Pochi giorni fa, giovedì 8 marzo, Festa della Donna, una piccola delegazione di LAIF formata da Andrea Milesi, Sergio Leali e Carla Pedercini, è stata accolta dalla Dr.ssa Elena Giupponi e dalla Drssa Beatrice Testa della Direzione dei Servizi Sociali ed Educativi per l’infanzia e l’istruzione, del Comune di Bergamo.
Molti i temi affrontati in più di una ora di confronto; vediamone alcuni. In primis annovererei quello di aver potuto far maggior chiarezza sul nostro modo di intendere e praticare l’istruzione in famiglia e successivamente l’occasione preziosa di aver presentato questa nostra esperienza aggregativa quale interlocutore autorevole e democratico nella relazione fra le famiglie e le istituzioni pubbliche.
Il dialogo ha fatto emergere a chiare lettere come tuttora esiste una bassa percezione da parte degli Uffici pubblici dei numeri circa le modalità con cui si esercita l’istruzione in famiglia, riducendola spesso ad un fenomeno marginale fino ad oggi quasi sconosciuto. Durante l’incontro abbiamo tenuto a precisare che, sebbene i numeri siano ancora modesti rispetto alla totalità degli studenti tradizionali, è necessario conoscere profondamente questo ambito (che riteniamo comunque in notevole crescita) perché il rischio latente che osserviamo da parte del Legislatore è sempre quello di ricondurlo alla Scuola con un semplice “esame finale di idoneità” o alla peggio con qualche norma che sottragga ad ogni famiglia uno spazio idoneo di elusione scolastica.
Purtroppo le occasioni di contatto e di conoscenza delle nostre famiglie da parte degli Enti Locali e degli uffici predisposti ad operare in questo ambito sono stati finora quasi inesistenti; è tempo di recuperare questo terreno perduto. L’evento cinematografico del film “Figli della libertà”, a detta dei nostri interlocutori, sembra essere stato “l’unico” momento in cui il tema è uscito dalla “clandestinità”.
Sarà compito di LAIF provare a promuovere e a diffondere una maggior conoscenza delle innumerevoli esperienze che abbiamo e di saperle distinguere dalle tante altre esperienze delle cosiddette “scuolette”, raccolte insieme a noi nelle Anagrafi Studentesche, ma diverse da ciò che siamo nel concreto.
Non poteva mancare l’onnipresente tema della cosiddetta “socializzazione”, intesa questa volta non tanto come un insufficiente confronto fra coetanei, ma come il rischio che l’esperienza della istruzione famigliare non possa essere all’altezza di “allenare” un/a futuro/a cittadino/a ad affrontare le diversità; purtroppo questa convinzione rimane ancora forte e radicata all’interno dei soggetti pubblici.
Allo stesso modo, l’idea che “alla classe fra coetanei non ci siano eguali nonostante le macroscopiche difficoltà della scuola di oggi” sembra tuttora valida.
Nostro compito sarà quello di sfatare queste ferree convinzioni, facendo emergere con chiarezza come il nostro non sia un nuovo modello di “isolamento borghese” o di “segregazione” dalla società, ma piuttosto uno strumento di formazione di cittadini aperti e felicemente attivi, che vedono nella famiglia il luogo ideale dove potersi formare e trovare la spinta utile alla loro crescita.
Nostra speranza finale è stata quella di aver saputo trasmettere come il fare Istruzione in famiglia voglia dire ritrovare la bellezza d’imparare e magari anche la liberazione da situazioni di oppressione che spesso alcune famiglie si trovano a vivere, in special modo se portatrici di alcune caratteristiche che conosciamo con il termine di DSA. In questo ambito il nostro stile di accompagnamento è sicuramente vicino alle reali necessità dei nostri figli.
Riteniamo proficuo e utile proseguire in questo lavoro di incontro e concertazione con tutti i soggetti pubblici impegnati sui fronti della istruzione e della formazione di nostri ragazzi , assumendoci l’impegno di partecipare a future iniziative a tema che il Comune o la Municipalità ritenesse utile organizzare.
LAIF incontra i Servizi Educativi del Comune di Bergamo

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