Istruzione parentale e suo accertamento a Vicenza

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 Sabato 28 settembre si terrà a Brendola (VI), un incontro a cura del gruppo Homeschooling Vicenza e de L’Associazione per l’Istruzione Famigliare (LAIF), per trattare i temi dell’istruzione parentale in ambito famigliare e del suo accertamento da parte delle istituzioni.

L’incontro avrà inizio alle ore 16 presso la Casa degli alpini a S. Vito di Brendola (VI); sono previsti gli interventi di Giulia Pecis Cavagna e Sergio Leali, rispettivamente, vicepresidente e presidente dell’Associazione. Durante la serata verrà presentato, tra l’altro, il progetto sperimentale per la costruzione di una sinergia ad personam scuola-famiglia.

A prima vista, i due argomenti (l’istruzione parentale e il suo accertamento) possono sembrare poco correlati o in rapporto tra di loro solo per una questione tecnico amministrativa interna.

In realtà invece, il tipo di accertamento su di un fenomeno ne condiziona direttamente lo svolgimento e l‘intima natura, inducendo automaticamente colui che svolge una certa attività ad orientarsi verso l’esame prefissato. Nel caso specifico dell’istruzione famigliare, il tipo di verifica che su di essa le istituzioni fanno può essere in grado di snaturare questa modalità di apprendimento che, pienamente riconosciuta dalla legislazione, è caratterizzata da aspetti specifici.
L’istruzione famigliare si svolge con azioni ed atteggiamenti, in tempi e spazi, che valorizzano appieno la peculiarità di ogni giovane e ne promuovono una aperta e proficua socialità, cogliendo le direttive contenute nel fondamentale documento del ministero “linee guida per la formazione del curricolo”. Di questo deve tener conto qualsiasi tipo di accertamento che si voglia coerente.

Le famiglie in istruzione parentale si impegnano nel dare corpo ad un rinnovato atteggiamento di responsabilità genitoriale; oltre che auspicare, cercano un nuovo rapporto con le istituzioni e con la scuola in particolare. La ricerca è quella di una situazione in cui le risorse virtuose e reciproche possano trovare sinergie e scambi di progettualità. In alcuni casi fortunati questo, in una certa misura, già avviene. Naturalmente non è sufficiente affidarsi alla fortuna; per una società civile è un po’ poco.

Le azioni più potenti per il cambiamento sono l’educazione e l’istruzione; i primi soggetti chiamati a coltivare entrambe sono i genitori: art. 30 della costituzione,E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire e educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi d’incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

In queste stagioni di perturbazioni politiche di varia natura si rischia di perdere di vista la centralità ineludibile di questi argomenti, il gran chiasso di tante chiacchiere su temi fuorvianti non può costituire un facile alibi a fronte delle responsabilità che il mondo adulto ha comunque in capo.

Quotidianamente si registrano nuovi e sempre più allarmanti segnali della profonda crisi del sistema dell’educazione e dell’istruzione che coinvolge in prima persona famiglie, scuola, istituzioni varie civili e religiose, media, rete.

E’ altrettanto chiaro che l’uscita da questo stato di crisi non può avvenire  semplicemente su strade già battute con grandi insuccessi. Occorre ristrutturare l’impianto concettuale dell’essere famiglia come quello dell’essere scuola, così come per tutti gli attori del sistema.
Senza questo passaggio onesto e faticoso da parte di tutti, è difficile negare che vivremo conseguenze catastrofiche in tutti gli ambiti del vivere naturale e civile.

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