt Disney o di film vecchi (es. Totò, Bud Spencer e Terence Hill)… o si fa un gioco di società oppure si fa una passeggiata sul lungo lago (anche alle ore più assurde).

  • in quali aspetti la vostra casa è organizzata/arredata/decorata su misura per l’apprendimento in famiglia?

Siccome abbiamo una casa davvero piccola, ma abitiamo in un residence quindi i ragazzi hanno tutto lo spazio che vogliono fuori di casa, abbiamo come posto di attività scolastiche e artistiche una taverna … con un tavolo bello grande per i disegni artistici e uno spazio per terra con un tappeto dove poter fare ciò che si vuole.

  • avete viaggiato un po’/molto? In Italia/all’estero? Come avete organizzato i vostri viaggi ?

Abbiamo viaggiato e viaggiamo tutt’ora molto …

I nostri viaggi sono il 95% in Italia, e quasi sempre ci indirizziamo verso posti interessanti per la storia e la storia dell’arte, cosicché il viaggio oltre che piacevole diventi anche utile per lo studio e per l’educazione.

Ci documentiamo prima sulla città o paese in questione e poi ci andiamo di persona, così facendo la storia dell’arte la studiamo molto con gite in trasferta, scelte anche cercando di unire i vari programmi di studio dell’anno delle varie classi dei nostri figli.

  • come avviene l’apprendimento delle lingue da voi?

Le lingue le studiano come qualunque altra materia, ci aiutano le Zie che sono praticamente “madre lingua” inglese e tedesca.

  • avete fatto laboratori, visitato musei/mostre/città/parchi naturali/oasi, ecc.? Quali? Come avete organizzato e impostato le attività (chi faceva da guida? Avete preparato prima i vostri figli? Come? Siete andati con altre famiglie non scolarizzate, ecc.)? Quali difficoltà avete incontrato (ad esempio con l’istituzione, ecc.)? Quali sono state le ricadute sui bambini/ragazzi? Cosa consigliereste alle famiglie che si affacciano all’apprendimento in famiglia?

I nostri figli hanno fatto laboratori vari (lavoretti manuali) durante questi anni, i più grandi hanno fatto delle settimane ad Ortisei per un corso specializzato nella scultura del legno, tornio, ecc …

Abbiamo visitato musei, fatto viaggi in (praticamente) ogni parte dell’Italia che potesse aiutarli con lo studio, preparandoli prima (leggendogli la storia e le caratteristiche della chiesa/templio/scavo/castello in questione), come la valle dei templi ad Agrigento, gli scavi archeologici di Pompei, le chiese di ogni città d’Italia (a cominciare dal nostro duomo di Milano) ecc …

In ogni viaggio solitamente a turno io e mio marito ci prepariamo per spiegare le caratteristiche e la storia di quello che andremo a vedere, per spiegarlo nel modo più semplice e meno noioso possibile ai nostri figli.

Le difficoltà che abbiamo avuto con lo studio sono state esclusivamente per il carattere di ognuno dei nostri figli: come nella scuola normale c’è chi impara e studia volentieri e facilmente e chi invece lo fa più controvoglia e con il bisogno di essere spinto con pochino di più.

Non abbiamo avvertito alcuna ricaduta sui ragazzi, anche perché (a parte l’istruzione famigliare) abbiamo sempre fatto fare ai nostri figli una grande quantità di attività (come sport, canto, studio di strumenti musicali e banda) quindi anche per quanto riguarda l’aspetto “socializzazione” non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema, anzi, avendo sempre tanto tempo da usare in attività non scolastiche hanno avuto la possibilità di stringere rapporti ed amicizie spesso molto più sane e vere di quelle che si fanno di solito a scuola (spesso solo per bisogno o convenienza, destinate poi a svanire nel nulla una volta terminati gli anni nella stessa classe/scuola.)

Consigliamo quindi alle famiglie che intraprendono il percorso Home Schooling di dare la possibilità ai figli di fare tante attività dopo lo studio, quelle che preferiscono, ma è bene secondo noi (anche se all’inizio magari bisogna un po’ spingere per farli appassionare a qualche sport o altro) impegnarli nel pomeriggio con queste attività, sia per tenerli occupati in qualcosa di sano (sotto ogni aspetto) che per dargli la possibilità di incontrare altri ragazzi e bambini della loro età … senza precludergli la socializzazione e la possibilità di fare amicizie.

