Morena Franzin, referente Laif per Belluno, apre una riflessione sull’ascolto della nostra vera natura e su ciò che ci potrebbe allontanare da essa.

L’avete notato anche voi?

Viviamo in un’epoca nella quale è maggiormente riconosciuto ciò che è artificiale rispetto a ciò che è naturale:

  • Se scegli di nutrirti in modo più naturale, invece di cibarti di qualsiasi “prodotto industrializzato” ti passi sotto il naso: sei catalogato “strano”;
  • Se decidi di coltivare il tuo benessere e la tua salute con metodi più dolci e consoni al tuo organismo, invece di “curarti” con medicinali che sopprimono i sintomi senza risolverli alla radice: ti guardano “strano”;
  • Se scegli di partorire in casa, invece di andare in ospedale: sei proprio “strana”;
  • Se decidi di allattare oltre un periodo considerato “accettabile”, invece di consegnare al piccolo al più presto ciucci, biberon e preparati artificiali per neonati: che cosa “strana”;
  • Se scegli di coccolare e tenere vicino a te il proprio cucciolo, invece di addestrarlo al distacco appena possibile per renderlo “autonomo”: che idea “strana”

E poi, diciamolo, ci sono anche persone che ti ammettono: “che coraggio, bravi, io non ce la farei!” 

Come mai seguire il proprio istinto, il proprio cuore, i ritmi della natura, ascoltare il proprio intuito è diventato così difficile da non essere più considerato naturale? Lo chiedo a voi…

Così succede con l’educazione/istruzione dei propri figli.

La Costituzione Italiana recita: Art. 30

“È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.  Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti…”

Possiamo notare che l’articolo mette la responsabilità dei genitori al primo posto. Invece, siamo talmente abituati a delegare che pensiamo che sia la “scuola” ad essere obbligatoria, mentre in realtà è l’istruzione ad esserlo.

Un legame ovvio, naturale, una responsabilità che sempre più spesso non viene considerata: quella del genitore di prendersi il tempo necessario per conoscere meglio i propri figli e cercare, a volte, strade meno comuni per aiutarli ad esprimere pienamente loro stessi.

Come una famiglia che sceglie di mandare il proprio figlio in una scuola privata o chi decide di iscriverlo in un istituto nel quale si parla in Inglese fin dalle elementari… l’istruzione parentale è una scelta, un percorso. Non dico che sia per tutti, ma questa possibilità esiste, merita rispetto, di essere conosciuta e che non necessiti di nessuna giustificazione.

Richiede sicuramente una certa apertura di mentalità e il desiderio di rimettersi in gioco. Ti spinge soprattutto a tornare alle radici dei doni che offre la natura sin dalla nascita ad ognuno di noi, per apprendere in modo spontaneo e gradevole.

Sempre più ricercatori, pedagogisti, docenti universitari hanno capito che il bambino nasce con un potenziale enorme. Purtroppo, spesso questo viene sgretolato quando l’adulto decide che sia necessario “insegnare” invece di lasciare che il bambino trovi il proprio modo, unico ed inimitabile di apprendere. (esempio: John Holt, Sir Ken Robinson, Arno e André Stern, per citare solo qualche nome)

È spesso evidente che seguire la propria natura in vari ambiti della vita potrebbe essere molto più semplice di quello che ci impone la società.

Allora perché tutti questi pregiudizi verso scelte che seguono maggiormente i ritmi innati? Una parte di spiegazione potrebbe essere perché tutti abbiamo perso il contatto con la nostra vera natura, con l’Universo che ci circonda e fa parte di noi.  Abbiamo dimenticato che ognuno può attrarsi ciò che gli serve se è in linea con se stesso!

Quante domande ci sarebbero per cercare di riscoprire la nostra vera natura!

Perché abbiamo paura di attendere e rispettare i tempi dei nostri figli ?

Perché abbiamo bisogno di controllare tutto e tutti, perfino noi stessi e le nostre emozioni?

Perché non abbiamo fiducia in noi stessi e nei nostri figli?

Perché temiamo di essere unici e diversi, di ascoltarci e seguire il nostro cuore?

Lascio aperte queste domande a chi vorrà rifletterci e prendere per mano i propri timori, le proprie rigidità mentali, a chi vorrà approfondire il diverso, aprirsi al cambiamento…

Buona introspezione!

 

di Morena Franzin, referente LAIF e autrice del blog “Montagne azzurre

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