Egitto, lunedì 17 febbraio 2020.

 

La nostra famiglia è partita per un viaggio speciale.  Vi racconteremo tutto in una serie di 9 articoli, in cui ognuno di noi trascriverà le proprie avventure, le impressioni e le riflessioni.
Ci presentiamo:  siamo mamma Phoebe e papà Marco, i tre bambini Beniamino, Teodoro e Donatello e il nonno Elio.
In questa prima tappa arriviamo a Luxor, l’antica Tebe, che è stata per un lungo tempo la capitale dell’antico Egitto.
Siete pronti?  Si parte!!

 

Ci siamo svegliati tra le 4 e le 4:30, per andare all’aeroporto per raggiungere l’Egitto.  Era la prima volta che Donatello e Teodoro prendevano un aereo.  Nonostante le turbolenze, il volo è andato bene.  Dall’aereo abbiamo visto in lontananza il Gran Sasso, il Gargano, le saline, la costa del sud Italia, il mar Mediterraneo, il Peloponneso, Creta, la costa Africana, il deserto e i suoi canyon e i campi coltivati lungo le coste del Nilo, che erano rettangolari, rotondi e quadrati.

Al nostro arrivo a Luxor ci attendeva la nostra guida egiziana, che veniva da quella città.
Con un pullman siamo andati alla motonave Radamis II, che era ormeggiata al suo molo, sul grande fiume Nilo.  Questa motonave sarà la nostra casa per tutto il nostro viaggio.

Dopo esserci accomodati e aver pranzato abbondantemente, siamo andati a visitare due bellissimi e famosi templi:  quello di Karnak e quello di Luxor.

 

 

Il tempio di Karnak è molto molto grande e ha davvero tantissime colonne.  Dicono che sia il luogo di culto più esteso del mondo.
Ci sono tante sfingi più o meno alte come Teodoro.  Abbiamo anche visto due obelischi, quello di Hatchepsut e quello di Ramesses II.
Abbiamo anche visto un obelisco caduto, ma non sembrava proprio un obelisco, perché era sdraiato.
All’interno del tempio c’è anche un lago sacro dedicato a Mut, la moglie di Amon, il dio del sole nascente.
C’erano moltissime persone a visitare il tempio e noi eravamo in 34 del nostro gruppo italiano.

 

 

 

Il tempio di Luxor è più piccolo di quello di Karnak, ma più conservato.  I due templi sono collegati da un viale lungo 3 km, affiancato da sfingi per tutta la sua lunghezza.
Se conoscete l’obelisco nella Place della Concorde a Parigi, sappiate che viene da qui.  È il gemello dell’obelisco che vedete nella foto.
In questo tempio c’è una raffigurazione del dio Hapi, il dio del Nilo, che unifica il basso e l’alto Egitto.
Al giorno d’oggi in questo luogo c’è una moschea musulmana ancora in uso e in fondo al tempio c’è una antica chiesa ortodossa.

 

 

 

 

Dopo queste visite e dopo questa lunga giornata di viaggio ci riposiamo ben benino, domani ci aspetta un’altra bella giornata ricca di avventure e scoperte interessanti.

E ora la parola ai viaggiatori.

Marco:  Dal pullman si vedevano nei campi alcuni contadini che tagliavano le piante a mano.

Donatello:  Davanti al tempio di Karnak c’era un po’ di sabbia e c’erano dei sassi e io, Beniamino e Teodoro ci abbiamo giocato un po’.  Dal pullman ho visto dei carretti tirati da asini.

Elio:  La colazione la evitiamo, ma pranzo e cena sono stati interessanti.  Abbiamo visto tanti campi di banane.

Beniamino:  Quella mattina ero molto ansioso di arrivare sull’aereo, perché avevo paura di arrivare in ritardo.  Del buffet della nave, mi sono piaciuti molto i mix di verdura cruda e i dolci.  Nei campi che ho visto dal pullman c’erano tantissimi asinelli e molte case dei contadini.

Teodoro:  Dal pullman e dalla nave ho visto tanti tanti asini che tiravano carretti o carrozzelle e tantissime persone che andavano a piedi.  La maggior parte dei mezzi di trasporto erano scoperti, cioè non avevano la copertura.  Dalla nave e dal pullman ho visto anche tanti banani e tante palme.

Phoebe:  Sono stata stupita dai tanti posti di blocco della polizia che ho visto per strada.  La nostra guida è molto brava e ci dice molte cose interessanti.

 

Ci vediamo fra qualche giorno per la prossima tappa del nostro viaggio!

 

Per leggere altre storie di viaggi, seguite il link:  https://www.laifitalia.it/category/news/racconti-di-viaggio/
Egitto, 17 febbraio 2020

2 pensieri su “Egitto, 17 febbraio 2020

    • Phoebe Raye Carrara
      20 Marzo 2020, 10:45 alle
      Permalink

      Grazie Isabella!
      È bello condividere queste cose con tutti!
      Questi articoli li sto scrivendo con i miei figli ed è un bel lavoro di squadra e una rielaborazione molto interessante!!
      Ciao ciao

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