  • i vostri figli frequentano corsi di teatro/circo/danza/capoeira, ecc. o fanno attività sportiva?Come sono state scelte queste attività? Quali sono (state) le ricadute sui bambini/ragazzi? Un consiglio per le nuove famiglie?

Abbiamo sempre “preparato” i nostri figli al mondo esterno … specialmente nelle età più giovani, spiegando loro che potrebbe accadere che qualche bambino si comporti come succede spesso nelle scuole, (prese in giro, esclusione, gruppetti, ecc …) così abbiamo spiegato loro che se accadevano questi tipi di comportamenti era soltanto perché nelle scuole spesso i bambini sono abituati a comportarsi così e di non prenderla personalmente …

Li abbiamo abituati a parlare a casa (con noi genitori) di ogni tipo di esperienza fatta lungo il corso della giornata alle varie attività, standogli vicini e dando loro consigli … anche se ormai e spesso i nostri ragazzi sanno benissimo cavarsela da soli e in ogni situazione sanno bene come comportarsi, se serve parlare per mettere al loro posto i ragazzini più fastidiosi (essendo consapevoli che spesso purtroppo sono i comportamenti che imparano a scuola).

  • avete fatto abbonamenti a riviste per ragazzi, circoli, biblioteche? Quali? Con quali ricadute per i vostri figli?
  • i vostri figli frequentano una banda musicale, un corso di musica/canto, un coro, suonano in un gruppo? Fate attività musicali, in famiglia o fuori? Che ruolo hanno queste passioni nel loro apprendimento?

Appena trasferiti a Peschiera Del Garda (alla nascita della quinta figlia, quindi 12 anni fa) abbiamo scoperto subito l’esistenza della Banda Cittadina, così ognuno di noi ha scelto uno strumento che lo ha poi portato a poter suonare in Banda … in casa infatti abbiamo: 2 trombe, 2 tromboni, 1 batteria, 1 clarinetto 1 flauto traverso, 1 flicorno baritono, 1 bassotuba, 1 pianoforte …

Si può dire che ci siano più strumenti che persone perché alcuni di noi (ebbene sì, suoniamo anche io e mio marito) hanno scelto di suonare più di uno strumento a testa.

Sempre nella Banda Cittadina di Peschiera del Garda abbiamo potuto iscriverci a parecchi altri corsi: propedeutica per quando c’erano ancora i piccolissimi nella famiglia, canto corale, canto moderno, solfeggio, junior band, banda, sfilate domenicali, lezioni individuali per ogni strumento ecc …

  • i vostri figli si appassionano al cucito, al ricamo, alla ceramica, al bricolage, ecc.? Ad attività artigianali? Cosa consigliereste ad altre famiglie?
  • oppure si appassionano al disegno, alla pittura, alla fotografia, ecc.? Che ruolo hanno queste passioni nel loro apprendimento?

Alcuni dei nostri figli amano il disegno e l’arte, altri amano la fotografia, abbiamo cercato di dare loro la possibilità di fare corsi ed esperienze in questi campi.

  • guardate spesso film/video/documentari insieme? Chi li sceglie? Come? Andate al cinema? A teatro? Come gestite queste attività? Che ruolo hanno questi interessi?

Guardiamo spesso film vecchi, tipo Totò, Bud Spencer e Terence Hill, don Camillo, tutti i cartoni animati Disney … quando erano molto piccoli sceglievamo noi genitori quando e cosa far vedere ai nostri figli, adesso che sono grandi hanno libera scelta, rispettando però sempre la regola: no film violenti o horror, o troppo volgari, ora piace anche a loro guardare qualcosa che alla fine abbia una morale e soprattutto che lasci una buona sensazione alla fine.

Li portiamo spesso a teatro a vedere commedie di ogni genere (come i legnanesi, Vincenzo Salemme) o (per le femmine) balletti classici.

  • usate strumenti come la tv, internet, ecc. per fare ricerche o informarvi? Quali? Perché? Come?Seguite dei MOOC? Avete qualcosa da suggerire (ad es. siti, programmi, modalità di approccio, ecc.)?

I nostri ragazzi hanno la possibilità di fare ricerche su internet, ma comunque preferiamo che studino sui libri …

No, non seguiamo nessun MOOC, semplicemente per lo studio cerchiamo di attenerci al programma che la scuola a cui ci appoggiamo per l’esame di fine anno, ci manda.

  • ci sono videogiochi o altre tecnologie che usate e consigliereste ad altre famiglie in apprendimento per la loro valenza pedagogico – didattica o educativa?

