Egitto, venerdì 21 febbraio 2020.

 

La nostra famiglia è partita per un viaggio speciale.  Vi raccontiamo tutto in una serie di 9 articoli, in cui ognuno di noi trascrive le proprie avventure, le impressioni e le riflessioni.  Ci presentiamo:  siamo mamma Phoebe e papà Marco, i tre bambini Beniamino, Teodoro e Donatello e il nonno Elio.
Se non avete ancora letto il resto del nostro racconto, ecco dove trovarlo:  prima parte  –  seconda parte  –  terza parte  –  quarta parte.
In questa quinta tappa visitiamo il tempio di Abu Simbel e alcuni punti della città di Aswan.
Siete pronti?  Si parte!!

 

 

Ci siamo alzati alle ore 4.00, abbiamo preso il sacchettino della colazione e siamo usciti per prendere il pullman.  Da Aswan abbiamo attraversato ancora la vecchia diga e siamo entrati nel deserto, percorrendo una strada poco trafficata.

Ad un certo punto, quando era l’alba, ci siamo fermati ad un “autogrill”.  Era fatto con delle canne che tenevano su una copertura di giunchi e sotto nel centro c’era una grande pietra e delle panchine di pietra coperte di tessuti.  Qui ci siamo fermati un attimo per fare delle foto al sole dell’alba e al deserto e per godere di questo insolito luogo.

Poi siamo risaliti sul pullman e abbiamo viaggiato fino al tempio di Abu Simbel.

 

 

 

 

Quando siamo arrivati ad Abu Simbel, abbiamo visto il lago Nasser, il paesaggio roccioso e tanti turisti.

Il tempio di Abu Simbel ha una storia avvincente.  Infatti, dopo essere stato scoperto sommerso di sabbia e successivamente abbandonato, stava venendo quasi del tutto sommerso dall’acqua del lago Nasser, dopo la costruzione della seconda diga.  Quindi, come per il tempio di Philae, una squadra dell’Unesco si occupò di tagliarlo in blocchi e spostarlo su una collina costruita apposta per esso.

In realtà sono due i templi:  il tempio minore, dedicato a Nefertari, e il tempio maggiore, dedicato a Ramesses II.

Siamo entrati per primo nel tempio minore di Abu Simbel e dentro c’erano tanti dipinti, c’erano anche tante colonne e due stanze.

Sulla facciata ci sono sei statue, quattro di Ramesses II, una di Hator e una di Nefertari, la moglie preferita di Ramesses II.

Questo tempio fu costruito quando Nefertari morì e questo successe a metà del regno di Ramesses II.

Quando il faraone diventò più vecchio, decise di far costruire un altro tempio, interamente dedicato al dio Ra e a Ramesses II stesso, che si considerava ormai un dio.

Ora ci avviciniamo…

 

Ai lati dell’entrata ci sono quattro statue enormi del faraone sul trono.  Una di esse ha la testa per terra, non si sa esattamente perché sia lì.  Sopra l’entrata c’è un’incisione del dio Ra, il dio del sole.

Entrando ci si trova in una sala con 8 pilastri a forma del dio Osiride, il dio dell’oltretomba.
Su una parete c’è una raffigurazione della battaglia di Kadesh, avvenuta tra la Siria e l’Egitto.  In quella battaglia ci fu il primo trattato di pace conosciuto nella storia.
Nella capitale del regno siriano sono state rinvenute delle lettere provenienti da Nefertari e dirette alla sposa del governante.  Questo significa che le due regine erano diventate amiche.

Sull’altra parete di questa sala ci sono incise delle altre battaglie di Ramesses II contro la Nubia.  In fondo a questa sala ci sono delle camere con raffigurato Ramesses che fa delle offerte agli dei e perfino a se stesso.

Entrando nella prossima sala, c’è un’incisione che raffigura dei sacerdoti che trasportano una barca sacra.  In fondo c’è una stanza con incisi sull’ultima parete il dio Ptah (il dio creatore), il dio Amon (il dio del sole nascente), Ramesses II e la divinità dell’oscurità.
Due volte all’anno (il  21 ottobre e il 21 febbraio) il sole appena sorto illuminava il volto di Ramesses II in questa raffigurazione sul fondo del tempio.  Oggi questo succede con un giorno di ritardo, perché rimontando il tempio, ci fu uno spostamento leggero.  In questi giorni c’è troppa gente a vedere lo spettacolo e non si può entrare nel tempio.  Quindi siamo stati fortunati ad andarci in questo giorno e non nel successivo!

