In questo resoconto troverete alcuni spunti utili per conoscere un po’ meglio la realtà dell’istruzione famigliare/homeschooling. Questa seconda serata nella quale ci ha ospitato l’associazione Chi Rho intendeva proseguire nell’approfondimento dell’argomento “Homeschooling: Conoscere l’istruzione famigliare. Un approccio possibile all’apprendimento”. Ovviamente, non è possibile essere esaustivi con un tema così ampio e variegato che esalta tutte le diversità delle persone e delle famiglie!

Ringraziamo nuovamente tutti, organizzatori e partecipanti, per questa opportunità di divulgare la cultura dell’istruzione famigliare.

Nella prima serata abbiamo dato alcune indicazioni generali sul tema homeschooling/istruzione famigliare. Chi non avesse avuto la possibilità di partecipare, può trovare il resoconto della serata a questo link e la registrazione video sul canale You Tube di Laif.

In questa seconda serata, oltre a sottolineare le sfide/opportunità e i cambiamenti che può comportare questa scelta, abbiamo dato più spazio alla realtà quotidiana del vivere l’istruzione famigliare con una testimonianza di Michela Bellia. Troverete anche verso la fine di questo articolo link utili che sono stati dati in risposta ad alcune domande poste durante la serata.

Ricordiamo, che l’argomento che stiamo trattando NON è quello delle scuole parentali, bensì di istruzione famigliare o homeschooling. Una scelta che implica la responsabilità dei genitori nel sostenere personalmente il percorso di crescita e istruzione dei bambini. 

Per iniziare con l’istruzione famigliare credo sia importante sottolineare che non c’è solo la fase burocratica del capire cosa devo fare, quando, quali moduli mi servono… Infatti, ci vuole anche un percorso di maturazione personale e famigliare. E’ molto importante: conoscere bene la nostra famiglia, i nostri figli, noi stessi in quanto genitori, le nostre priorità… poi, studiare e approfondire l’argomento, raccogliere informazioni ed esperienze da parte di famiglie che stanno già praticando…

Sappiate che non c’entra niente con la didattica a distanza vissuta in quarantena, chiusi in casa davanti a lezioni online! Anche per noi homeschoolers, per esempio, la quarantena ha limitato le opportunità di apprendimento nella comunità e nel mondo, anche se per la maggior parte non hanno avuto difficoltà nel viverla perché la famiglia era già organizzata per l’apprendimento e la vita in comune, sfruttando le occasioni della vita quotidiana come motore per un apprendimento costante!

Come avevamo già spiegato, NON c’è UN modo di fare homeschooling. Ogni famiglia è diversa, ogni bambino è diverso e tutto fluisce e cambia nel tempo. Praticare l’istruzione famigliare è simile ad un vero e proprio “laboratorio famigliare”, è uno stile di vita, non è una scuola alternativa, c’è molto di più.

conoscere l'istruzione famigliare immagine

Ecco perché in questa scelta molto spesso ci vuole un enorme lavoro su di noi genitori in primis:

  • Infatti, spesso si notano i limiti dell’istruzione “io insegno – tu apprendi – io verifico”, senza lo spauracchio dei voti, delle note… Quando i bambini non sono interessati non si può “lavorare” in modo sereno e proficuo. Ovviamente tutto dipende molto dai bambini e dalla famiglia, ma spesso questo può risvegliare la necessità di trovare altre strade per apprendere con entusiasmo!
  • Per noi genitori è dunque necessario rompere gli schemi e le abitudini che abbiamo ricevuto noi stessi nella nostra educazione e istruzione. Per primi dobbiamo studiare: ma non si parla solo di materie da ripassare! … si parla di aprirsi ad altri punti di vista per comprendere i bambini e guardarli con occhi nuovi!

Per chi dovesse essere interessato ad approfondire, trovate una ricca bibliografia e sitografia a questo link

La differenza principale in questa scelta la troviamo nella possibilità di partire dai bambini / ragazzi per costruire un percorso di apprendimento personalizzato.

