Il 24 luglio 2018 il tribunale di Pescara si è pronunciato per l’assoluzione dal reato di inosservanza dell’obbligo di istruzione elementare “perché il fatto non sussiste”. Gli imputati, i genitori di un ragazzo homeschooler, non avevano richiesto che il loro figlio sostenesse l’esame scolastico. Le motivazioni della sentenza, che ha visto concordi sia il Pubblico Ministero che l’organo giudicante, saranno rese note dopo 30 giorni dal pronunciamento.

E’ inutile sottolineare la rilevanza “storica” per l’Italia di tale sentenza, che può avviare una stagione nuova per l’istruzione famigliare: non far sostenere l’esame non corrisponde automaticamente ad un’evasione dell’obbligo genitoriale di provvedere all’istruzione della prole.

Modifica del 30/017/2018: si precisa che la notizia è giunta all’autore direttamente dalla famiglia coinvolta e il testo dell’articolo così come lo leggete è stato concordato con loro e il loro legale per motivi di rispetto e privacy.

Non sostenere l’esame non è reato: sentenza storica.

13 pensieri su “Non sostenere l’esame non è reato: sentenza storica.

  • 27 luglio 2018, 09:05 alle
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    Il reato assolto in che anno é stato commesso? 2017 o 2018?
    Più dettagli sulla sentenza?

    Rispondi
  • 27 luglio 2018, 19:16 alle
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    Sì, è una notizia importantissima.
    E’ possibile sapere qualcosa in più sulla sentenza? Al di là delle motivazioni che arriveranno dopo 30 giorni.
    Vorrei divulgarla ma senza ulteriori informazioni potrebbero dire che ce la siamo inventata.
    Grazie mille!

    Rispondi
  • 27 luglio 2018, 23:49 alle
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    Innanzitutto, ricordiamoci che in Italia una sentenza non fa precedenza giuridico. dipenderà sempre dal giudice che si trova, anche se può aiutare. Pero in questo caso, inviterei ad evitare la divulgazione impazzita di una fantomatica sentenza senza offrire ne dei dati precisi del caso, ne link che porta alla fonte del vostro “scoop”.

    Di certo, un esame evitato a giugno 2018 non lo ritroveremo già in tribunale a luglio 2018. Anche perchè finche l’anno scolastico non si chiude (inizio settembre) c’è sempre tempo che la famiglia cambi idea. Un rifiuto a giugno seguira con una fresca convocazione a luglio per sostenere l’esame ad agosto o settembre.
    Ferma restando sul fatto che non abbiamo nessuna prova di questa sentenza, possiamo essere certi che sia una sentenza che riferisce ad una situazione prima del D.Lgs.62, e quindi avrà poca o nulla influenza su qualsiasi caso di rifuto esame idoneità da famiglie homeschooler dell’anno scollastico 2017/ 2018 , come in futuro.
    Melissa, ex vice presidente di LAIFitalia.

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  • Sergio Leali
    28 luglio 2018, 13:17 alle
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    La notizia di questa sentenza, per chi sostiene effettivamente l’homeschooling, non ha motivi di non essere accolta con fiducia, speranza, contentezza e solidarietà.

    A seguito delle reazioni che ha suscitato, vorrei esprimere quanto segue:

    1. La notizia è riferita a fatti concreti e reali; i nomi ed altri dati non sono stati pubblicati per rispetto della privacy.

    2. Quando saranno rese note le motivazioni della sentenza, avremo occasione di riparlarne.

    3. Il testo del comunicato è stato redatto dal sottoscritto, dopo averlo sottoposto alla famiglia coinvolta ed al legale che l’ha assistita, i quali l’hanno approvato. L’articolo quindi non è stato ripreso da nessun media, giornali o altro, ma prodotto in virtù di un rapporto diretto con la fonte.

    4. Il motivo della pubblicazione di questa notizia è legato ad una volontà di condivisione di una novità positiva e foriera di sviluppi importanti per gli homeschooler. Questi ultimi naturalmente, come sempre, dovranno poi interpretare e rapportare tale dato con la propria realtà specifica, nel complesso della propria libertà/responsabilità.

    5. I fatti sono riferiti al periodo antecedente il 2018, ma la sentenza è stata pronunciata nell’ambito della discussione attuale e con la sensibilità maturata fino ad oggi. Questo non sottrae importanza e rilevanza al carattere molto positivo e “storico” della sentenza, la quale comunque sarà pienamente valutabile dopo aver esaminato le motivazioni.

