Nella tarda mattinata di giovedì 30 agosto, una delegazione di LAIF ha incontrato il rappresentante MIUR per la provincia di Brescia. Per l’occasione erano presenti: il Provveditore agli studi (in qualità di rappresentante del MIUR), dott. Giuseppe Bonelli, la sua collaboratrice in materia di istruzione parentale, Menchini Anna, e, per LAIF, Claudia Salvalai con Roberto, Giulia Pecis Cavagna e Sergio Leali.

L’incontro, richiesto dall’Associazione, aveva un carattere interlocutorio con lo scopo di portare quell’Istituzione a conoscenza dell’esistenza di LAIF e delle principali tematiche che impegnano le famiglie in istruzione famigliare in questa fase storico-politica.

L’iniziativa di ricerca del dialogo è stata salutata con apertura e disponibilità; questo già di per sé è un dato confortante.

I punti di maggior interesse che sono emersi:

  • Siamo in una fase di cambiamenti paradigmatici, anche per la scuola. La parola “esame” sempre più scivola a far parte di un lessico in abbandono. Entra sempre più nei processi valutativi, per lo meno negli intenti più avanzati, il concetto di “certificazione delle competenze”, con tutto ciò che consegue dal punto di vista dell’approccio all’apprendimento.
  • Vivo interesse hanno suscitato l’esperienza recente della provincia di Trento e la sentenza del tribunale di Pescara, delle quali abbiamo dato notizia nei giorni scorsi in questo sito.
  • Le coordinate nelle quali è inserito il movimento di metamorfosi della scuola sono quelle contenute nelle “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione” del settembre 2012, emanate dal MIUR. Questo è il riferimento che anche il Provveditore ha richiamato e che spesso anche noi in LAIF abbiamo posto come appoggio alle nostre elaborazioni.

E’ lì quindi che abbiamo un’area privilegiata nella quale sviluppare un dialogo proficuo.

  • Si è anche evidenziata la frequente mancanza di raccordi tra i vari piani normativi; da lì le difficoltà interpretative, in cui tutti noi e pure loro ci imbattiamo.
  • Un fattore che porta ad un atteggiamento “guardingo” da parte delle istituzioni è rappresentato da alcune situazioni poco chiare, che si muovono nell’ambito formale dell’istruzione parentale e che, per i loro contorni confusi ed equivocabili, inducono a collocare l’istruzione famigliare, in alcuni frangenti, come un luogo di elusione.
  • Il Provveditore ha evidenziato che il sistema istituzionale dell’istruzione è imperniato sul concetto dell’autonomia scolastica, dove il ruolo del Provveditore è intermedio e di raccordo amministrativo. Per cui i principali soggetti di riferimento sono il MIUR e i singoli istituti comprensivi territoriali.

Questo, riferito all’istruzione famigliare, evidenzia una tendenza culturale/amministrativa orientata alla de-centralizzazione nella quale l’homeschooling potrebbe essere vista come l’orizzonte estremo. Per cui, in termini generali, per noi, se declinato con appropriatezza, questo presupposto può aprire  spazi di dialogo utili e favorevoli. In termini concreti e più prossimi, il significato che cogliamo come singole famiglie è quello di curare con attenzione e sin dal principio dell’anno scolastico il rapporto con i dirigenti degli istituti comprensivi che vengono da noi individuati, sia per la dichiarazione di istruzione parentale, sia per le fasi successive: eventuale richiesta di colloqui, comunicazione riguardo alla fase di accertamento, eventuale richiesta di esame di idoneità o altro. Su quest’ultimo tema, pur intravvedendo nella normativa elementi sufficienti per appoggiare una lettura aperta alla liberalità dell’istruzione parentale, il Provveditore stesso non ha potuto non segnalare che vi sono e vi possono essere interpretazioni più vincolanti per gli homeschooler. Ciò nonostante e/o perciò, assume ulteriore importanza l’approccio preventivo con i dirigenti e, tra l’altro, anche la capacità nostra, come famiglie, di presentare con efficacia le nostre peculiarità e legittime rivendicazioni. Uno snodo concettuale della questione, per l’autorità scolastica, è la verifica del fatto che la prole sia in apprendimento, “sta studiando”. Questo il Provveditore l’ha sottolineato.

  • Se, da una parte, alle singole famiglie il Provveditore consiglia di intraprendere sin da subito un’analisi delle realtà scolastiche che più si confanno alla propria specificità per il necessario rapporto con le istituzioni, dall’altra indica nel contatto con il MIUR un momento chiave per l’operato dell’Associazione, segnalando per questo dei nominativi che non mancheremo di interpellare.

Dopo quasi un’ora e mezza di colloquio ci siamo salutati con un “arrivederci”.

LAIF incontra rappresentante del MIUR

3 pensieri su “LAIF incontra rappresentante del MIUR

  • Andrea Milesi
    5 settembre 2018, 08:51 alle
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    Ho letto con attenzione questo breve resoconto e vi ringrazio per averlo riportato.
    Suggerisco, come era stato pensato in passato, di provare ad organizzare anche un incontro aperto fra le realtà istituzionali e le nostre famiglie, in modo di cominciare a creare un luogo di dialogo e un momento di chiarezza per tutti.
    Buon lavoro.

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  • Sergio Leali
    8 settembre 2018, 10:05 alle
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    Ciao
    certamente è una buona cosa, abbiamo chiesto al provveditore di Brescia il quale si è mostrato possibilista, ma non nell’immediato; comunque ci proveremo anche con altri.
    Grazie
    Sergio

    Rispondi
  • 8 settembre 2018, 19:52 alle
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    Grazie Sergio e a tutta la delegazione LAIF per questa iniziativa che rappresenta sicuramente un primo passo importante, di buon auspicio per il futuro.

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