Nel 1854 Thoreau pubblica Walden, si tratta di un autentico libro di filosofia.
Thoreau non invita a imitarlo, ma mostra semplicemente come si possa fare.
Sta poi a ognuno inventarsi il proprio cammino, trovarsi la propria strada.
In questo vero grande libro di filosofia esistenziale, Thoreau propone quella che lui stesso chiama una “medicina eupeptica, una medicina capace di produrre ciò che è buono e giusto , scartando ciò che è cattivo e malvagio.
In cosa consiste questa medicina???
Nel considerarsi felici per lo splendore di ogni mattina; nell’opporre la volontà di godimento al movimento naturale della negatività che trascina verso il pessimismo; nel desiderare la felicità che non è mai concessa a priori ma sempre da costruire; nel mettere, o nel rimettere se stessi al centro di se stessi; nel trasformare gli svantaggi in vantaggi; nel cercare il positivo nel negativo; nel voler fare della propria vita una festa ( dal libro di Michel Onfray dedicato a Thoreau).

Da queste poche righe la mia attenzione si è immediatamente trasferita ad una frase scritta sul nostro portone

…SILENZIOSAMENTE AL MATTINO SPICCA IL TUO VOLO…

Queste poche parole riportate nel libro “Il segreto del fiore d’oro”, indicano la via per mettere in pratica questo principio senza bisogno di alcun metodo, anzi, come suggerisce il libro…vi basterà concentrare in esso i vostri pensieri.
Questo spiccare il volo, l’abbiamo fissato appositamente per non cancellare mai l’intento alla base di una vita felice.
Come  ricorda Thoreau la felicità si costruisce e si costruisce partendo proprio dal volo che accompagna il proprio risveglio ed il mattino.
Crescere se stessi ed i propri figli con l’attenzione rivolta a questo silenzioso volo pone le basi per un benessere profondo, per una profonda volontà di autodeterminazione delle proprie passioni.
Ognuno di noi ha il diritto di volare sulle ali della libertà e di sentirsi al centro del mondo, così come al centro dell’universo.
Questo essere al centro e, perchè no, questo centrarsi, ci viene reso possibile se aiutati da un ambiente a contatto con esseri vegetali ed animali.
I bambini sono i più liberi nel poter gustare questa loro centralità se la loro maestra di vita è prima di tutto la Terra, o più propriamente il contatto con la Terra e la natura che la domina.
Ho già affrontato il discorso della CAMMINATA … grande educatrice intoccabile.
Camminare con i bambini in gruppo al mattino, li riporta al centro del mondo, ma non un mondo fatto da IO e gli altri distinti, ma un mondo fatto da IO e GLI ALTRI INSIEME.
Questo è il principale effetto di quel lento camminare al fresco del mattino, dopo il torpore del letto…riscoprirsi al centro del mondo, IN ASCOLTO l’uno con l’altro…dove l’altro non è necessariamente un essere umano, ma può essere un ape con il suo ronzio o un albero con i suoi germogli.
La campagna senza recinzioni, certo ancora meglio un bosco, dove non vi sia una fine del cammino, riesce con pazienza ad amalgamare le loro criticità caratteriali, a mescolarle ed a confonderle, portando l’adulto ad osservare, lungo la giornata,  un lento affievolirsi dei loro egoismi, dei loro eccessi, così magnificamente espressi senza paure.
Il genitore adulto, che si riscopre il vero educatore, non può e non deve far altro che ringraziare l’ambiente naturale che sostiene i suoi sforzi educativi e che addirittura lo consiglia nell’accettare e nel gestire con un sorriso e con un sano distacco tutte le criticità emerse che lentamente svaniscono grazie al gioco.
I bambini giocano dapprima in modo confuso e poco attento anche con i tanto temuti bastoni, poi con osservazioni e con la fermezza di un adulto e sostenuti dalla lentezza del tempo, riusciranno a capire in anticipo quando esasperano il gioco, certo anche commettendo errori, perdendo oggetti e dimenticando oggetti nei campi.
Ma una cosa abbiamo imparato dalla vita in campagna … ad essere pazienti, ad attendere che l’armonia arrivi per poi riperderla e ritrovarla ancora.
Ed ecco il risultato arrivare, dopo mesi di ascolto, negli ultimi incontri i bambini si autogestiscono…per esempio scrivendo in autonomia i nomi delle future piantine di ortaggi, correggendo gli errori grammaticali senza entrare in competizione … e parliamo di bambini che hanno da poco imparato a leggere e scrivere, ma che mostrano già una fiducia in se stessi e una capacità di gestire gli errori senza provare vergogna.
Quando arrivano, ancor prima della camminata, si ha la sensazione che percepiscano l’ambiente della campagna come il loro ambiente, un luogo che li accoglie, e fin da subito rispettano regole basilari di vita, gestendo inoltre i loro bisogni e le loro relazioni senza richiedere l’intervento di un adulto.
Il tutto è avvenuto senza temere di fare errori educativi, ma mostrando fiducia verso i bambini e verso gli spazi aperti .

Articolo di Alda Maccaferri, già pubblicato sul blog “Liberi in terra”.

Da Thoreau ai bambini con i loro bastoni

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