Sede d’esame di idoneità

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sede d'esame di idoneità

29/04/2018

SEDE D’ESAME DI IDONEITÀ …

Volevamo condividere con voi la nostra esperienza sulla scelta della sede per l’esame d’idoneità (scuola media). Questa situazione si riferisce ad un periodo precedente alla norma che sancisce la libertà di scelta delle famiglie su questo punto e che prevede che la scuola d’esame possa essere una qualsiasi scuola del territorio nazionale, purché statale o paritaria.

Nel lontano ottobre 2014, nel corso di una ricerca sulle scuole del territorio, ci rivolgiamo anche alla scuola X, di un paese a qualche chilometro da casa, dislocata al di fuori della zona di competenza del “nostro” Istituto comprensivo.
Veniamo accolti con disponibilità. Il tema dell’istruzione parentale per il DS è nuovo, per sua stessa ammissione. Gli forniamo copia delle estremi di legge in nostro possesso ed egli si riserva di esaminare i vari aspetti e di comunicarci successivamente le sue determinazioni in merito.
Di lì a poco riceviamo verbalmente una risposta affermativa: la cosa si può fare! Ci viene fornito il nominativo della docente referente con la quale prendiamo contatto. Questa ci fornisce i programmi, ci indica i professori con cui prendere accordi, gli orari di ricevimento. Ci scambiamo mail, materiali e telefonate; in più occasioni abbiamo colloqui con i docenti e tutti mostrano un atteggiamento collaborativo.
Da parte di tutti ci viene offerta disponibilità e collaborazione in maniera positiva ed aperta e di questo siamo grati sia ai docenti sia al DS. Per questi motivi e per una sufficiente condivisione del programma educativo e didattico, scegliamo questa scuola e decidiamo di presentare lì la domanda d’esame.

Il 24 febbraio 2015 consegniamo la nostra domanda brevi manu al DS, il quale la riceve senza rilevare nulla, se non la necessità di integrarla con la copia della comunicazione di istruzione parentale fatta a suo tempo al Comprensivo del territorio di residenza. Dopo un paio di giorni, viene consegnata l’integrazione richiesta.

Il 18 marzo 2015 riceviamo una telefonata dal DS che ci preannuncia la sua decisione, la quale ci perverrà in forma scritta un paio di giorni dopo: la nostra richiesta è respinta in base ad un presunto criterio di residenza (art. 1 comma 4 D. Lgs. 76/2005 e della C.M. n. 27 del 05/03/2011)!
Da allora il DS non ha più risposto né alla nostra mail né al telefono.
Ci rivolgiamo al Provveditorato (Ufficio Scolastico Provinciale), dove il referente per l’istruzione parentale è anche il referente dei DS. Gli presentiamo la documentazione in nostro possesso e … lui ci dà ragione!!!

Le sue motivazioni?
Che per lo Stato è indifferente se le spese per questo esame sono sostenute dalla scuola X o dalla scuola Y e che quindi non vale la pena per un DS di imbarcarsi in un possibile contenzioso.

Durante la telefonata del 18 marzo, il DS che voleva rifiutarci il diritto a sostenere l’esame nella “sua” scuola, ci ha rimproverato di aver richiesto i programmi a più scuole e di averle approcciate “come un supermercato”.
Il funzionario del Provveditorato ha convenuto con noi che:
• allo stato attuale non esistono programmi ministeriali imposti dall’amministrazione centrale,
• la legislazione ha sancito la necessità e la possibilità di un’articolazione territoriale e specifica per ogni scuola dell’offerta formativa (prima chiamata POF, adesso PTOF), inducendo addirittura ogni istituto scolastico a progettare un proprio Piano per l’offerta formativa e affermando quindi il principio della libertà di scelta da parte delle famiglie,
• detto POF/PTOF si declina ulteriormente a livello dei singoli corsi, pur all’interno di uno stesso istituto,
• la ricerca e il confronto sono necessarie all’esercizio della responsabilità genitoriale, del diritto di scelta delle famiglie (che esse iscrivano i propri figli a scuola o no), e dell’adattamento alla persona del momento istruttivo e educativo. Le scuole non si prodigano in “open day”, “campus” vari per presentarsi alla possibile utenza?
• se chi iscrive i figli a scuola ha la possibilità di scegliere l’Istituto e il corso in base all’offerta formativa, tanto più chi si avvicina alla scuola solo per l’esame di idoneità o per la certificazione del curriculum logicamente ne ha pieno diritto. Noi non siamo cittadini di serie B!
Su questi punti il Dirigente del Provveditorato ha convenuto pienamente.

Il giorno successivo a questo colloquio con lui, abbiamo ricevuto una chiamata dalla scuola X, in cui il DS ci fissava un appuntamento per comunicarci che aveva accettato la nostra domanda.

Insieme a nostro figlio abbiamo scelto di non aver paura e di continuare sulla strada intrapresa, nonostante il DS fosse anche il presidente della commissione d’esame.
Il ragazzo è risultato ampiamente idoneo … e molto coraggioso!!!

Sperando che la nostra storia sia di aiuto a qualcuno, vi ringraziamo per l’attenzione.
Nunzia e Sergio.

Foto di Thomas G. da Pixabay

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