Concludiamo la relazione sul convegno “Dall’emergenza scuola all’emergere dell’anima” con i contributi esposti domenica 10 giugno, seconda giornata di lavori.

L’iniziativa, nata dalla collaborazione fra le Associazioni Aleph e Attuare la Costituzione, è stata un’occasione importante di riflessione, confronto e arricchimento che riteniamo condividere. La tematica, come si evidenzia dal titolo, è stata la scuola nel suo autentico significato, quindi nel suo essere apprendimento, educazione, istruzione, pedagogia, tutto ciò intrecciandosi con altri temi ad essa connessi come la costituzione, la musica, i linguaggi, la crescita personale nella sua interezza intellettuale, corporea, relazionale e spirituale ed altro ancora. Un aspetto comune è emerso: oggi siamo in una situazione di emergenza; la modalità con la quale oggi si procede, come espressa nella “Buona scuola”, risponde a tale emergenza? Trovate la prima parte (sabato 9 giugno) a questo link.

La differenziazione dei caratteri tipografici (colore del font) si pone l’obiettivo di consentire una lettura “panoramica” e introduttiva al relatore, indicata con il colore grigio, e una lettura approfondita in blu, nella quale si accenna all’esposizione del relatore stesso. Per una illustrazione più completa e dettagliata dei vari interventi, si rimanda al sito ufficiale.

Il primo intervento è stato quello del prof. Paolo Maddalena, Presidente emerito della Corte Costituzionale, fondatore dell’associazione Attuare la Costituzione.
Il professore, imperniando una parte del suo intervento sull’art 2 della Costituzione, ha toccato il rapporto fra il singolo e la comunità, individuandone le radici storiche, nell’origine della città (civitas) e nella definizione del territorio, sottolineando quindi il connubio popolo e territorio.

Dal suo discorso è emerso con evidenza come il rapporto fra il singolo e la comunità si debba costruire attraverso un processo educativo con al centro la persona umana nella sua globalità. In questo ambito, nel caso italiano, ciò è regolato dalla Costituzione della Repubblica. Tutti i codici e tutte le norme devono comunque intendersi come secondarie a essa, che nella sua espressione è assai chiara. (Nota di redazione: alla luce di questo anche la legislazione attuale con le sue criticità sull’istruzione assume un carattere di relatività.)

 

Di seguito interviene il prof. Nicola Capone, docente di storia e filosofia, il quale, prendendo spunto dal suo libro “Libertà di ricerca e organizzazione della cultura: crisi dell’Università e funzione storica delle Accademie”, ha parlato dello stato dell’educazione e della ricerca in Italia e nel mondo, mettendone in luce la mancanza di libertà di indirizzo.

L’attuale sistema economico imperante indirizza e condiziona per suoi fini e scopi la ricerca e l’insegnamento. Il fine del sistema è diventato la trasformazione del soggetto in un mero ingranaggio consumatore, perdendo la ragion d’essere della ricerca, che sarebbe quella di perseguire la verità per contribuire al suo pieno compimento e offrire supporto all’umana tensione alla felicità. Il relatore ha citato un manifesto degli studenti dell’università di Barkeley del 1964, in cui viene denunciata la condizione degli studenti in quanto parte di un sistema economico e sociale in cui il soggetto è visto come un ingranaggio nell’apparato produttivo e consumistico.
Ha inoltre introdotto il concetto di sapere “nocevole” in quanto prodotto da un sistema fortemente condizionato. Ha dunque auspicato, citando Platone, che il sapere rivolga lo sguardo verso l’essenza delle cose.
Sempre richiamando Platone, ha invitato a resistere creativamente, pensandosi in un gruppo di amici dialoganti. Anche per i motivi prima citati, aggravati dalle scelte legislative che configurano una organizzazione istituzionale dell’ignoranza, il prof. Capone ha deciso di applicare forme di disobbedienza civile, facendo leva sul dettato Costituzionale, che solennemente recita la libertà dell’insegnamento delle scienze e delle arti.

 

L’intervento successivo è stato del prof. Pietro Ratto, docente di filosofia e storia. Fra i tanti spunti di riflessione, uno è spiccato: la similitudine tra il processo di apprendimento ed una piacevole passeggiata, citando Heidegger e Lutero “…siamo quando viaggiamo non quando arriviamo…”, paragonando altresì il percorso di una strada data al procedere del ricercatore, a differenza di ciò che avviene per lo studioso che indaga, studia, passeggia. Ha inoltre sottolineato come le prove INVALSI siano capaci di condizionare fortemente il programma di istruzione scolastica. […]

 

Alla ripresa pomeridiana sono intervenuti Rossella Latempa e Giovanni Carosotti, entrambi docenti, per presentare l’appello per la scuola pubblica.
Rossella Latempa, ha esposto brevemente il percorso storico della scuola che sfocia nello stato attuale del sistema di istruzione le cui parole chiave sono “innovazione, digitalizzazione, certificazione”.