No, anzi, pensiamo che il miglior modo per educare anche questo aspetto sia di tenerli molto impegnati in tanto tanto sport, che li porti ad essere coordinati e in sintonia con il proprio corpo.

  • ci sono delle tematiche principali intorno alle quali ruota l’interesse dei vostri figli? Come vi rapportate voi genitori rispetto a queste loro curiosità (li sostenete in toto, o entro certi limiti, proponete loro informazioni di vario genere, vi ponete in atteggiamento critico, ecc.)? A cosa vi ha portato sostenerli nel seguire una passione?
  • come avviene principalmente l’apprendimento dei vostri figli (ad esempio, in modo empirico, per imitazione, per tentativi ed errori, oppure attraverso lo studio approfondito di un argomento, o altro)? Quali sono secondo la vostra esperienza le specificità dell’apprendimento non curricolare?
  • i vostri figli sono iscritti a corsi o scuole online? Quali?

No, i nostri figli seguono il programma della scuola a cui ci appoggiamo.

  • che ruolo ha (avuto)lo “studio” di tipo scolastico, ad esempio, per la preparazione agli esami, se li avete fatti? Come lo gestite (quanto tempo, quali modalità, ecc.)?

Abbiamo sempre preferito far fare l’esame a fine anno ai nostri ragazzi, di modo tale che avessero una qualifica pari a quella dei ragazzi che frequentano la scuola normale.

I nostri figli studiano circa 4/5 ore al giorno.

Anche dal punto di vista dell’apprendimento, ci interessava che fossero al passo con gli altri e di sapere che noi genitori fossimo in grado di dargli un’istruzione (almeno) pari a quella della scuola normale.

Per prepararsi a questo esame ci assicuriamo che abbiano finito il programma di studio per aprile così che possano avere un mese o più per il ripasso e per lo studio di un’eventuale tesina.

  • come gestite la “socializzazione”? Fate volontariato? Fate parte di qualche gruppo …? Ritenete sufficienti le attività culturali/sportive che fate? Quali riscontri avete avuto in questo senso? I vostri figli frequentano anche bambini/ragazzi scolarizzati? Come si trovano?

Non facciamo volontariato, né facciamo parte di qualche gruppo …

Ma accogliamo spesso in casa nostra e portiamo in vacanza con noi bambini vicini meno abbienti, Rumeni, Albanesi, Moldavi …

Per alcuni di loro paghiamo anche corsi e cibo.

Riteniamo che siano sufficienti le attività sportive/culturali che facciamo …

I nostri figli facendo tanto sport e tante attività nel pomeriggio hanno molti contatti con i bambini scolarizzati e per adesso non abbiamo quasi mai avuti problemi di alcun tipo.

Come è evoluto nel tempo il vostro modo di fare apprendimento famigliare (scuola a casa, apprendimento libero, istruzione famigliare, ecc.)? Come è cambiata la vostra vita famigliare?

Il modo di insegnare ai nostri figli è cambiato con il tempo … ovviamente facendo esperienza e capendo gli errori o i modi e metodi con cui si andava meglio, orari, organizzazione ecc …

La nostra vita famigliare è cambiata tantissimo naturalmente … se prima c’era la mattinata “libera” per noi genitori (o comunque al lavoro) ora siamo tutti a casa, a far studiare i ragazzi … (io e mio marito ci teniamo il lunedì ed il venerdì liberi per farli studiare stando a casa dal lavoro.)

Ora è tutto molto organizzato e prestabilito, ci sono i pro e i contro ( come in tutto nella vita)… se prima io (mamma) avevo la mattinata libera ora non ce l’ho più …

La sera spesso vado a letto molto tardi perché devo controllare i compiti della giornata e prepararne altri per il giorno dopo.

Abbiamo organizzato la mattinata in modo tale da non avere compiti nel pomeriggio e non dover studiare o ripassare … così da potersi concentrare nel pomeriggio solo sulle attività dopo scuola (come gli sport appunto).

In compenso posso istruire i miei ragazzi come meglio credo, educandoli e potendo decidere io il tipo di istruzione con tempi e modi scelti da me (es. a scuola cominciavano a fargli vedere film che noi non approvavamo, le prese in giro e le esclusioni non sono mai mancate, i compiti OBBLIGATORI specialmente nei week end ci toglievano momenti che adesso possiamo utilizzare da passare in famiglia e in viaggi, alzarsi alle 6:30 della mattina, non poter essere liberi di saltare un argomento particolarmente noioso o non interessante per il soggetto interessato.)

