The Evolution of Education

Introduzione

L’educazione forzata, basata sulle classi, dei giovani da parte degli insegnanti per la preparazione di esami è una di quelle cose universali che nessuno mette mai in discussione. Diamo semplicemente per scontato che l’apprendimento avvenga così.

Ma una veloce riflessione sulla nostra esperienza mostra che ci sono tante diverse strade per imparare. Impariamo leggendo, guardando, emulando, facendo. Impariamo in gruppi di amici, impariamo da soli. E comunque quasi nulla di questo è chiamato “formazione”- che è inteso sempre come un’azione dall’alto in basso.

La classe è veramente il miglior modo di imparare per i giovani? Oppure  l’ossessione dell’educazione formale ha soffocato altre forme, più emergenti, dell’imparare? Come sarebbe l’educazione se fosse libera di evolvere?

Se ci pensiamo, è sicuramente strano che persone emancipate, libere nel pensiero, quando i loro figli raggiungono l’età di cinque anni, li mandano in una specie di prigione per i prossimi dodici o sedici anni. Lì sono tenuti, con l’ansia di una punizione, in celle chiamate classi e costretti, con l’ansia di ulteriori punizioni, a stare  seduti su tavoli e seguire specifiche routine. Certamente non è più così Dickensiano come lo era una volta, e molta gente emerge con una mente brillante, ma la scuola è comunque un luogo altamente indottrinato ed autoritario.

Nel mio caso, l’analogia della prigione è stata più che adeguata. […]

Da: Matt Ridley, The evolution of everything, Harper Perennial, 2016, pagg. 174-175.

Tradotto dall’Inglese da Carlo Leali

 

The Evolution of Education

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