    6. Ciò inevitabilmente avrà un riverbero anche sulla questione dell’ “obbligo” degli esami scolastici. Anche alla luce della considerazione che c’è una linea comune che attraversa la progressione temporale dei provvedimenti normativi (leggi, decreti) ed è quella della indefinitezza. Non essendo questa la sede per ulteriormente entrare nel merito, basti rilevare il fatto che anche in questo anno 2017-2018, vi sono famiglie che hanno scelto di non far sottoporre i propri figli ad esame scolastico, senza per questo essere state perseguite dalle autorità di vigilanza e senza aver dovuto ricorrere all’assistenza di un legale.

    7. E’ ragionevole pensare e dar corso a modalità di istruzione famigliare e di rapporto con le istituzioni sufficientemente consone alla natura culturale e giuridica dell’hoomeschooling. C’è libertà di poter perseguire e seguire la strada indicata/imposta oppure di perseguire una propria strada famigliare ed in sintonia con i principi fondanti dell’istruzione famigliare.

    8. Con umiltà, ma anche con convinzione e preparazione, il mondo homeschooler non dovrebbe mancare all’azione di difesa, salvaguardia e valorizzazione dei suoi valori e della sua dignità. Come socio LAIF cerco di operare in questi termini e interpreto l’Associazione come un soggetto che tuteli nel dialogo e nel confronto la dignità delle famiglie homeschooler, sostenendo e promuovendo le modalità più consone per la piena attuazione dell’istruzione famigliare. Ad indebolirla, o a non coglierne appieno la natura, non dobbiamo pensarci noi!

    La notizia di questa sentenza, che verrà ulteriormente precisata ed argomentata quando se ne conosceranno le motivazione, verso la fine di agosto, non può non suscitare gratitudine verso la famiglia soggetto della causa, che ha avuto la forza e la convinzione di attuare appieno e fino in fondo la facoltà dell’essere cittadini liberi, nel perseguire la necessità del rispetto dei propri diritti civili, anche da parte dello Stato.
    A questa famiglia non può mancare l’appoggio sicuro del mondo homeschooler.

    Rispondi
  • Melissa Dietrick
    30 luglio 2018, 18:31 alle
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    Ciao Sergio,
    Grazie della risposta. Degli 8 punti, direi che non hai risposto alla mia critica con neanche uno.
    Melissa

    Rispondi
  • 31 luglio 2018, 23:11 alle
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    Se non erro, le norme italiane non sono retroattive, quindi questa sentenza fa riferimento ad un quadro normativo estremamente diverso da quello attuale, dove a sostenere l’obbligatorietà dell’esame c’erano solo circolari ministeriali. Sono a conoscenza di diversi casi di persone che hanno ottenuto un riconoscimento anche istituzionale del diritto di non sostenere gli esami negli anni passati. Noi stessi quest’anno siamo stati “vittime” di segnalazione da parte della dirigente scolastica con tanto di vigili a casa e minaccia di privazione della patria potestà; ma proprio perchè non vi era un d. legislativo a sancire questo dovere ed essendo i fatti a noi contestati relativi agli anni 2017 e 2016, la cosa si è risolta rapidamente.
    Pur essendo solidale con la famiglia in questione e felice che la vicenda per loro si sia risolta nel migliore dei modi, non oserei definire questa sentenza storica e soprattutto non la brandirei come precedente.
    Ciao
    Luca

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  • Angela Pierri
    1 agosto 2018, 12:57 alle
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    Al di là delle polemiche, potreste indicare dove nella legge o nel decreto legge si parla di obbligatorietà degli esami per gli homeschoolers? grazie

    Rispondi
  • 1 agosto 2018, 13:31 alle
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    Concordo con quanto scritto dalla signora Melissa e dal signor Luca.
    Da un’associazione seria e di portata nazionale mi aspetterei dei riferimenti ben precisi e concreti, altrimenti rimane “aria fritta”.
    Buona giornata.
    Fabrizio

