Un altro caso giudiziario favorevole per genitori homeschooler.

Non mandare il proprio figlio alle scuole medie si può. Soprattutto, non è reato. L’ha chiarito l’altro giorno il giudice per l’udienza preliminare Riccardo Dies, dovendo decidere sul caso di un minore residente nel basso Trentino. I genitori erano finiti a processo, per la loro scelta. Ma il Gup li ha assolti: non hanno commesso alcun reato.

La vicenda è curiosa e anche un po’ complicata. Non tanto perché la storia di questa famiglia lo sia – anzi non lo è per nulla – quanto perché intricato è il reticolo di norme che disciplinano la materia.

In sintesi, il ragazzino in questione ha frequentato la scuola elementare fino al quinto anno. Poi i genitori hanno deciso che preferivano occuparsi in prima persona – da soli o con l’aiuto di professionisti – della sua formazione. È la cosiddetta homeschooling. Non si sono ovviamente limitati a non mandarlo più nella scuola dove risultava comunque iscritto. Quelle sarebbero state assenze ingiustificate, e quindi sarebbero state sanzionate. Loro hanno scritto all’istituto, annunciando la loro decisione e dichiarando – in autocertificazione – di avere la capacità (tecnica o economica) di occuparsi del compito di formare il proprio figlio. Pensavano di aver assolto ad ogni obbligo di legge. In realtà è pressoché immediatamente partita la segnalazione. Loro hanno avuto una visita a casa, che ha evidenziato come non si trattasse di una famiglia «disastrata», tanto che non sono stati coinvolti i servizi sociali. Ma l’ulteriore segnalazione in procura è partita. Da lì il decreto penale di condanna: 20 euro di ammenda. I genitori una macchia così sulla fedina penale non la volevano, indipendentemente dall’entità ridicola della sanzione, ed hanno impugnato il decreto. Ecco perché si è arrivati a processo, quantunque con rito abbreviato.

E qui la faccenda è andata nelle mani degli avvocati […]. Da qui la sentenza di assoluzione piena, per i genitori.

Ma attenzione: non basta non mandare il figlio a scuola, e poi dire che si fa homeschooling. È una roba seria: serve dichiararlo, e dichiarare di essere idonei ad occuparsi della sua formazione. E, ovviamente, esserlo davvero. Perché altrimenti non si commetterà reato, ma si fanno danni seri.

Da: l’Adige.it

Articolo segnalato da Marta Bacco.

l’Adige.it riporta un caso giudiziario favorevole per genitori homeschooler

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