Se le persone di riferimento permettono il suo gioco, il bambino si lascia andare senza freno e crede in ciò che fa. Non lo giudica, né lo mette in dubbio. Allora questo gioco svolgerà un ruolo importante nella sua vita. Sperimenterà così atti non dettati dalla ragione, il cui risultato non sono opere… Senza manipolazioni, questo gioco entrerà nella sua realtà presente e, accettando la traccia nella sua realtà definitiva ed indiscutibile, il bambino si libera da ogni dipendenza.

Quando viene accordata al bambino una simile possibilità di non essere dipendente? Alcuni educatori la rifiutano perché non possono ammettere che il bambino faccia a meno del loro caritatevole aiuto. Non riescono ad immaginare di poter svolgere un ruolo utile accanto ad un bambino autonomo. Quanto si sbagliano! Nessuno ha detto loro che “servire” significa rispettare la realtà dell’altro mentre “insegnare” corrisponde ad ostacolarla?

ARNO STERN – Felice come un bambino che dipinge – Armando editore 2006

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Insegnare o servire?

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