Ho scelto di praticare l’istruzione famigliare per vari motivi, capitati tutti insieme, che mi hanno spinta a questa scelta:

In ufficio (io e mio marito abbiamo uno studio di Paghe e Consulenza del lavoro, con 40 dipendenti ) avevo bisogno di assumere del personale, così ho cominciato a fare colloqui, chiedendo ai laureati che mi si presentavano di farmi un riassunto di un testo da me scelto …

NESSUNO è stato capace di riportarmi un riassunto decente e dove si capisse il succo del discorso … (roba da elementari)

Tutti ultra laureati e alcuni con più lauree a testa …

Alla fine mi sono ritrovata ad assumere l’unica persona senza alcun tipo di laurea o di titolo di studio dopo il liceo.

Contemporaneamente mio figlio grande (che ha sempre adorato disegnare e fare arte in generale, tanto che ora fa l’artista di lavoro) mi è tornato a casa da liceo artistico un giorno dicendomi “mamma io non disegno più!”

Io allarmata, gli ho fatto domande su cosa fosse successo a scuola quel giorno ed è venuto fuori che il “caro” prof. di disegno gli aveva negato di portare a (casa per far vedere a noi) il suo disegno … dicendogli che tutti i disegni che lui faceva erano della scuola e quindi dello stato e che gli avrebbero tenuti in uno sgabuzzino per 1 o 2 anni per poi bruciarli …

Questo è stato l’ultimo episodio, ma così ce ne sono stati anche tanti altri negli anni passati, ho raccontato questo perché è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Mi sono detta: se proprio devono subire dei danni … almeno gli avrò fatti io, che ogni istante ho voluto e voglio il loro bene, saranno semmai “danni” fatti con amore …

Se i vostri figli sono già entrati nella fase dell’adolescenza, o della preadolescenza, potete dirci come l’avete vissuta/la state vivendo?

Questo punto è molto interessante …

Abbiamo notato che tenendoli a casa da scuola e dando loro molta libertà ma anche regole ferree da cui non si transige (es. li ho sempre lasciato molto liberi in tutto: non ho quasi mai messo un orario prestabilito per andare a dormire (a parte quando erano molto piccoli) con la regola però che a qualunque ora si fossero addormentati il giorno dopo alle 8 dovevano (e devono tutt’ora) alzarsi e studiare.

Libertà assoluta sul vestire, se d’inverno non volevano coprirsi o intabarrarsi non insistevo affatto, assicurandomi però che avessero la possibilità di farlo se gli fosse venuto freddo (ovviamente portando io giacche o felpe)

Per quanto riguarda le regole ferree invece, (riguardanti fumo, alcol ecc) ho sempre cercato di spiegare ai miei ragazzi il motivo per cui non erano cose da fare … facendoli ragionare e dando loro la possibilità di provare tutto ciò sotto la mia supervisione.

Secondo me la “crisi dell’adolescenza” è solo una ribellione da parte dei ragazzi verso i genitori, contro tutti i soprusi e le regole inutili imposte durante tutti gli anni della loro vita.

Tutto sta secondo me da come li si educa, se c’è la fiducia da parte del genitore non c’è alcun motivo di dare loro regole sciocche e inutili, solo per nostre paure.

Sta anche nel dare la possibilità ai propri figli di fare le esperienze degli “adulti” da subito:

Ho sempre dato loro un sorsino di vino o un cucchiaino di caffè quando ne prendevamo noi genitori, così facendo arrivano all’età del’ adolescenza” senza quella voglia di ribellarsi o di provare cose folli.

Nel mio caso ha inciso tanto anche l’istruzione famigliare … poiché non essendo in mezzo ad altri ragazzi non hanno dovuto seguire il flusso della “stupidera” per essere magari accettati nel “gruppetto della scuola” o magari per non venire presi in giro …

Questo metodo devo dire che ha funzionato alla grande per tutti i miei ragazzi, NESSUNA CRISI DI ADOLESCENZA SU 5… UN BEL RECORD DIREI!!!=)=)

Naturalmente le esigenze dei ragazzi cambiano ogni anno mentre diventano sempre più “adulti” e seguire il flusso cercando di modellarci anche secondo i le loro necessità anno per anno sta a noi genitori!