Per chi sceglie di partire da loro, nascerà la possibilità di sperimentare un apprendimento fluido e naturale, con passione, entusiasmo e in modo profondo e duraturo. Infatti, l’insegnamento che arriva da fuori sembra più rapido, però è più superficiale. L’apprendimento che parte da dentro può essere più lento, ma si ancora in profondità grazie alla motivazione e alle emozioni positive! Diventa un apprendimento ricco, attraverso l’esperienza, la vita…

  • Tutto ciò implica che i genitori devono avere più fiducia nei propri figli
  • Molto spesso, in queste esperienze , si capiscono i limiti dei voti e del giudizio. La maggior parte delle famiglie non guarda più il risultato fine a se stesso… si osservano i progressi, l’interesse messo nelle attività, lo spirito di iniziativa nei momenti di difficoltà…

Molto spesso, prima di fare questa scelta ogni genitore si chiede: “sarò in grado di insegnare ai miei figli?” Siamo bloccati dalla rigidità dei nostri pensieri!

Sapete secondo me qual è la cosa più difficile per noi genitori?
Ammettere con umiltà che sono i nostri figli ad insegnare a noi!! Sono loro a farci crescere se abbiamo fiducia in loro! Ci mettono alla prova e noi dobbiamo metterci in gioco!

Ci obbligano a capire che a volte sbagliamo e loro invece, sentono già come trovare le soluzioni. Ci spingono ad elasticizzare la nostra mente e a “tornare bambini e creativi”! La scelta di stare con i propri figli implica per forza grandi cambiamenti!

Sono esperienze e opportunità bellissime, però ci sono anche molte sfide positive! Si dovrà scegliere quali sono le priorità in famiglia per riuscire ad organizzarsi (quale lavoro, in cosa investire, risparmiare…). Si cambia mentalità, si cambia stile di vita.

TUTTO DIPENDERA’ DA OGNI FAMIGLIA, DA OGNI BAMBINO!!

La nostra stessa famiglia in 5 anni ha cambiato modalità di vivere l’esperienza praticamente ogni anno… seguendo l’evoluzione dei bambini, ma anche una nuova comprensione da parte di noi genitori. Siamo passati dal voler “insegnare” con il gioco per poi capire che non eravamo noi a dover insegnare, ma che già dalle loro iniziative e i loro interessi nasceva l’apprendimento. Siamo passati dal seguire le materie in modo diviso, per poi passare ad una visione pluridisciplinare…

Indicazioni Ministeriali del 2012:

“Le discipline, così come noi le conosciamo,
sono state storicamente separate l’una dall’altra da confini convenzionali che non hanno alcun riscontro con l’unitarietà tipica dei processi di apprendimento.
Ogni persona, a scuola come nella vita, impara infatti attingendo liberamente dalla sua esperienza, dalle conoscenze o dalle discipline, elaborandole con un’attività continua e autonoma”

L’organizzazione del curriculo – Aree disciplinari e discipline

La testimonianza di Michela BELLIA ci ha dato in questa seconda serata un assaggio di ciò che può essere un esempio di esperienza di istruzione famigliare:

“La mia umile testimonianza di mamma home schooler al quinto anno si basa su una importante premessa (più importante della testimonianza stessa).

La premessa è questa: la scelta dell’istruzione parentale è una grande occasione, prima di tutto per i genitori. Se osservi i tuoi figli, li osservi veramente momento per momento, giorno per giorno, vedi come essi siano in continuo mutamento.

Questo significa che quello che va bene oggi non andava bene ieri e potrebbe non andare bene domani.

Questo significa ancora che la scelta di vivere in toto i propri figli è un costante allenamento a rimanere nel momento presente.

Ecco perché la mia testimonianza su “come facciamo home schooling” ha un’importanza relativa, in realtà sono milioni i modi di fare istruzione parentale, non ce n’è uno giusto e uno sbagliato, cambiano in base alla famiglia, ai figli, al momento che vivono, al momento che viviamo e così via.

Aggiungo che scegliere di vivere completamente la propria famiglia è un’avventura senza confronto, svegliarsi ogni mattina e ritrovarsi di fronte ai doni più immensi che l’Universo possa darci, i più grandi maestri che potessimo mai avere… beh è una cosa che si commenta da sola.

Detto questo, la sfida comporta chiaramente momenti difficili, momenti di “NON SO”, nei quali io mi sento caldamente invitata a restare, a differenza di una proposta strutturata, dove il percorso è prestabilito da qui a molti anni in avanti.

Restare con il “NON SO” significa “AVERE FEDE”, significa non sentirsi più “onnipotenti” o in grado di controllare tutto. La verità è che non è possibile essere totalmente al sicuro e controllare tutto.

Dopo questa importante premessa ecco come viviamo l’istruzione parentale, in questo momento, in poche parole.