Si è fatta innanzitutto notare l’aberrante somiglianza di concetti che compongono le linee guida basilari della scuola con quelli presenti nella Carta della Scuola del 1939. Nel dopoguerra i sistemi scolastici e le società europee sono state fortemente influenzate da un modello sociale ed economico neoliberista. Ciò è percepibile nel Libro Bianco dell’Istruzione del 1990 dell’Unione Europea. Diverse leggi italiane e per ultima la “Buona Scuola”, si allineano nella stessa direzione. Il fanciullo viene trattato sempre più come capitale umano, di cui bisogna sviluppare sempre più le “skills”, le competenze operative. L’istruzione è intesa come strumento per rendere il fanciullo, per sua natura innovatore, un semplice operaio obbediente, quindi un buon consumatore.
Con lo strumento delle prove INVALSI, reso così importante nelle valutazioni della scuola attuale, tutto questo sembra ancora più palese, essendo le INVALSI dei test operativi che di fatto portano alla standardizzazione degli insegnamenti. Inoltre sono elaborati da una società privata.
Infine la relatrice ha esposto dubbi di fondo riguardo il progetto “alternanza scuola lavoro”: secondo lei questo ha come origine l’idea sbagliata che l’esperienza vera avvenga fuori dalla scuola, mentre la scuola dovrebbe essere il luogo in cui si vivono esperienze.

Giovanni Carosotti ha ulteriormente sottolineato tali aspetti affermando che questo tipo di istruzione e la successiva valutazione sono incomplete per un’istruzione volta al pieno sviluppo della persona umana.
La scuola nel sistema attuale, ha spiegato Carosotti, ha come compito la trasmissione del sapere finalizzata ad un’attività produttiva e consumistica. Ha poi specificato la revisione del ruolo del facilitatore inteso come “scienziato dell’educazione”, custode e funzionario di questo sistema consumistico.

Giulia Cremaschi, musicoterapeuta e fondatrice del modello Musicoterapia Umanistica, ha parlato di apprendimento attraverso suoni e ritmi, apprendimento con la musica nel suo essere, appunto, suono, ritmo, vibrazione, risonanza, empatia, intelligenza, corpo, cuore, anima e spirito, quindi essenza ed espressione della persona umana nella sua totalità.
La musica, linguaggio universale, consente e favorisce il naturale evolversi dei linguaggi, compreso quello verbale, come manifestazioni e rivelazioni di ricche potenzialità. Il suono, il ritmo, il fiato, le vibrazioni, il corpo e molto altro costituiscono la materia con la quale la persona percepisce se stessa, il suo habitat e la realtà esterna e conseguentemente esprime la sua interpretazione del mondo.

In conclusione, Mauro Scardovelli ha esposto vari progetti per aiutare a realizzare i principi scritti nella Costituzione.

Al convegno è stato presentato inoltre l’appello per la scuola pubblica, in cui si chiede l’apertura di un ampio dibattito tra Governo-Scuola di base- Organizzazioni sindacali-Cittadinanza su questioni importanti e su tutto l’impianto della Legge 107/2015  (”Buona scuola”).

E’ possibile firmare l’appello seguendo questo link.

Carlo Leali

Dall’emergenza scuola all’emergere dell’anima – riflessioni sul convegno (seconda parte)

2 pensieri su “Dall’emergenza scuola all’emergere dell’anima – riflessioni sul convegno (seconda parte)

  • 14 luglio 2018, 20:07 alle
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    Cioè, di Ratto praticamente non parlate! È stato l’intervento più trascinante, il più visualizzato in rete..

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  • Carlo Leali
    22 luglio 2018, 15:44 alle
    Permalink

    Buongiorno Fausto.
    La ringrazio per il suo commento franco.
    Premetto che il testo qui riportato è un riassunto, nel paragrafo dedicato al Prof. Ratto viene indicato che gli spunti e le idee erano tante. Abbiamo cercato di estrarre i contenuti che più erano aderenti alle tematiche della nostra associazione, cercando di mantenere il concetto di fondo. È stato inoltre inserito un link che permette di rivedere integralmente il discorso.
    Cordiali saluti
    Carlo.

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