
Il tempo stringe, alle famiglie incominciano ad arrivare i solleciti dei dirigenti scolastici per l’iscrizione agli esami “obbligatori”. Per chi ha scelto di farli, già dall’inizio dell’”anno scolastico”, nessun problema; per chi dovesse deciderlo ora, i problemi non mancheranno, purtroppo.
Giovedì 8 marzo si è svolto presso gli uffici comunali di Bergamo un incontro tra LAIF ed i responsabili del settore che si occupa del raccordo con le scuole per le questioni evasioni scolastiche, ecc. Andrea, il nostro presidente, sarà più esaustivo in merito, in un’apposita comunicazione.
Quest’incontro ha fatto seguito a quello tenuto presso il Provveditorato, sempre di Bergamo.
Vorrei solo rilevare il seguente dato: la percezione del fenomeno “istruzione famigliare” da parte delle istituzioni è parziale e superficiale; quelli che ne sanno di più è perché hanno visto il film “figli della libertà”, dove, per la verità, l’istruzione famigliare ne esce, che alla fine … la scelta è quella di … tornare a scuola! Giusto, in fondo c’è la libertà di farlo!
Questa è la situazione che si delinea dopo gli approcci che abbiamo avuto, naturalmente è una sensazione personale, che sarei ben felice di dover correggere a fronte di evidenze diverse.
Cosa possiamo fare?
Possiamo cercare di colmare queste lacune di conoscenza, che ritengo siano tali anche per una debole incisività in questo senso, che negli anni il mondo degli homeschooler e dell’educazione parentale è stato in grado di mettere in atto.
Dovremmo farlo in fretta (e anche qua sarei assai lieto di essere smentito), perché la conoscenza, la comunicazione e le idee sono l’unica leva che realmente abbiamo a disposizione.
Abbiamo la forza dei numeri (iscritti)? No.
Siamo attrezzati per un braccio di ferro legislativo?
L’unica forza che abbiamo è quella delle idee e della progettualità.
Negli incontri sopra richiamati abbiamo iniziato il confronto con certi presupposti (un clima cordiale) e, nel suo corso, è divenuto un dialogo attento e interessato. C’è la disponibilità ed il desiderio/la necessità di saperne di più da parte di chi per forza di cose e per giustizia deve seguire il nostro percorso. La legislazione, anche se esibita con molta “certezza”, in varie sedi, in realtà non è univoca nel senso “tutti devono fare gli esami scolastici ogni anno”, ecc. Prova ne è che ci sono casi in cui taluni dirigenti scolastici anche per l’anno 2017/18 non si muovono in tal senso.
Se vogliamo avere qualche speranza di indirizzare la nostra piccola storia nel verso che più si accorda alla natura della nostra esperienza di istruzione famigliare, è opportuno che portiamo chiarezza.
Dobbiamo chiarire cos’è l’istruzione famigliare e qual è o quali sono i modi giusti ed idonei da applicare da parte di chi ha il compito di accertare che si sta dando luogo all’istruzione e all’educazione della prole, in quanto dovere e diritto che i genitori hanno in capo.
LAIF dovrà stimolare incontri a livelli crescenti e dovrà presentarsi con delle proposte concrete ed attuabili. Come forse già saprete, LAIF ha avviato tra i soci un confronto esattamente su questi temi, già alcuni contributi sono postati. Vi si può partecipare accedendo all’area soci. Tre sono le categorie su cui si può intervenire: definizione del concetto di “istruzione famigliare”, indicazione delle modalità di accertamento, contenziosi ed esperienze di criticità nel rapporto con le istituzioni.
