Giocattoli? Libri? Materiali di apprendimento?

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Ma davvero i giocattoli servono? I libri di testo scolastici? Quali sono i veri materiali di apprendimento per i bambini ed i ragazzi?

Ho già riferito il pensiero del teorico dell’unschooling, John Holt, nel mio articolo dal titolo “I materiali di apprendimento – riflessioni a partire dalle opere di John Holt” (già pubblicato sul blog de “il bambino naturale”).

Perchè molti bambini non mostrano interesse per i giocattoli che compriamo appositamente per loro?

Perché i ragazzi non sono attratti dai libri di testo?

Spesso noi adulti ci diamo una risposta rassicurante, volta soprattutto a garantire l’intangibilità della nostra zona confort: ci diciamo che fanno i capricci, che i bambini sono volubili, che i ragazzi non hanno voglia di studiare.

E se invece provassimo a modificare il punto di vista e l’approccio complessivo a questo problema? Se invece provassimo a pensare che la loro intelligenza in realtà si sta ribellando ad una involontaria forzatura? Che attraverso questi messaggi ci stanno chiedendo altri materiali di apprendimento, più vivi ed autentici?

John Holt osserva infatti che i bambini sono molto più attratti dagli oggetti che gli adulti usano quotidianamente per le loro attività abituali, piuttosto che dai giocattoli e da materiali con un intento didattico esplicito.

Gli oggetti della vita non solo sono più affascinanti, ma stimolano anche la creatività, la scoperta e l’esplorazione, le competenze imprenditoriali, le cosiddette soft skills, il problem solving …

 

Credits: Foto di Renáta Adrienn Uri da Pixabay

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