Nel pomeriggio di martedì 2 ottobre 2018, Claudia Dal Zotto, Giulia Pecis Cavagna e Sergio Leali hanno incontrato per LAIF il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale (Provveditore) dell’ambito territoriale Monza Brianza, dr. Merletti.

Nella cordialità e nella franchezza di un confronto aperto, é emersa la visione che in questo Provveditorato si ha del fenomeno dell’istruzione parentale: un organismo in buona salute, che non manifesta particolari problemi.
Di primo acchito sembra quasi inutile una qualsiasi azione di testimonianza: la famiglia in istruzione parentale presenta la dichiarazione, fa l’esame e tutto fila liscio.

Naturalmente, abbiamo avuto modo di rappresentare una situazione affatto diversa (ma evidentemente sommersa), dove tante famiglie hanno sofferto e patito vicende di ben altro carattere.

A fronte di questa nuova sfaccettatura della realtà, il Provveditore, condividendo i principi fondamentali che ci sostengono, ha promesso una concreta azione di sensibilizzazione nei confronti dei Dirigenti scolastici, in cui raccomanderà un atteggiamento di apertura e flessibilità. Ci ha quindi espresso le proprie “opinioni informate, precisando che non si tratta di interpretazione ex cattedre, non avendo egli alcun potere di autentica delle norme vigenti, soprattutto nell’attuale regime di autonomia delle istituzioni scolastiche.”

Ha accolto in particolar modo la piena legittimità dei percorsi personali e famigliari che possono portare a perseguire competenze non necessariamente in sincronia con la tempistica scolastica come, ad esempio, l’apprendimento della lettura e della scrittura.

Nell’ambito di tali curricoli famigliari, sono auspicabili contatti preventivi da parte delle famiglie con i Dirigenti per la comunicazione dei percorsi.
Ed ecco entrare a pieno titolo la nostra proposta di “progetto famigliare di istruzione” come dichiarazione di intenti (e non con funzione consuntiva), non soggetto ad una valutazione né ad approvazione da parte del Dirigente, il quale, in tal modo, adempie al suo dovere di vigilanza, nell’ottica di un confronto dialogante che garantisca inclusione e serenità al soggetto principe di tutto ciò: i figli e le figlie in età di obbligo di istruzione.

Sul tema della necessità dell’esame annuale, si sono aperte delle aree tematiche di confronto che richiedono ulteriori approfondimenti.
Il curricolo famigliare, in sede di verifica, potrebbe portare alla sostenibilità di una mediazione tra quelle che sono le “competenze minime” che la scuola è tenuta a verificare in un percorso verso una cittadinanza consapevole, e il curricolo dei ragazzi/e in istruzione parentale, a sua volta pienamente legittimo.
La definizione di tale percorso è nella facoltà delle famiglie.
Ovvero, ha sottolineato il Dr. Merletti, alla scuola, allo Stato, interessa che il giovane acquisisca, nel percorso di istruzione, competenze sufficienti al raggiungimento progressivo di un livello idoneo al conseguimento della “licenza” che si ottiene con il superamento dell’esame di stato (terza media).
In questi termini si configura una modalità intermedia tra il progetto familiare e la “soglia minima ministeriale”.
Questo modo di accertamento, secondo il parere informato del Provveditore, potrebbe rappresentare il soddisfacimento del compito d’ufficio della scuola, e l’istanza di autonomia della famiglia.
Pur presentando aspetti da sottoporre ad ulteriore riflessione e confronto, si può riconoscere nell’ipotesi del Provveditore un’area di dialogo, che in taluni casi potrebbe collimare con le aspettative delle famiglie.
In sintesi, il dr. Merletti si è impegnato ad operare una “diretta sensibilizzazione dei Dirigenti Scolastici in ordine a procedure “personalizzate” di attuazione degli esami di idoneità, fermo restando le soglie minime di competenza di ciascun anno/ciclo scolastico”.
Vista la disponibilità manifestata, LAIF proseguirà gli incontri e stimolerà nuove fasi di dialogo.

Il Provveditore di Monza Brianza riceve LAIF

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