    Rispondi
  • Sergio Leali
    1 agosto 2018, 23:56 alle
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    La sentenza di Pescara già ora, per il dato che ora esprime, è di grande importanza.
    Due genitori, che prima dell’anno scolastico 2017/2018, hanno ritenuto di non far sottoporre il proprio figlio homeschooler all’esame scolastico annuale, sono stati dichiarati non colpevoli di fronte all’accusa di essere inadempienti e fuori dal dettato della legge per questo.
    A sancirlo è un Tribunale dello Stato Italiano, non il sottoscritto né qualunque esponente del nostro variegato mondo.
    Prima di questa sentenza, perlomeno a mia modestissima conoscenza, non ve ne erano altre sulla medesima materia.
    Questa di per sé è una componente importante per poter dire che è una sentenza storica.
    Non è questa la sentenza alla quale sia demandata” l’ultima parola”, ma rappresenta una tappa importante e per ora singolare, e quindi di rilievo nel divenire “storico” di questo tema.
    Vorrei segnalare che è una sentenza a favore del mondo dell’istruzione familiare, perché dice che la famiglia, se voleva far fare l’esame al figlio, aveva tutte le facoltà di poterlo fare, ma anche il non farlo rientrava tra le sue facoltà.
    Questo va nel senso della libertà di scelta.
    Vogliamo ammetterlo questo?
    Questo non era né condiviso né pacifico neanche prima del 2018, altrimenti perché questi genitori sono stati accusati e sono dovuti andare davanti al giudice e difendersi?
    E’ palmare che non si può dichiarare una consequenzialità automatica rispetto ai contenziosi che nascono per l’interpretazione applicativa del decreto attuativo della “Buona scuola”, ma è un precedente autorevole, pronunciato, se pur nella discrezionalità dell’organo giudicante, in un Tribunale dello Stato Italiano, non sul sito di LAIF o simili o migliori.
    E’ o non è vero questo?
    Resta il fatto che nell’indefinitezza anche della norma vigente, sarà gioco forza che, bene o male, si farà riferimento a questa sentenza quando ci si troverà ad arrovellarsi alla ricerca di un punto sufficientemente solido a cui aggrapparsi, nei vari contesti in cui si discuterà di rapporto tra le istituzioni e le famiglie.
    Anche perché della questione degli esami scolastici obbligatori si riparlerà in varie sedi, visto che anche quest’anno si sono verificate situazioni varie: chi li ha fatti con esperienze negative o positive ecc.., ma anche chi non li ha fatti in vari parti d’Italia, in ambiti di rapporti istituzionali di mutua collaborazione.
    Vi faccio riferimento anche per esperienza diretta.
    Per cui l’interpretazione della legge vigente non è univoca, né in un senso né nell’altro. Già solo questo fatto, concreto e semplice, al di là di tante elaborazioni, tutte legittime, che si possono fare può bastare, oppure no?
    Riconoscendo la lettura di ognuno e valutando con i pochi e semplici strumenti concettuali di cui dispongo, mi sento di sposare e manifestare la causa più favorevole agli homeschoolers, cioè quella che afferma la facoltà/libertà di scegliere tra il far fare l’esame scolastico annualmente o invece di non farlo.
    Questa mi sembra una scelta coerente e logica per chiunque abbia nei propri intenti quello di salvaguardare e valorizzare la dignità dell’istruzione familiare.
    Oggi che c’è questa sentenza, fra poche settimane quando si conosceranno le motivazioni, non avremo certo raggiunto “la pace de i sensi” su questa questione, ma alla luce del fatto che la stessa assolve i genitori homeschooler, possiamo o no nutrire qualche speranza in più?
    Si è voluto dare questa notizia, in accordo con la famiglia, in termini sintetici, in questa fase.
    Noi, e in primis la famiglia, potevamo fare a meno di divulgare una notizia di speranza; invece si è voluto condividerla con altre famiglie, provate e ferite nella loro dignità di cittadini per essere homeschooler.
    Qua c’è in ballo proprio la nostra dignità di cittadini e il futuro delle persone a cui teniamo maggiormente: i nostri figli.
    Io mi sento di esprimere gratitudine a questi genitori che con la loro costanza, il loro senso civico, la scelta di lotta non violenta, i loro sforzi morali ed economici, non si sono fermati ed hanno portato fino in fondo un discorso che dice delle parole importanti: voi genitori siete assolti perché il fatto non costituisce reato!
    Queste parole le dice un Tribunale della Repubblica.
    Queste parole, anche se non hanno certamente un valore assoluto, aiutano in modo inedito, quanto meno a mia saputa, chi fa istruzione familiare.
    Come genitore, senza incertezze, ringrazio gli amici di Pescara per il loro aiuto disinteressato e gratuito che dal loro impegno arriva a tutte le famiglie homeschoolers.
    Ringrazio per l’attenzione.
    Cordiali saluti,
    Sergio
    P.S.
    Solo per rassicurare chi è sicuro e “sentenzia” che stiamo trattando di una fake news: risulta anche a me che siano di moda, ma questa non lo è.

    Rispondi
  • 2 agosto 2018, 00:30 alle
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    “Complimenti” per la risposta. Comunque non mi sembra che qualcuno abbia catalogato l’articolo come fake news, semplicemente mi sembrano tutti d’accordo nel dire che si potevano aspettare le motivazioni della sentenza e pubblicare il tutto, più completo, in un solo articolo, sicuramente più chiaro per tutti. Mi scusi se mi permetto ma mi sembra un po’ permaloso e forse la prende sul personale. Se non accettate critiche chiudete la sezione commenti.