E’ chiaro che dalla prima (cos’è l’istruzione famigliare?) deriva la seconda (quali metodi di accertamento da parte delle istituzioni?). Nello spazio commenti si può lasciare il proprio, che è da intendersi non necessariamente come un commento agli altri, ma soprattutto come una proposta propria, che potrà essere in relazione con le altre o anche del tutto originale. Non è una chat, non aspettatevi una risposta; è una raccolta di pensieri, di stimoli, al fine di produrre un corpus di proposte da sottoporre alle istituzioni. Infatti, una volta chiusa la fase dei “commenti” (si è indicato il 30 marzo), un gruppo di lavoro, costituito dai soci che manifestano l’intenzione di farne parte, sintetizzerà le idee in un documento che verrà sottoposto ulteriormente all’approvazione dei soci. Il risultato di tutto questo lavoro sarà quanto LAIF esibirà e proporrà alle autorità.
E’ un passaggio fondamentale per la vita di LAIF e per la possibilità che essa avrà di portare a casa qualcosa di buono e concreto. Se la definizione di istruzione famigliare sarà pregnante, completa e profonda, può sperare di essere riconosciuta come degna della dovuta considerazione. Se le proposte saranno tali da risolvere le problematiche e comprenderanno il nostro punto di vista e anche quello dei nostri interlocutori, potranno avere effetti di sollievo sia per noi che per loro. E forse potranno entrare nel novero delle cose fattibili. Finora abbiamo rincorso le idee su di noi di chi non ci conosce; è il momento di dire la nostra.
Non è mai troppo tardi.
Buongiorno, sono Aurora, appena entrata a far parte di questa interessante e costruttiva esperienza. Mi sento di
…scusate…è partita con un mio maldestro gesto…
dicevo, mi sento di condividere ciò che ho capito da una serie di ricerche che in questo ultimo periodo ho fatto sull’istruzione famigliare e cioè:
– ha tante anime e quindi tante forme, legato a questo ne deriva che vi sono anche diversi modi di intenderla. Perciò dovremmo difendere a spada tratta solo e soltanto ciò che la nostra bella Costituzione afferma, perciò l’istruzione famigliare è un contenitore generico che persegue risultati. Imbrigliare l’educazione famigliare in una definizione troppo ristretta rischia solo di offrire appigli per poterla negare. Ecco quindi, secondo me potrebbe essere: – “L’istruzione famigliare è l’esercizio del diritto-dovere che, nel rispetto dell’art. 30 della Costituzione italiana, viene assolto e/o organizzato in famiglia”.
Per quanto concerne gli strumenti per l’accertamento che hanno le istituzione penserei a una mediazione tra famiglie in istruzione parentale e istituzioni sia la cosa migliore. Creare spaccature non sortisce nessun buon esito . Quindi riuscire a tranquillizzare le istituzioni circa le loro inquietudini che mi sembra di capire siano dettate dalla non conoscenza approfondita della questione ed anche da un pregiudizio che talvolta investe tutto ciò che non è istituzionalizzato e direttamente controllabile. Quindi se da un lato c’è la richiesta di verifica, una strada percorribile secondo me potrebbe essere quella di fare un semplicissimo “programma obiettivo” (in linea con le indicazioni generali ministeriali così da soddisfare il dovere di insegnamento, ma anche flessibile per permettere da parte della famiglia che si avvale dell’istruzione famigliare quella specificità di ogni nucleo famigliare.
Pertanto, dopo questa sorta di “programma” (forse sarà meglio che pensi ad un altro termine), la famiglia potrebbe portare alla scuola le “prove” (slide, tesine, ecc.) di questo lavoro e se proprio non dovesse essere ritenuto sufficiente tale materiale perché no, un colloquio?
Spero di aver apportato qualche elemento costruttivo all’argomento.
Aurora
Ciao Aurora,
grazie per il tuo contributo, posso chiederti di copiarla sotto la discussione https://www.laifitalia.it/2018/02/27/quale-tipo-verifica/ visto che lì vengono raccolti tutti i contributi al progetto?
Altrimenti ci pensiamo noi (solo per non disperdere i contributi. Grazie e a presto!
Se riesco, volentieri!