Mi ricordo che anni fa
Di sfuggita dentro un bar
Ho sentito un jukebox che suonava
E nei sogni di bambino
La chitarra era una spada
E chi non ci credeva era un pirata!

E la voglia di cantare
E la voglia di volare
Forse mi è venuta proprio allora
Forse è stata una pazzia
Però è l’unica maniera
Di dire sempre quello che mi va!

Non potrò mai diventare
Direttore generale
Delle poste o delle ferrovie
Non potrò mai far carriera
Nel giornale della sera
Anche perché finirei in galera!

Mai nessuno mi darà
Il suo voto per parlare
O per decidere del suo futuro
Nella mia categoria
È tutta gente poco seria
Di cui non ci si può fidare!

Guarda invece che scienziati
Che dottori, che avvocati
Che folla di ministri e deputati!
Pensa che in questo momento
Proprio mentre io sto cantando
Stanno seriamente lavorando

Per i dubbi e le domande
Che ti assillano la mente
Va da loro e non ti preoccupare
Sono a tua disposizione
E sempre, senza esitazione
Loro ti risponderanno

Io di risposte non ne ho
Io faccio solo rock’n’roll
Se vi conviene, bene
Io più di tanto non posso fare!
Gli impresari di partito
Mi hanno fatto un altro invito
E hanno detto che finisce male

Se non vado pure io
Al raduno generale
Della grande festa nazionale
Hanno detto che non posso
Rifiutarmi proprio adesso
Che anche a loro devo il mio successo

Che son pazzo ed incosciente
Sono un irriconoscente
Un sovversivo, un mezzo criminale
Ma che ci volete fare
Non vi sembrerò normale
Ma è l’istinto che mi fa volare

Non c’è gioco né finzione
Perché l’unica illusione
È quella della realtà, della ragione
Però a quelli in malafede
Sempre a caccia delle streghe
Dico: “No, non è una cosa seria!”

E così è se vi pare
Ma lasciatemi sfogare
Non mettetemi alle strette
Oh, con quanto fiato ho in gola
Vi urlerò: “Non c’è paura!
Ma che politica, che cultura!”
Sono solo canzonette
Non mettetemi alle strette
Sono s- sono s- sono solo canzonette

(Edoardo Bennato, 1980)

Sono solo canzonette

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