Diario di bordo di Matteo Bulgari

Marocco, 14–16 gennaio 2019, prosegue il racconto di viaggio di Matteo iniziato l’11 gennaio 2019.
Lunedì 14 Gennaio

Oggi sono stato in viaggio quasi tutto il giorno. Ho avuto molto molto caldo e sentivo tantissima fame e sete.

Per fortuna ci siamo fermati qualche minuto in un’area di sosta e ho potuto calmare la mia fame mangiando un tacos.

Durante tutto il viaggio il panorama era molto desolato e vedevo quasi soltanto sabbia, roccia e pochi alberi e poche case.

Non vedevo persone. Le case erano quadrate e molto piccole costruite forse con argilla o terra.

La terra intorno a me era molto rossa (e questo mi ha colpito molto). C’erano rocce quasi dappertutto.

 

DAL PUNTO DI VISTA DELLA MAMMA

Giornata passata quasi esclusivamente in viaggio.

In autobus abbiamo trascorso circa 3 ore e mezza per arrivare da Marrakech ad Agadir.
I paesaggi che abbiamo incontrato sono stati i più disparati. Dalla metropoli che abbiamo lasciato, a distese di coltivazioni di alberi da frutta e olivi, a paesaggi desertici, alle montagne con la terra rossa.

Quelle che dall’alto dell’aereo sembravano piscine (gli stereotipi occidentali si fanno vivi quando meno me lo aspetto) mi sono resa conto erano piccoli bacini di raccolta di acqua piovana che permette agli abitanti di questo luogo così inospitale di poter coltivare ciò di cui hanno necessità.

Numerose le tipologie di persone che abbiamo visto: bambini e anziani che governavano un gregge di pecore e capre, bambini che a bordo strada vendevano uova di galline che esponevano con grande orgoglio, baldacchini che vendevano ogni genere di alimento o addirittura distributori di benzina portatili.

Siamo arrivati a destinazione verso le 15 e siamo stati accompagnati a casa (o meglio, quella che sarà la nostra casa per i prossimi 20 giorni) dal padre di un conoscente in Italia.

Non riesco a definire il quartiere in cui siamo. È situato nella periferia di Agadir, purtroppo molto lontano dall’oceano. Per raggiungere il mare dovremo chiamare taxi o comunque utilizzare autobus, spero frequenti.

È un quartiere nuovo, molte dei condomini e delle strade non sono ancora terminati. Guardando fuori si vedono macerie e detriti: sembra quasi un paesaggio da post-bombardamento. Piuttosto inquietante direi. O almeno questa è la sensazione che ho in questo momento.

Dovrebbe essere un quartiere di lusso: ogni condominio ha guardie per la sicurezza che ne controllano le entrate e le uscite, giorno e notte. Con orgoglio ci viene detto che molti degli appartamenti qui sono stati acquistati da famiglie europee o russe che poi le affittano a loro volta. Personalmente non sceglierei mai questo posto…………………………………….

Tantissimi i bimbi che giocano per strada con un pallone o poco altro. Ma ci sono tantissime scuole e farmacie.

 

Martedì 15 Gennaio

Oggi ha fatto molto caldo, secondo me.

Ho visto finalmente l’oceano, che non avevo mai visto.
L’acqua era ghiacciata ma limpida, ma questo non mi ha impedito di bagnarmi. Facevo molte capriole e sono finito in acqua.

Diverse persone facevano il bagno e questo mi ha stupito molto.

Ho notato che l’acqua è molto meno salata del mare a cui sono abituato: il Mar Mediterraneo.

Per raggiungere il mare ho dovuto prendere l’autobus.
Qui lo chiamano ATOBIS e questo mi fa molto sorridere. Al ritorno c’era moltissima gente sul mezzo ed eravamo talmente schiacciati l’uno contro l’altro che sudavo moltissimo.

 

DAL PUNTO DI VISTA DELLA MAMMA

Con l’autobus per raggiungere il mare (ho scoperto siamo 8 km lontano dal centro) ho potuto vedere la città. Esiste un polo universitario molto frequentato e diverse sono le facoltà che vengono proposte.

La città si divide in vari quartieri, alcuni più poveri di altri.

Abbiamo avuto la fortuna di poter camminare in quartieri non prettamente turistici. Qui la caratteristica è la presenza di SUK, mercati a cielo aperto dove la merce viene venduta per terra: scarpe di seconda mano, succhi di frutta spremuta al momento, pentole, vestiti, frutta e verdura.

Le persone sono molto cordiali. Chiuse in loro stesse, soprattutto le donne che sembrano separate dal mondo che le circonda grazie ai veli che le coprono. Ma nel momento in cui si chiede loro qualche informazione sono molto disponibili e cordiali.

 

Mercoledì 16 gennaio

Pensavo di passare tutta la giornata al bar, unico posto dove mi è possibile collegarmi a internet.

Poi, invece, verso l’ora di pranzo sono andato in un ristorante LE PETIT PECHEUR dove ho mangiato pesce buonissimo.

Poi è venuto il taxi (che qui costa pochissimo rispetto all’Italia) che ci ha portato al centro massaggi.

Lì ho fatto un massaggio con olio di argan di un’ora. Era la prima volta che mi sono fatto massaggiare su tutto il corpo (avevo solo le mutande) e che durava così tanto. Ogni tanto la mamma mi fa dei massaggi ma non su tutto il corpo e sento pure dolore.

Ieri invece è andato benissimo: mi ha sciolto la schiena che mi faceva male, mi ha rilassato molto anche se ogni tanto avevo voglia di grattarmi e di muovermi.

Poi sono tornato a casa e sono andato a dormire. Ero stravolto e avevo dolori dappertutto, anche le gambe. Mi sentivo molto stanco.

 

Marocco, 14-16 gennaio: seconda tappa del viaggio di Matteo Bulgari

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