Il consiglio del 30 giugno ha individuato al suo interno il vicepresidente in Giulia Pecis Cavagna e il presidente in Sergio Leali. 

Il nuovo Consiglio Direttivo risulta quindi  composto da (in ordine alfabetico): 

  • Claudia Dal Zotto già referente di zona LAIF per Como ed il Trentino, da anni in istruzione familiare con tre dei suoi sei figli; pratica con la famiglia volontariato sociale;  

  • Claudia Salvalai, socia con uno dei tre figli in istruzione famigliare; ha in atto esperienze con ruolo di responsabile dell’amministrazione in un’importante associazione del terzo settore nell’ambito della salute;  

  • Giulia Pecis Cavagna, vicepresidente, da diversi anni in istruzione famigliare con la figlia, referente di zona LAIF per Piacenza, docente di Lettere presso un Istituto Comprensivo in provincia di Piacenzacounselor umanistica Aleph, impegnata in attività organizzative, di studio e ricerca in seno all’associazione Aleph 

  • Phoebe Raye Carrara, segretaria e tesoriere cofondatrice di LAIF, in istruzione familiare con i tre figli, già consigliere e segretaria/tesoriere dell’Associazione, impegnata in altre realtà associative e nella divulgazione dell’Homeschooling 

  • lo scrivente Sergio Leali, presidente, cofondatore di LAIF, in istruzione famigliare da otto anni con i due figli; esperienze in diversi ambiti associativi di carattere sociale ed amministrativo-istituzionali, anche nell’ambito della scuola. Mi sento onorato per la fiducia che il nuovo consiglio ha voluto tributarmi, per questo ringrazio tutti i componenti.  

 

Ho vissuto e partecipato alle vicende di LAIF dal suo concepimento fino all’attualità, posso testimoniare l’impegno e il coinvolgimento che è sono stati profusi per questa nuova creatura tanto attesa e benvenuta. 

Ringrazio, certo di interpretare il pensiero dei soci, gli altri cofondatori ed i colleghi consiglieri che hanno dato avvio all’associazione per tutti Andrea Milesi, primo presidente di LAIF, con il quale ho condiviso, unitamente ad altri, sforzi e progetti. Vorrei ringraziare anche i soci che, con il loro contributo di idee, atti e incoraggiamenti, hanno costituito il valore per il quale l’Associazione è riconosciuta e che il nuovo consiglio è chiamato a far fruttare. 

Vogliamo che LAIF  torni a confrontarsi, dialogare e concorrere alla causa dell’istruzione famigliare: è una grande causa, che non può arenarsi e che dovrebbe trovare l’energia più profonda ed umana di tutti i soci per essere sostenuta. In LAIF sono convinto che ci siano soprattutto slanci costruttivi e riserve di umanità preziosissime, che avranno certamente modo di manifestarsi. In altre occasioni  si è evidenziata la necessità di farsi riconoscere, come famiglie in istruzione famigliare, la dignità che ci è dovuta; penso che sia l’obiettivo per cui sia giusto donarsi; potremo cogliere questo frutto se dimostreremo di onorare con coerenza la libertà che rivendichiamo. 

 

Alcune considerazioni

L’Associazione è i suoi soci; i suoi strumenti sono in loro dotazione, come pure gli spazi operativi sono aperti a tutti coloro che hanno disponibilità e voglia di fare. Così è stato finora e così sarà nel tempo a venire. Quello che è LAIF attualmente è ciò che i soci hanno saputo fare, pensare e progettare per essa.  

Il mio pensiero in merito è semplice: le cose fatte sono tante e sono state fatte bene, con competenza e passione. E non bisogna chci si dimentichi che siamo volontari e che il lavoro dei soci, anche fosse minimo, ma con buona volontà, è sacro e va rispettato al massimo grado. E in questo contesto ci sta anche lo sbaglio.  

Vorrei citare qui il dato del sito web, ambito molto attenzionato in questi tempi. Cercando la parola chiave “istruzione famigliare”, siamo al primo posto, in prima pagina, davanti al sito MIUR. Cercando “istruzione familiare” siamo in prima pagina, in ottava postazione, e pure in seconda pagina (verifica del 3/07/2018). Naturalmente, ciò non riassume totalmente il senso della presenza di LAIF; ci sono tante altre cose da fare e non basta certo, ma comunque questo è un dato. Le cose che l’Associazione non ha fatto sono quelle che i soci non hanno potuto, saputo o voluto mettere in campo. LAIF non è, non è stata e per conto mio non sarà mai, il consiglio direttivo, né tantomeno il presidente o altri, con rispettivi coniugi e famiglie. Per cui, se qualcuno ha dei progetti, delle idee o altro ancora, si faccia avanti: lo spazio è ampio e non presenta ostacoli.

Personalmente, provo gratitudine verso i soci che, muovendo critiche argomentate e documentate, hanno consentito e consentiranno di far chiarezza e di mettere in luce le cose che si devono migliorare. Quando la critica è schietta, rispettosa e fondata, oltre che sulla propria percezione, anche e necessariamente su dati verificabili, non solo è utile, ma soprattutto necessaria e costruttiva, oltre che benvenuta. Rappresenta infatti un momento di dialogo e di progetto e dà sostanza ai concetti di partecipazione e rispetto che il nostro statuto pone tra gli elementi fondanti dell’Associazione, individuando nel suo dettato anche le modalità della loro salvaguardia. 

E’ doveroso quindi che l’organizzazione delle risorse che i soci mettono a disposizione sia efficace, logica e sensibile, perché il rispetto sia esercizio pratico e quotidiano; perché LAIF sia una squadra in cui ognuno possa concorrere e sentire pienamente propri i risultati che si potranno raggiungere. 

Sergio Leali

Il nuovo Consiglio Direttivo di LAIF

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