Dopo aver ammirato dentro e fuori questi luoghi e fatto un po’ di fotografie, ritorniamo al pullman e con esso alla motonave ad Aswan.

 

 

 

Nel pomeriggio, dopo aver riposato un pochino, alcuni di noi sono andati a fare un giro per la città di Aswan.  Abbiamo viaggiato con un calesse e abbiamo raggiunto una moschea molto caratteristica.  Qui ci siamo fermati per una visita e per ascoltare le preghiere musulmane.

 

 

Poi è stata la volta di andare verso una zona più commerciale.  Abbiamo fatto tappa in un negozio di spezie, in cui abbiamo ascoltato i prodigi delle erbe e degli aromi locali e fatto qualche acquisto, e in seguito abbiamo camminato attraverso il mercato, osservando le mercanzie e il modo di fare dei mercanti.

Alla fine di questa lunga giornata ci riposiamo ben benino.  Domani ci aspetta un’altra bella giornata in questo Egitto meraviglioso.

E ora la parola ai viaggiatori.

Beniamino:  Oggi è il compleanno di Ramesses II.  La testa di Ramesses II che era per terra ad Abu Simbel era molto grande:  pensate che il suo orecchio era quasi grande come mio fratello Donatello.  Entrando nelle sale con dentro inciso Ramesses che fa le offerte, scherzavamo sulle cose che offriva.  Per esempio:  due mozzarelle di bufala, un muffin, una piadina, una mortadella coi pistacchi, dei modellini della Tour Eiffel, dei soldatini, due grammofoni (che erano in realtà papiri).

Teodoro:  Vicino all’ingresso del tempio io e Beniamino abbiamo fatto finta di essere o cavalli o uomini.  L’uomo prendeva le redini del cavallo (la sciarpa) e lo faceva andare in giro.  Mi è piaciuto molto visitare i templi e giocare con Beniamino.

Donatello:  Io e Phoebe abbiamo fatto pranzo e poi siamo andati su in camera per lavarci.  Poi abbiamo giocato a correre sulla terrazza.  Io e Beniamino abbiamo giocato a fare la lotta.  Siamo scesi dalla terrazza e poi abbiamo fatto un paio di cose:  abbiamo fatto tutte le cose che abbiamo fatto.   (?!?)

Marco:  Ho accompagnato i bambini ad Abu Simbel.  Io e Teodoro abbiamo trovato una posizione comoda per dormire sul pullman.  Abu Simbel è un bel tempio, ma ha un’atmosfera un po’ strana.  Ad Abu Simbel c’erano dei guardiani che avevano delle chiavi a forma di chiave della vita, molto grandi, e ovviamente volevano farsi fotografare con quelle chiavi in mano…  I mercanti egiziani mi fanno tutti una bella impressione.  Mi piacerebbe molto essere capace di contrattare con loro:  instaurare un rapporto giocoso e fare magari dei begli affari!

Phoebe:  Stamattina io e Donatello siamo rimasti sulla motonave, ci siamo alzati con calma e abbiamo fatto colazione mentre gli altri erano in viaggio per Abu Simbel.  Poi siamo stati un po’ sulla terrazza a leggere e disegnare, ma siccome siamo ormeggiati di fianco ad una strada molto trafficata, c’era molto odore di smog e non era troppo piacevole stare qui, anche se ogni tanto c’era una leggera brezza che puliva l’aria.  Nel pomeriggio, dopo una bella pennichella, siamo andati io, Marco e Donatello a fare un giro in carrozza nella città di Aswan e abbiamo comprato delle spezie e una borsa fatta di palma da dattero intrecciata.  È stata una bella giornata rilassante e gradevole.  È un peccato però vedere tanta spazzatura e povertà in giro.  Abbiamo imparato che per i musulmani il giorno santo è il venerdì.

 

Ci vediamo fra qualche giorno per la prossima tappa del nostro viaggio!
Se non avete ancora letto il resto del nostro racconto, ecco dove trovarlo:  prima parte  –  seconda parte  –  terza parte  –  quarta parte.

 

Per leggere altre storie di viaggi, seguite il link:  https://www.laifitalia.it/category/news/racconti-di-viaggio/
Egitto, 21 febbraio 2020

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