Quando si parla di istruzione parentale o Homeschooling, alcuni nutrono dubbi sul fatto che i bambini / ragazzi siano preparati!
Frasi del tipo: “Le sconsiglio di fare Homeschooling perché i bambini non sono preparati” vengono pronunciate da chi spesso non conosce il mondo dell’Homeschooling ed è focalizzato sul mondo della scuola, fondato sulla didattica tradizionale.
Parliamone! Preparati a cosa? Se si intende “preparati a ripetere le nozioni come pappagalli”, compilando schede, senza sapere perché lo fanno, allora direi che non interessa la maggior parte delle famiglie che scelgono l’Homeschooling!
Questo termine “preparati” viene così utilizzato per un giudizio generale e dipenderà, in ogni caso, dal punto di vista!
Nell’ambito scolastico, nel senso tradizionale, si potrà essere giudicati “preparati al meglio” principalmente dopo aver ingurgitato una gran dose di nozioni e “pronti” per i test, solo se si conoscono tutti gli argomenti a memoria. Ovviamente, non è sempre possibile, le conoscenze imparate a memoria e non vissute nella pratica hanno vita breve nella nostra mente, giusto il tempo di compilare le schede della verifica. Se ci fate caso, ci sono perfino professionisti che nascono in ogni dove che propongono corsi a genitori ed alunni per imparare come studiare in modo alternativo, come memorizzare al meglio per ancorare le conoscenze, come ottimizzare lo studio! (a proposito… non dovrebbe essere il ruolo della scuola??)
Poi, nel tempo, nella pratica, sarebbe interessante valutare quante di queste informazioni ci rimangono per la vita. Ognuno di noi adulti può fare un punto della situazione, pensando al proprio vissuto a scuola e a quello che ricorda ora…
Dunque, a questo punto, che valore ha questo termine così comune?
Quello che dispiace più di tutto è che questo termine sia usato con leggerezza e per creare disinformazione. Si generalizza, senza entrare in merito, senza approfondire l’argomento. Si vive in una società superficiale, nella quale è più facile giudicare e criticare per paura delle innovazioni, piuttosto che prendersi la briga di conoscere e capire (e mettere in discussione le proprie convinzioni).
Allora, per chi lo desidera, ecco uno sguardo un po’ più approfondito sul tema Homeschooling o Istruzione parentale.
Innanzitutto, bisogna ricordare che la scelta di questo percorso non è un capriccio da parte dei genitori che vogliono seguire una moda. Dietro a questo passo, ci sono sempre motivazioni molto profonde e personali, che spingono i genitori, la famiglia tutta, a rivoluzionare la propria vita, le proprie credenze e abitudini, la propria scolarizzazione, per stare meglio in famiglia, per vivere di più i propri figli, essere più coinvolti nei momenti cruciali dell’infanzia o dell’adolescenza, per smettere di delegare le proprie responsabilità e, a volte, per trovare soluzioni a situazioni insostenibili.
Dunque, già in partenza, la scelta dell’Homeschooling farà nascere una varietà infinita di percorsi, tutti diversi, come lo è ogni famiglia e ogni persona in essa. Ci saranno genitori che preferiranno seguire il modello della scuola, con programmi e libri di testo; altri daranno la priorità alle esperienze pratiche per raggiungere gli obiettivi; altri ancora, faranno un mix tra studio classico e la fortuna di avere molto più tempo libero da dedicare ai propri talenti; altri ancora, seguiranno principalmente i ritmi dei propri figli, sostenendo i loro interessi e creando così un apprendimento più spontaneo (detto anche Unschooling o apprendimento naturale). In ogni caso, l’obiettivo principale sarà la personalizzazione del percorso del bambino e l’apertura al mondo, di conseguenza, nessuna storia di Homeschooler potrà essere identica ad un’altra.
Ed ecco che nascono numerose realtà che permettono di conoscere meglio l’Homeschooling (soprattutto in Italia, dov’è ancora poco conosciuto): da LAIF (L’associazione Istruzione Parentale), che sta illustrando il variegato mondo dell’Homeschooling alle Istituzioni, ridando dignità a questa nobile scelta, alle piattaforme e alla miriade di Blog di famiglie che hanno optato per l’istruzione parentale e offrono testimonianze pratiche della vita quotidiana.
Tra gli Homeschoolers, ci saranno, infatti, bambini che non sono mai andati a scuola e stanno vivendo l’apprendimento con entusiasmo e curiosità; altri, invece, hanno sperimentato la scuola che purtroppo non ha saputo rispondere alle loro necessità e ne rimarranno segnati nella loro autostima. Ci saranno ragazzi che hanno molta facilità nell’apprendimento, ci saranno bambini che ne hanno anche più della norma e potranno dare il loro meglio con nonchalance anche di fronte a sfide classiche del mondo scolastico (verifiche con schede, colloqui orali…). Ci saranno bambini che hanno meno facilità nell’apprendimento, scoprendo invece che non è un problema, ma un’opportunità, perché non tutti siamo uguali, anche se non riusciamo a dare il meglio di fronte ad esami standard. Ci saranno bambini che vivono il loro apprendimento con creatività e grande manualità, apprendendo ogni giorno informazioni utili nella pratica della vita quotidiana e vivendo a stretto contatto con il mondo, ma magari non sapranno tutti i termini tecnici usati in ambito scolastico pur allenandosi comunque molto bene per la vita… Dunque cosa significa “preparati”?
Tornando alla domanda iniziale, scopriamo così che “essere preparati” non ha più nessun significato se ci fermiamo al giudizio di un bambino homeschooler tramite l’unico metro dell’esame annuale. Questo, soprattutto, se viene effettuato in un unico modo: verifiche scritte e orali del programma annuale per l’anno scolastico di riferimento del bambino. Da evidenziare, che abbiamo l’abitudine di “catalogare” i bambini per età, cosa non così ovvia quando si guarda più in profondità e si desidera personalizzare il percorso di istruzione di un bambino.
Se si estendono dunque i punti di vista, la musica cambia. Questo modo di giudicare obsoleto fa parte della visione scolastica classica, nasce dalla nostra scolarizzazione (addestramento) che, per principio, spinge tutti ad essere uguali, allo stesso livello! L’immagine più idonea è quella che vede un pesce che deve affrontare la “verifica” di arrampicarsi su di un albero! Secondo voi, ce la farà ad essere “nella norma”? Se osserviamo bene, comunque, neanche nell’ambito scolastico non riescono a deviare la natura di un bambino che non è nato per tale o tale materia… infatti, viene catalogato (e non mi dilungherò su questo argomento).
Concluderei con due osservazioni:
  • Come ci insegnano (ma dobbiamo anche metterlo in pratica): non giudichiamo se non conosciamo e soprattutto, non facciamo di tutta l’erba un fascio! 
  • I blog di famiglie Homeschoolers sono una miniera d’oro per trovare modi originali ed entusiasmanti di apprendere (dai lapbook ai giochi didattici fatti in casa…), cosa molto utile anche per chi ha bambini nel percorso scolastico tradizionale! Conoscere realtà diverse può rivelarsi una bella opportunità di crescita e regalare una grande apertura mentale!

Per la provincia di Belluno, troverete anche la pagina Facebook Homeschooling Belluno, il cui scopo è semplicemente di ampliare gli orizzonti di chi è interessato ad un apprendimento alternativo e a tutto ciò che ruota attorno al desiderio di “mettere al centro il bambino” sia in Italia che all’estero.

Buon cammino a tutti!

Morena Franzin, articolo già pubblicato a questo link, sul blog “Montagne azzurre“.

Gli homeschoolers sono “preparati”?

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