    Rispondi
  • Melissa Dietrick
    2 agosto 2018, 08:00 alle
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    Tante parole scrive il nostro presidente ma ascolta poco.
    Provo a fare una chiara sintesi.
    La critica mossa da me e molti altri (e affermo subito di non conoscere né personalmente né tramite interazioni scritte oltre nei commenti qui, visto precedenti accuse mosse contro di me) sono 2:

    1. Sarebbe stato meglio aspettare e pubblicare con tutti i dati doverosi, evitando confusione e soprattutto un immagine poca seria.
    Una redazione che vuole rappresentare una comunità nazionale deve lavorare con responsabilità e coerenza. Personalmente trovo scomodo che avete scelto di pubblicare un articolo così, in stile click bait. Senza riferimenti precisi a fonti verificabili non pare altro che un post senza sostanza, pubblicata per generare adesioni. Sarebbe stato meglio aspettare e pubblicare con tutti i dati doverosi del caso.

    2. Non fa la notizia cosi clamorosa come scritto nel titolone, perchè è ovvio che la cassazione doveva confermare cio che noi sapevamo già: che gli esami di idoneità fino all’anno scolastico 2017/18 *non* erano obbligatorie. L’anno scorso questa notizia (ovviamente se fosse pubblicato responsabilmente con link e dati di riferimento) sarebbe stato comunque una notizia felice. Ma non certo una notizia nuova ne unica. Quest’anno invece è inapplicabile perché la normativa non è più quello dei anni scorsi.

    Negli anni passati, anch’io ho potuto seguire diversi famiglie “vincere” la battaglia nel TdM per la non obbligatorietà degli esami. Ma i problemi non fermano mai li, e dopo anni di vessazione dalle “accertamenti” delle assistenti sociali molti avrebbero preferito far sostenere un esame che vivere sotto anni di stress come è successo.
    Quest’anno invece è inapplicabile perché la normativa non è più quello dei anni scorsi.

    spero che adesso l’autore riuscirà a distinguere chiaramente la critica mossa non solo da me ma dai piu.

    Melissa, ex vice presidente e socia fondatrice di LAIF

    Rispondi
  • 2 agosto 2018, 10:23 alle
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    Buongiorno a tutti,

    Io sono un neo papà homeschoolers di Pavia, ho tre figli ed il primo che sta entrando in età scolastica inizia quest’anno educazione parentale.
    Iniziando a parlare di esami con altri genitori della nostra zona mi è sorto il dubbio ed una piccola speranza che viene alimentata anche da questo articolo, che il famoso articolo sull’obbligo dell’esame di idoneità possa essere incostituzionale.

    Io ringrazio in primis questa famiglia che si è esposta ed ha deciso di intraprendere questa battaglia.
    Ringrazio anche chi ha scritto l’articolo, nel rispetto della volontà e della privacy della famiglia.
    Sono convinto che più di così non si poteva scrivere. Quale link o riferimenti avrebbero dovuto accompagnare l’articolo?

    Per chi ha voglia di leggersi la sentenza la deve richiedere al tribunale di Pescara, altro modo non credo ci sia. Ecco le istruzioni:
    https://tribunale.pescara.it/dettaglio.php?B=B&C=1&D=15

    Inoltre l’articolo è chiaro, bisogna aspettare circa 30 giorni per la pubblicazione delle motivazioni, credo che questo valga per qualsiasi sentenza.

    Io mi fido fino a prova contraria.

    Per tornare al mio piccolo sogno di un genitore sprovveduto, capisco che questa sentenza arriva da un processo partito prima della legge in questione però vi chiedo ugualmente:
    Se si volesse provare a richiedere la incostituzionalità dell’articolo 23, basterebbe rivolgersi ad un avvocato ed intentare un ricorso alla consulta?
    O bisogna a tutti i costi che si arrivi ad una battaglia in tribunale simile a questa di Pescara ma con la nuova legge?

    Per Angela:
    E’ vero che nell’articolo la parola “obbligo” non c’è ed è tutto molto sibillino, però i margini di interpretazione non sono molto ampi.
    “Tali alunni o studenti sostengono
    annualmente l’esame di idoneita’ per il passaggio alla classe
    successiva in qualita’ di candidati esterni presso una scuola statale
    o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.”

    L’applicazione del ministero per mano dei Dirigenti Scolastici è chiara, so di genitori che già adesso sono stati contattati dai servizi sociali……….e siamo solo al primo anno di applicazione di questa legge.

    Non conosco le dinamiche della vostra associazione, so solo che dovremmo cercare di essere tutti uniti per i nostri figli i nostri ed i loro diritti.

    Saluti,
    Riccardo

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