L’incontro è andato benissimo…

Spettacolo divertente anche per i bambini… la chiave di lettura ironica è sempre vincente.
L’ironia toscana manca nel territorio emiliano… la compagnia al femminile è Fiorentina!!

Nello spettacolo la lettura in chiave ironica del rapporto scuola/scolaro ha messo in evidenza un tipo di scolarizzazione che ipnotizza i bambini attraverso meccanismi ripetitivi, come l’utilizzo della campanella, con l’intento di ammaestrarli ad un comportamento che li renda il più possibile simili l’uno all’altro, limitando le diversità e una autentica reattività.

Alla fine dello spettacolo il confronto sulla mancata libertà di scelta tra una mamma dubbiosa sui vaccini e l’esperta virologa, ha evidenziato un monologo surreale tenuto dalla virologa. Talmente fuori luogo e accusatorio che solo nel finale, in cui le autrici hanno rivelato che il monologo è stato preso e riportato in ogni singola parola dagli interventi televisivi, si rivela la demenzialità, voluta dal sistema informativo, dello scontro tra medici esperti e genitori increduli.
Uno scontro che vede il sistema educativo come un sistema impositivo, per nulla intenzionato a rispondere a genitori dubbiosi, ma piuttosto ad emarginarli assieme ai loro figli attraverso imposizioni….

Dopo ci siamo confrontati seguendo le linee del libro DISCOLA sulla tematica della descolarizzazione…
Un confronto sano tra genitori che hanno figli nella scuola e genitori che praticano l’ istruzione famigliare, con domande e confronti fluidi.
Senza troppo timore di mettere a nudo i limiti della scuola che, detto anche da insegnanti come Luigia, è ormai chiaro essere un sistema di prigionia per formare individui privi di capacità critiche…

Interessante anche la lettura di Luigia sulla connivenza tra brava insegnante e sistema educativo dominante… Ovvero la brava insegnante che rende più sopportabile la prigionia!!! Lei era definita dal sistema e dai genitori una brava insegnante…

Ormai nelle classi, parlava una insegnante di sostegno della materna, si raggiungono numeri elevati di bambini certificati.  Nella sua sono 12 su 21.
Allora ci si chiedeva cosa sta succedendo?
Cosa si sta accettando? Veramente crediamo che i bambini/ ragazzi siano tutti così problematici?

Siamo usciti tutti desiderosi di approfondire e di confrontarci… TUTTI… per agire con l’ intento di capire affinché si inneschi un cambiamento.
E sicuramente sarà il primo di un confronto sereno tra chi sta stretto schiacciato dal sistema scolastico e chi cerca vie d’ uscita con fatica dall’esterno.
La ricerca della libertà di essere se stessi accomunava tutti!!!

 

Resoconto a cura di Alda Maccaferri

Scuola o non scuola, questo è il problema – resoconto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.