Un dialogo virtuoso e collaborativo avviato tra LAIF e il Ministero per la Pubblica Istruzione (MIUR). Una porta aperta sulla strada del confronto e dell’ascolto reciproco, nell’ottica di mostrare alle istituzioni come “homeschooling” ed “istruzione parentale” non siano sinonimi di evasione dall’obbligo di istruzione ma, al contrario, siano fenomeni connotati da responsabilità, serietà e creatività.

E’ stato questo uno dei risultati dell’incontro avvenuto nelle scorse settimane a Roma, che ha visto i rappresentanti del Ministero dialogare con alcuni membri di LAIF. L’associazione, che da oltre un anno opera per realizzare una rete nazionale di famiglie che in Italia hanno deciso di assumersi la responsabilità dell’educazione dei propri figli, è stata rappresentata dal Presidente Sergio Leali, dalla Vicepresidente Giulia Pecis Cavagna e da Carlo Leali, giovane homeschooler.  Al tavolo del confronto, in qualità di delegati del Miur, erano presenti la dott.ssa Maria Assunta Palermo (Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione); la dott.ssa Maria Rosa Silvestro (Dirigente tecnico per gli ordinamenti scolastici e la valutazione nazionale di istruzione, nonché componente del nucleo redazionale delle “Indicazioni nazionali per il curricolo” del 2012); il dott. Gianluca Lombardo (Dirigente Ufficio II, Ordinamenti scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione).

“E’ stata un’occasione importante per avviare un dialogo virtuoso e collaborativo con l’ente investito della funzione di controllo delle famiglie in istruzione parentale”, spiega il presidente di LAIF, Sergio Leali. “La cordialità riservataci è un segnale dell’interesse che abbiamo suscitato rispetto alla nostra realtà”. Nei dettagli, la mattinata è servita per fare chiarezza sul mondo dell’istruzione famigliare, spiegando come non ci siano caratteri oppositivi e di sfuggevolezza nella scelta di tenere i propri figli al di fuori del sistema scolastico ma, al contrario, un sistema concettuale articolato e progettuale. “Abbiamo evidenziato come la nostra sia una scelta di grande responsabilità, oltre che sul versante interno alla famiglia e nei confronti della prole, anche nel rapporto con la comunità nel senso più generale e pieno”, continua Leali.

Educare a casa significa, tra le altre cose, seguire gli interessi e le passioni dei bambini e dei ragazzi, dando vita ad un apprendimento esperienziale con ritmi forse meno cadenzati rispetto a quelli che caratterizzano le classi tradizionali, ma senz’altro più naturali e rispettosi delle esigenze individuali. Significa imparare vivendo, restando immersi nel contesto sociale della vita, dove non ci sono divisioni tra mondo dei bambini e mondo degli adulti, dove le possibilità di imparare sono ovunque e in qualunque momento. Da qui l’esigenza di una “guida” (in questo caso il genitore) che crei tempo e spazio adeguati affinché il bambino possa coltivare interessi, passioni e curiosità.

Al centro del confronto, anche la questione della presunta obbligatorietà dell’esame annuale, finalizzato a certificare le competenze acquisite nel corso dell’anno da parte dei bambini e dei ragazzi homeschoolers. “In aiuto ci viene il lavoro svolto in seno all’Associazione, in riferimento al progetto Esami sì, esami no”, spiega Sergio Leali. “Si tratta di uno strumento che potenzialmente può colmare il vuoto documentale esistente in Italia, oltre che favorire il confronto con il Ministero legato alle  Indicazioni nazionali per il curricolo del 2012”. Di fatto, l’obiettivo di LAIF vuole essere quello di ottenere modalità di verifica personalizzate e organiche all’esperienza dell’istruzione famigliare. “La riconsiderazione della normativa sulla scorta di un bagaglio conoscitivo più articolato e rispondente alla realtà mette in forte dubbio la ragion d’essere di un unico strumento di accertamento/verifica, come l’esame scolastico nei confronti dei ragazzi”, conclude Sergio Leali.

Ulteriori informazioni sull’incontro fra LAIF e il MIUR a questo link.

Anna Veclani.

Il MIUR riceve LAIF a Roma

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