
15/04/2018
Ho ricevuto tempo fa una lettera da parte del Sindaco del paese in cui vivo dove mi veniva richiesta la prova documentata dell’avvenuto esame di idoneità che, secondo lui, mio figlio avrebbe dovuto sostenere lo scorso anno cioè a fine 5° elementare.
Ho tolto Matteo dalla scuola a fine febbraio 2017. In ogni caso lo scorso anno non esisteva alcuna legge in merito agli esami da sostenere.
Riporto di seguito la lettera che ho inviato (grazie al supporto di LAIF). Ora vediamo che succede per via degli esami 2018 (che io e Matteo non vogliamo sostenere).
NESSUNO ha mai più risposto a questa lettera. Sono certa che potrà essere utilizzata con successo anche da altre famiglie.
Gentile Sindaco …………..
In merito alla comunicazione datata ……………. N. Protocollo ….. teniamo a precisare che la facoltà di poter scegliere se presentare domanda per l’esame di idoneità di nostro figlio, e conseguentemente la non obbligatorietà dell’esame annuale, ci viene confermata da quanto segue.
Il Decreto Ministeriale 489 del 2001 all’articolo 2 comma 7 prevede che: “Gli allievi, soggetti all’obbligo d’istruzione, che si avvalgono delle disposizioni di cui all’articolo 111, comma 2, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono tenuti a sostenere i prescritti esami di idoneità ovvero di licenza media, presso uno degli istituti di cui al comma 2, secondo quanto disposto dalla vigente normativa, ai fini del rientro nell’istituzione scolastica o al termine dell’obbligo di istruzione. A conclusione del periodo di istruzione obbligatoria, in caso di mancata prosecuzione del percorso scolastico, viene rilasciata all’allievo, dalla stessa istituzione scolastica ove ha sostenuto l’esame di idoneità, l’apposita certificazione, prevista dall’articolo 1, comma 4, della legge del 20 gennaio 1999, n. 9, e dall’articolo 9 del regolamento del 9 agosto 1999, n. 323, attestante il proscioglimento ovvero l’adempimento dell’obbligo d’istruzione nonché le competenze acquisite che costituiscono credito formativo ai fini del conseguimento della qualifica professionale”.
Nella sua lettera Lei fa riferimento alla Nota Prot. n. 5693 del 20 giugno 2005, per sedare alcun dubbio sulla necessità che i bambini vengano sottoposti ad esame di idoneità secondo gli obblighi di legge.
Facciamo notare che a tale Nota esplicativa, fa seguito, l’anno successivo, la Nota 777 prot. 1147 del 31/01/2006 che riporta: “Ciò premesso, si chiarisce ulteriormente che l’istruzione possa essere impartita, in piena legittimità e quindi in regime di non sanzionabilità, oltre che nelle scuole statali e paritarie anche attraverso i genitori o chi ne fa le veci o con la frequenza di scuole private non paritarie. Ovviamente da ciò non discende che le scuole interessate rilascino titoli di studio aventi valore legale che sono di esclusiva competenza delle scuole statali e paritarie. È del tutto evidente che la certificazione del percorso scolastico, secondo le scansioni previste dall’ordinamento, non può che essere rimessa ad un accertamento da operare mediante esami di idoneità gestiti esclusivamente da scuole statali o paritarie. Da questo punto di vista appare, altresì, evidente che la formalizzazione della carriera scolastica degli studenti interessati soggiace al superamento dell’esame di idoneità stesso. A maggior ragione l’esame di idoneità si rende obbligatorio nell’ipotesi in cui l’alunno voglia rientrare nell’ordinario circuito formativo, cessando dalla scuola familiare o dalla frequenza della scuola privata non paritaria.”
( http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/nota_31_gennaio_006.htm)
L’approfondimento di tale Nota è chiaro e non lascia adito a dubbi: sono tenuti a fare richiesta dell’esame di idoneità i genitori dei minori che intendono rientrare nel percorso scolastico o che intendano formalizzare la carriera scolastica.
Resta comunque il dato che, nel rispetto della gerarchia delle Leggi dello Stato Italiano, una circolare ministeriale e note a lei riferenti non possono imporre obblighi di legge al cittadino, ma solo regolamentare la gestione interna alla pubblica amministrazione e solo se non dispongono oneri in palese contraddizione con le norme di legge a cui fanno riferimento. Se una legge abbisogna di interpretazione o di chiarimenti lo strumento legislativo idoneo è il regolamento governativo disciplinato dall’articolo 17 della L. 400 del 1998, il quale prevede diversi tipi di regolamenti governativi e il quale ne descrive la procedura di emanazione: le circolari rimangono al di fuori delle fonti del diritto.