Ritenete che il titolo di studio e/o l’esperienza professionale e/o un bagaglio culturale di un certo tipo abbiano facilitato o possano facilitare la famiglia in apprendimento? O al contrario possono rappresentare una sorta di zavorra, nel senso di legame ad un’impostazione pedagogica di tipo scolastico?

Si, riteniamo che un bagaglio di esperienza professionale ci abbia facilitato con l’insegnamento ai nostri figli.

Ritenete di aver sostenuto un investimento economico importante in questa forma di apprendimento e di vita famigliare? Come avete conciliato le nuove richieste economiche con l’esigenza di una maggiore disponibilità di tempo?

In realtà, poiché mandavamo i ragazzi in scuole private non abbiamo dovuto aumentare il budget per l’istruzione anche perché abbiamo “schiavizzato” amici e parenti.

Qual è l’investimento maggiore che avete fatto in questa esperienza: quello economico, quello culturale, quello affettivo o altro?

Sicuramente quello affettivo … fare tutto ciò richiede sia tempo che denaro, ma di base ci deve essere un grande amore verso i propri ragazzi … altrimenti non ce la si fa.

Com’è stato il vostro rapporto con altre famiglie in apprendimento (avete frequentato singole famiglie in modo sporadico, avere fatto cordata (come?), avete organizzato/partecipato ad attività insieme (di che tipo?) e avete portato avanti dei progetti didattici insieme, avete avuto dei problemi, avete ricevuto sostegno, opportunità di incontro/confronto/crescita)?

Non abbiamo mai avuto contatti con altre famiglie se non veramente sporadici. Questo solo per mancanza di tempo.

Quali testi avete letto e quali sono stati per voi un riferimento importante durante questa esperienza? Quali autori/film/idee/riferimenti teorici, ecc.? Quali input avete avuto per iniziare questa esperienza?

Ho letto testi della Montessori, e “I ragazzi felici di Summerhille”.

Ma l’unico input che mi ha spinta a fare questa scelta è stata la felicità dei miei figli … non erano più “loro” a scuola, ed ora sono tornati allegri e sorridenti.

Come valutate questa scelta a posteriori? L’aspetto più bello? Quello più difficile? Cosa vi spinge a proseguire in questa esperienza? Oppure, cosa vi ha spinto ad abbandonare questo percorso? Cosa fareste diversamente se poteste rifare tutto daccapo?

La scelta è stata la migliore della mia vita, non me ne sono mai pentita … i sorrisi dei miei figli sono il miglior premio per tutte le difficoltà.

La cosa più difficile è stata l’organizzazione del tempo.

Quali sono (state) le incertezze che avete vissuto e quali i punti forti di questa esperienza?

Ci sono state a volte delle incertezze, dei dubbi se si stava facendo la cosa giusta da parte di noi genitori …

Spesso le altre famiglie scolarizzate ci facevano venire il dubbio che fosse una follia … ma poi ci bastava dare uno sguardo ai nostri figli e ai loro e ci passava ogni tipo di dubbio. hihihi

Quali sono (stati) gli ostacoli principali che avete incontrato? Su quale versante (famigliare, sociale, individuale, personale, istituzionale)? Come li avete superati? Cosa/quale figura vi ha aiutato maggiormente?

Sicuramente gli ostacoli più grandi sono stati l’organizzazione e la responsabilità …

Per quanto riguarda l’organizzazione famigliare facendo questa scelta non si ha più un minuto libero per noi genitori; richiede un grande impegno star dietro ai propri figli non solo per il compito di genitori ma anche di insegnanti.

Per la responsabilità appunto si ha sempre un po’ il dubbio di non fare la cosa giusta …

Si hanno i propri figli in mano e bisogna formarli per la vita, non è una cosa da niente e da prendere con leggerezza …

Ma poi ogni dubbio mi passa sempre quando li guardo comportarsi nella vita di tutti i giorni e ricevere mille complimenti del tipo “ma che ragazzi che avete!.. non se ne vedono più al giorno d’oggi di così educati …”

E poi anche “che bei sorrisi, si vede che siete dei bambini felici” ,  “che belli che siete, vi chiamiamo la famiglia felice”… e tanti altri di questo genere

Grazie…

Elisa, Enrico

1 commento su “Cinque figli senza scuola: Elisa e Enrico raccontano …”

  1. Grazie per questa testimonianza mi ci voleva proprio. Tanti spunti per migliorare ed essere più felici.
    Un caro saluto a tutti Bea e famiglia

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