Oltre 100 opinioni e commenti con i quali mappare la realtà dell’istruzione familiare in Italia, assegnando così all’homeschooling una definizione che tenga conto dei suoi fondamenti concettuali, delle basi teoriche, dell’inquadramento legislativo e dell’esperienza concreta di chi la pratica. Con un sguardo anche sulle modalità di incontro con le istituzioni scolastiche per garantire un dialogo aperto tra famiglie e scuola.

È questo uno degli obiettivi perseguiti da LAIF, L’Associazione Istruzione Familiare fondata nel 2017 da un gruppo di famiglie con alle spalle diversi anni di esperienza nell’istruzione diretta dei propri figli e figlie. Sotto la lente di ingrandimento, il progetto denominato “Esami sì, esami no?”, consultabile sul sito www.laifitalia.it.

LAIF, nata a Bergamo ma aperta a soci e simpatizzanti di tutta Italia, ha avviato nel 2018 una raccolta di opinioni circa le modalità e le prassi con cui normalmente viene praticata l’istruzione in famiglia. Un dialogo reso possibile grazie all’uso della rete e che è sfociato nell’adozione di un documento, ora divenuto il biglietto da visita dell’associazione.

Di fatto, quindi, un’analisi di ciò che succede quotidianamente all’interno delle famiglie che scelgono di non delegare allo Stato l’istruzione della prole, organizzando il diritto-dovere di istruire i propri figli tramite azioni che tengano conto degli interessi personali dei ragazzi e che abbraccino un apprendimento libero e naturale, come da dettato costituzionale.

“Abbiamo voluto dare un riconoscimento all’istruzione familiare nelle sue sfaccettature, nelle sue fondamenta pedagogiche, filosofiche, scientifiche e normative, oltre che nelle sue specifiche modalità e procedure di apprendimento-istruzione”, spiega il presidente di LAIF, Sergio Leali. “Il passo successivo è stato quello di individuare modalità di accertamento da parte dello Stato che fossero rispondenti alla natura autentica dell’istruzione famigliare, considerando anche la necessità delle istituzioni di vigilare sull’assolvimento del dovere di istruzione della prole”.

La novità, quindi, sta nell’aver dato una definizione di “istruzione famigliare”, contribuendo a diffondere la conoscenza intorno a questo fenomeno anche tra i dirigenti scolastici, oltre che a livello ministeriale.

Un confronto durato poco meno di un anno, che consente ora di distinguere tra “istruzione con curriculum personale”, “apprendimento naturale in famiglia” e “scuola a casa”. Sullo sfondo, come si evince dal documento, le Indicazioni Nazionali redatte dal Ministero per la pubblica istruzione nel 2012.

Con la nascita di LAIF, il mondo dell’homeschooling ha visto la creazione di un “corpo intermedio”, in grado di colmare quel vuoto di informazione e rappresentatività necessarie per entrare nel dibattito pubblico. Fondamentale anche la riflessione svolta intorno alle possibili modalità di accertamento, ovvero a come può essere verificata, da parte dello Stato, l’istruzione in famiglia. Alla base, come specificato dalle Indicazioni Nazionali del Miur, deve esserci un’alleanza educativa tra scuola e genitori, che permetta alle famiglie di scegliere una tipologia di accertamento indirizzata ai genitori piuttosto che ai bambini.

Il tutto nell’ottica di garantire il rispetto delle caratteristiche dei percorsi di apprendimento di ciascun bambino anche in sede di accertamento delle competenze acquisite.

Anna Veclani

Una definizione per l’istruzione famigliare

Un pensiero su “Una definizione per l’istruzione famigliare

  • 11 Gennaio 2019, 19:29 alle
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    Complimenti a tutto il team!!

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