[…]La dislessia è spesso chiamata “disturbo dell’apprendimento”. E invece può presentare delle sfide per l’apprendimento. […]

Nel nostro laboratorio del Centro di Astrofisica Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics abbiamo portato a termine studi finanziati dal National Science Foundation per ricercare talenti scientifici fra i dislessici. Lo scienziato dislessico Christopher Tonkin mi ha descritto il suo senso di ciò come una sensibilità alle “cose fuori posto”. Si infastidisce facilmente per le erbe infestanti fra i fiori nel suo giardino e sentiva che questa sensibilità per le anomalie visive era qualcosa su cui si costruiva la sua carriera di scienziato professionista.  Simili differenze nella sensibilità per la percezione causale potrebbe spiegare perché gente come Carole Greider e  Baruj Benacerraf sono riusciti ad ottenere il premio nobel nella scienza, malgrado la dislessia li abbia messi alla prova per tutta la vita.

In uno studio, abbiamo testato astrofisici professionisti con e senza dislessia. […] Gli scienziati con dislessia – forse sensibili alle erbacce fra i fiori – erano migliori nel distinguere i buchi neri dagli elementi irrilevanti, vantaggio utile nella loro carriera.

Un altro studio nel nostro laboratorio ha confrontato le abilità di alcuni studenti universitari con e senza dislessia nel memorizzare immagini sfocate che assomigliavano a raggi x. Ancora una volta, quelli con la dislessia hanno mostrato* un vantaggio, che può essere utile nelle scienze e nella medicina.

Perché ci sono vantaggi nella dislessia? […] Sfortunatamente la risposta a queste domande è sconosciuta.

Una cosa che invece conosciamo con certezza è che il fatto di leggere provoca delle modifiche nella struttura del cervello. Un lettore avido può leggere per un’ora o più al giorno, tutti i giorni per anni. Questo allenamento ripetitivo altamente specializzato, richiedendo un controllo innaturalmente preciso e rapido sui movimenti degli occhi, può ristrutturare velocemente il sistema visivo in modo da rendere alcuni percorsi più efficaci di altri.

Quando si è insegnato a leggere ad adulti analfabeti, uno studio per immagini diretto da  Stanislas Dehaene in Francia ha mostrato che appena si acquisiva la capacità di leggere, si producevano dei cambiamenti nel cervello. Ma, come questi adulti hanno sviluppato le competenze di lettura, hanno anche perso le loro abilità precedenti di elaborare certi tipi di informazione visiva, come l’abilità di capire quando un oggetto è l’immagine speculare di un altro.

Imparare a leggere quindi ha un prezzo e l’abilità di attuare  certi tipi di elaborazione visiva si perde quando si impara a leggere. […]

Io ed i miei colleghi abbiamo suggerito che una spiegazione del perché i dislessici possano mostrare talenti visivi è che hanno difficoltà nel gestire l’attenzione visiva. Da principio può sembrare paradossale il fatto che una difficoltà possa portare ad un vantaggio, ma ha senso se si pensa che ciò che noi chiamiamo “vantaggio” e “svantaggio” ha significato solo nel contesto del compito che si deve eseguire. ….

Per esempio, immagina di voler  assumere una guardia giurata di talento. Il lavoro di questa persona consisterà nell’individuare le cose che sembrano strane e fuori posto e di chiamare la polizia quando intercetta qualcosa di sospetto – diciamo, un’impronta in un’aiuola. Se tale è il compito della persona, assumeresti piuttosto un lettore eccellente, che ha l’abilità di focalizzare in profondità e perdersi nel testo, o piuttosto una persona sensibile ai cambiamenti nel proprio ambiente visivo, che è meno adatta a focalizzare e a tener lontano il mondo?

Compiti come quello di leggere richiedono l’abilità di focalizzare l’attenzione sulle parole mentre gli occhi scansionano una frase, di passare velocemente e con cura l’attenzione da una parola all’altra. Ma per essere una buona guardia giurata, serve l’abilità opposta: devi  essere capace di vigilare su tutto contemporaneamente e, benché ciò non sia di aiuto nel leggere, può portare a talenti in altre aree. […]Se si ha la tendenza a focalizzare il dettaglio visivo, ad esaminare in sequenza ciascun pezzo della figura, ci si potrebbe mettere di più a determinare se queste parti sono coerenti con il tutto e si potrebbe essere in svantaggio.

[…]Mentre i dislessici potrebbero tendere a perdere i dettagli del loro ambiente che richiedono un’attenzione focalizzata, ci si potrebbe aspettare che essi siano più efficienti nel notare cose che sono distribuite più ampiamente. In altre parole, mentre i lettori tipici potrebbero tendere a perder di vista la foresta perché la vista della stessa è bloccata dagli alberi, i dislessici potrebbero vedere le cose in modo più olistico e perder di vista gli alberi ma vedere la foresta.

Tra gli altri vantaggi osservati, Gadi Geiger e i suoi colleghi del MIT hanno trovato che i dislessici possono distribuire la loro attenzione in modo molto più diffuso rispetto ai lettori tipici, riuscendo ad identificare con successo lettere mostrate su uno schermo simultaneamente al centro e alla periferia … Tali vantaggi non si limitano solo alla percezione visiva, ma si applicano anche ai suoni. In uno studio che simulava i rumori di un party si è riscontrato che i dislessici erano in grado di percepire più parole pronunciate da persone disseminate nella stanza in confronto ai lettori più efficienti.

… Qualunque ne sia il meccanismo, una cosa è chiara: la dislessia è associata a differenze nelle abilità visive e tali differenze possono essere un vantaggio in molte circostanze, come quelle che si verificano nelle scienze, in tecnologia, ingegneria e matematica. In fisica, sappiamo che un motore è capace di lavoro produttivo solo se ci sono differenze di temperatura, caldo vs. freddo. E’ solo quando tutto è uguale che non può essere realizzato niente di produttivo. Allo stesso modo, le differenze neurologiche guidano il motore della società, per creare il contrasto fra caldo e freddo che guida il lavoro produttivo. I problemi in un’area possono portare a vantaggi in un’altra, e sono queste differenze che guidano il progresso in molti campi, comprese le scienze e la matematica. Dopo tutto, […]la società ha bisogno di tutti.

Matthew H. Schneps , 19/08/14

https://www.scientificamerican.com/article/the-advantages-of-dyslexia/

Traduzione dall’Inglese di Nunzia Vezzola

Articolo segnalato da Alessandra Smania

Dislessia come vantaggio?

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