Ne consegue che le circolari ministeriali non hanno la capacità di innovare l’ordinamento giuridico, di conseguenza da sole non possono imporre alcun obbligo in capo ai genitori o comunque ai cittadini. Sia la Cassazione (sentenze del 2007 e del 2009 come da link allegato) che il Consiglio di Stato hanno affermato la natura interna (nel senso di atti interni alla Pubblica Amministrazione) delle circolari e hanno entrambi chiarito la mancanza del potere di normare in capo a questo tipo di atto. http://www.fiscooggi.it/giurisprudenza/articolo/la-cassazione-conferma-circolari-atti-interni-allamministrazione)
Invio la presente per conoscenza all’associazione LAIF a cui sono associata e della quale lascio il sito per eventuali Suoi graditi approfondimenti. https://www.laifitalia.it
Distinti saluti
02/06/2018
Ecco gli aggiornamenti della vicenda.
Non ho più avuto alcuna risposta da parte di Comune e DD del mio distretto.
Ricevo però in data 17/05 una lettera non raccomandata dalla referente per il tribunale per i minorenni di Brescia la quale ci invitava per un colloquio il giorno seguente.
Naturalmente, dopo una notte insonne, ci siamo presentati e abbiamo scoperto che la dirigente didattica in data ottobre 2017 segnala al comune una presunta evasione dagli obblighi scolastici. il comune richiede gli esami (come sopra descritto) e siccome rispondo a tono come ho indicato fa segnalazione diretta al Tribunale dei minori.
Abbiamo avuto un colloquio piuttosto informale dove abbiamo potuto descrivere le motivazioni sincere delle nostre scelte, abbiamo descritto la nostra giornata tipo con matteo, abbiamo precisato il nostro metodo di istruzione che abbiamo deciso di adottare.
L’assistente sociale con la quale abbiamo parlato ci è sembrata aperta e disponibile al dialogo.
Ora, entro i prossimi 45 giorni dovrà redigere un verbale che presenterà al PM il quale, di conseguenza, dovrà decidere se aprire un fascicolo penale a nostro carico appunto per evasione dell’obbligo scolastico.
Nelle dichiarazioni del Comune e della Dirigente ci sono moltissime inesattezze e altrettante false verità. Ho con me TUTTA la documentazione che comprova l’adeguata informazione che nel tempo ho dato a dirigente, comune, assessorato alla pubblica istruzione del mio comune. E tutte le risposte alle loro richieste; ultima delle quali loro dicono di non aver ricevuto (per conoscenza l’avevo inviata anche a LAIF),
Non so come andrà a finire questa storia. Siamo certi del nostro operato sia a livello burocratico sia a livello umano nei confronti di nostro figlio, sia a livello didattico e istruttivo, ma soprattutto a livello educativo. Siamo una BELLISSIMA squadra. E questo nessuno lo metterà mai in discussione.
Ci siamo resi disponibili ad un nuovo colloquio, ad un colloquio diretto con il PM, li abbiamo invitati a casa a vedere dove viviamo e in quali condizioni educhiamo nostro figlio. La nostra disponibilità e trasparenza è stata a 360°.
Ora vediamo cosa accade. Vi terrò aggiornati.
Intanto la prossima settimana avrò appuntamento con un avvocato il quale mi dovrà dire se ci sono (come io presuppongo) i presupposti per una denuncia penale nei confronti della dirigente (talmente frustrata da aver voluto creare una guerra del tutto personale), del sindaco e dell’assessore che tra l’altro non mi hanno MAI convocato per eventuali spiegazioni prima di allertare le autorità giudiziarie.
A proposito ………………….. abbiamo accennato anche le motivazioni che ci spingono a non voler far fare esame alla fine di ogni anno.
Mentre parlavo mi sentivo SICURA e ORGOGLIOSA di aver fatto una scelta così radicale e profonda, Era la prima volta che mi confrontavo con un rappresentante pubblico rispetto a questa questione.
Non dobbiamo temere. Non dobbiamo farci intimorire