Il virus Corona ha spinto e sta spingendo il sistema dell’educazione “sull’orlo di una crisi di nervi”.

I provvedimenti in atto stanno inducendo i principali attori presenti sulla scena dell’educazione e dell’istruzione (la famiglia, la scuola, e le varie agenzie culturali) a confrontarsi con una realtà “nuova”.

Le famiglie sono chiamate a ri-trovare capacità nel praticare quotidianamente e fruttuosamente  relazioni intergenerazionali positive.

La scuola è chiamata a rivedere e rimodulare in maniera significativa il proprio ruolo e le proprie modalità operative.

Le altre agenzie culturali ed amministrative pure si trovano di fronte alla condizione di dover erogare dei servizi a soggetti la cui dislocazione  è capillare e massimamente decentrata fino a coincidere con le singole dimore di ogni utente.

La famiglia si trova nella urgente necessità di praticare quell’esercizio di empatia e di convivenza  di cui si è perso, in non pochi casi, l’allenamento.
La condivisione degli spazi, del tempo,  l’impegno ed il piacere di fare cose insieme nell’ambito familiare sono condizioni da cui non si può prescindere nella costruzione di una vita familiare  equilibrata.
Queste categorie, in questi decenni, sono state portate in discarica.
Ma il virus Corona, urgentemente, ha spinto a dover recuperare e rimettere in pristino queste attrezzature antiche e classiche della convivenza.

Non si tratta certo di prorogare concetti di famiglia oramai improponibili e che hanno trovato, in Italia, il loro ultimo stadio nel concetto di familismo; bensì di elaborare innovazioni che portino ad una modernità effettiva ed avanzata.
Senza rimanere impigliati nella retorica demagogica della contemporaneità e nella mistificazione fuorviante, si possono fare importanti passi avanti.

L’esperienza di numerose famiglie che da anni sono impegnate nell’esperienza dell’istruzione parentale/famigliare, può testimoniare come una modernità consapevole possa dar luogo a reali scenari nuovi e soprattutto di segno positivo.

La scuola in questa  bufera  si è vista costretta a scardinare  temporaneamente due  fondamenta della sua esistenza: la permanenza in uno stesso luogo e l’occupazione rigidamente scandita di uno stesso lasso di tempo da parte di una moltitudine di giovani divisi rigorosamente per classi d’età.

Teorie scientifiche acclarate mettono in evidenza come l’ambiente  e i tempi dell’apprendimento siano due categorie tra le più determinanti per la qualità dei risultati.

E’ altrettanto chiaro come in merito a queste categorie, si stia procrastinando oltre  la soglia della reversibilità un necessario ripensamento franco ed onesto.

Ma il virus Corona ha  infiammato questi organi del sistema concettuale su cui si fonda la scuola, portandone in evidenza, ad uno sguardo attento,  le gravi alterazioni  che contribuiscono  alle difficoltà  di cui soffriva e soffrirà anche dopo che l’emergenza sarà scemata.

Su questi aspetti , anche in Italia oramai vi sono esperienze significative di approcci all’apprendimento che dovrebbero esser presi in considerazione nella prospettiva di cercare e trovare  vie d’uscita,  oggi oltremodo indispensabili.

Nell’ambito dell’istruzione parentale/famigliare  queste tematiche sono al centro di riflessioni e pratiche quotidiane  che  stanno generando  fatti, realtà e sistemi concettuali che possono porsi  come concreto contributo di esperienze per un ammodernamento  del sistema.

Naturalmente non è una questione, semplicemente, di apparati tecnologici o di insegnamento a distanza attraverso internet e derivati.
Il virus Corona ha determinato le condizioni ed ha fatto toccare con mano come da un lato vi siano criticità enormi nel sistema e dall’altro come siano presenti delle opportunità e delle risorse per ristrutturare  e ammodernare lo stesso.

Sono necessarie almeno due condizioni: che le famiglie trovino le condizioni per tornare protagoniste  nelle proprie responsabilità e che le istituzioni escano da una certa aura di autoreferenzialità in cui si illudono di poter stare, innescando quindi un processo di creazione di cittadinanza matura come all’articolo 118 della Costituzione  si intende, dove pubblico e privato cercano e trovano un luogo di commisurazione delle proprie  peculiarità.

Sergio Leali

Virus corona: il sistema dell’educazione sull’orlo di una crisi di nervi

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