All’interno del progetto “LAIF fa rete” intervistiamo Gianni Rocco, maestro di judo da oltre 25 anni nella scuola “Judo Club Ponteranica” (https://www.judoponteranica.it/). Lavora a stretto contatto con i bambini e giovani, collabora con le associazioni giovanili del paese e ha sinceramente a cuore la crescita dei nostri figli.

Partiamo dal tuo mondo: cosa insegna il judo? Puoi paragonare questa disciplina ad altri sport?

Il Judo insegna il rispetto delle regole, il rispetto dei compagni, del Maestro, del Dojo (luogo nel quale si pratica) e del Tatami (materassina).

Insegna a praticare e non solo a primeggiare, rispettando la crescita caratteriale e fisica dei bambini/ragazzi , i risultati si ottengono con impegno fatica, ma anche divertendosi condividendo con i compagni i momenti belli e quelli meno, godendo dell’amicizia e dei buoni sentimenti, che ogni compagno può dare, a piccoli passi un gradino alla volta.

Non paragono il Judo ad altre discipline, penso che ogni sport sia utile per la crescita del bambino, dipende sempre dagli interpreti, da come lo si insegna a come lo si apprende, sono sempre più convinto che gli Allenatori, Maestri ecc.. di qualsiasi disciplina debbano essere educatori ancor prima che buoni tecnici.

Di cosa hanno bisogno i bambini di oggi per crescere e affrontare poi la vita da adulti?

Hanno bisogno di una guida concreta e non virtuale, di qualcuno che sia un buon esempio, e che sappia ascoltarli e far loro capire come affrontare il percorso del loro cammino, necessitano di genitori che condividano le loro emozioni, e si interessino della loro crescita sportiva, e non solo.

Quali difficoltà particolari vedi oggi nell’insegnare?

La difficoltà principale è quella del far loro comprendere, che non è tutto dovuto, purtroppo di questi tempi sono bombardati dalle televisioni di esempi negativi, dove si ottiene tutto con facilità e senza fatica.

Il nostro messaggio invece, dice che per arrivare a dei risultati anche minimi ci vuole passione sacrificio e amore, ma soprattutto tanta volontà.

Quali difficoltà particolari ci sono nell’imparare e nel crescere da parte dei bambini e dei ragazzi?

Le difficoltà al giorno d’oggi sono come dicevo sopra, che i bambini/ragazzi ormai sono abituati ad avere immediatamente tutto, e quindi il dover conquistare qualcosa diventa per loro un ostacolo enorme.

Stanno perdendo la capacità di dover mettersi in gioco per ottenere qualcosa.

Difficoltà e necessità come sono cambiate negli ultimi 20 anni?

Le difficoltà sono raddoppiate, proprio perché ci sono mille possibilità per loro, una volta non c’era tanta scelta perché le possibilità delle famiglie erano limitate, quindi se il loro interesse non viene sollecitato decidono di cambiare sport, difronte a una difficoltà non la superano tornano indietro si nascondono con scuse a volte anche supportate dai genitori “è stanco, non riesce, è troppo impegnato”, quindi tenere duro quando si vuole ottenere qualcosa è sempre più arduo, bisogna nelle maggior parte dei casi arrivare a compromessi.

Come si coniugano disciplina e libertà di esprimersi e di essere nei bambini/ragazzi?

Bisogna raggiungere un giusto equilibrio, dare secondo me la sensazione di libertà di esprimersi, facendogli piacere ciò che devono rispettare senza imporsi ma come dicevo prima arrivando a dei giusti compromessi.

Come vedi al giorno d’oggi la scelta dell’homeschooling?

Secondo me è una scelta coraggiosa, chi sceglie di farlo ha sicuramente le capacità per portare avanti questo tipo di insegnamento, che significa responsabilità, passione e voglia di trasmettere qualcosa in più rispetto al metodo tradizionale.

Cosa consigli alle famiglie per crescere bene i loro figli?

Il mio consiglio è sempre quello di stare il più vicino possibile ai figli, ascoltarli, rendersi disponibili a seguirli nel loro cammino.  Dai figli, secondo il mio modesto parere, non si può pretendere che siano piccoli o grandi a seconda di quello che fa comodo a noi, il rapporto va gestito in base alle loro esigenze reciproche.

“LAIF fa rete” è un progetto neonato. Come lo vedi? Cosa vorresti che diventasse?

Secondo me e un ottimo progetto, diamogli il tempo di crescere e se, come mi è sembrato di capire da ciò che ho letto, sarà gestito da persone competenti e capaci, darà delle belle soddisfazioni.

Vuoi lasciare un tuo messaggio per i nostri lettori?

Lascio un messaggio di incoraggiamento per questo nuovo progetto, sono una persona positiva, il motto che ho adottato “sorridi che la vita ti sorride” e ho grande fiducia nel futuro di persone che fanno il proprio mestiere con passione e volontà.

Infine voglio ringraziare Phoebe, per avermi interpellato in questa intervista, spero di aver fatto capire in queste poche righe cosa è la nostra disciplina.

LAIF fa rete: intervista a Giovanni Rocco, maestro di judo

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