Al primo posto una “programmazione” cioè un progetto annuale nel quale noi genitori ci chiediamo “chi siamo”, “chi sono le nostre figlie”, di cosa hanno bisogno, che cosa desideriamo per loro dal profondo del nostro cuore.

Fare un progetto e programmare gli aspetti tecnici della vita è un grande aiuto, non è una prigione, purché sia utilizzato come mezzo per fare meno fatica e non come un fine.

Questo progetto ci permette di organizzare il lavoro per tutto l’anno stando sempre aperti allo stesso tempo ai cambiamenti di ogni giorno, inoltre ci consente di interfacciarci con le istituzioni, chiedere un dialogo, fare l’accertamento di fine anno, eccetera.

Le due figlie (12 e 7 anni) sono molto diverse, non solo per età, perciò “lavorano” in modi differenti.

In primo luogo hanno a disposizione tanto tempo libero, il primo maestro in assoluto. Nel tempo libero possono imparare, esprimersi, insegnare, esercitarsi, e quant’altro. Il tempo libero è per me il fondamento base, nel quale semplicemente si permette ai loro semi di essere, svilupparsi, muoversi nel mondo e guardarsi attorno.

Io sento profondamente che il tempo libero va rispettato come un RITO SACRO, non vanno disturbate, e se c’è bisogno di interrompere si fa con il dovuto rispetto, lasciando che concludano quello che stanno facendo ed eventualmente rinviando la continuazione a più tardi.

Il tempo libero è una VERA SCUOLA, è il LORO LAVORO, per questo va garantito per primo.

Dopo questo, la figlia più grande ha una programmazione di studio con vari metodi (ce ne sono tantissimi, incluso quello classico con libri, schede, ecc.), al quale abbiamo accordato di dedicare una parte giornaliera, mentre la piccola per il momento sta imparando unicamente nel gioco, per gioco, per propria volontà e per imitazione, con l’aiuto della sorella più grande, per cui ha abbondantemente superato le aspettative classiche di apprendimento.

Il momento dell’”esame” finora è stato una occasione serena di confronto che aspettano con gioia, come un momento per mettersi in gioco e vivere un’emozione, perciò al momento presente siamo molto contenti, in primo luogo perché le vediamo profondamente felici.

Grazie, Michela.”

La registrazione di questa serata, di quella precedente e molto altro ancora si trova al link 

flyer conoscere l'istruzione famigliare

 

RISPOSTE AD ALCUNE DOMANDE NELLA CHAT (grazie alla collaborazione di Nunzia Vezzola Leali, insegnante e mamma homeschooler):

  • Spesso le persone si chiedono se non sono insegnanti, come possono essere all’altezza. E la socializzazione? La giornata tipo ?

Sono domande complesse e comprendono più aspetti. Cercando di dare qualche risposta, si può dire che il fatto di essere insegnante può essere più un problema che una ricchezza. La cosa importante è mettere il bambino al centro, con i suoi bisogni, le sue caratteristiche e le sue aspirazioni. I bambini sanno imparare ed hanno le risorse per farlo. E’ un istinto, apprendere è inevitabile. Poi, se veramente un genitore ritiene che ce ne sia bisogno, si può sempre ricorrere a delle lezioni o a dei corsi.

La socializzazione avviene, com’è naturale, nella società e nella comunità in cui la famiglia vive. Non è necessario che avvenga fra coetanei in modo esclusivo.

Come si è visto nella testimonianza, non esiste una giornata tipo. Tutto dipende dalle esigenze della famiglia e dai suoi componenti.

Per orari di studio e tempo libero: tutto dipende dall’organizzazione di ciascuna famiglia. Ci sono famiglie che fanno “scuola a casa” e altre che fanno “apprendimento libero (non strutturato)”.

  • Per alcune materie, come per esempio la scrittura, come possono imparare i bambini? Per imparare a scrivere in modo corretto, a livello ortografico e sintattico, bisogna avere qualcuno che queste materie le conosca bene?

Sulla scrittura, possiamo affermare chiaramente che non è così. Per nulla! Se fosse veramente così, non ci sarebbero probabilmente così tanti disgrafici, disortografici, adulti che sono stati a scuola per decenni e che fanno ancora errori di ortografia, punteggiatura, ecc. Se fosse vero, non ci si spiegherebbe come mai alla maturità, dopo 13 anni di scuola con esperti, i ragazzi (ormai adulti) abbiano ancora così tante difficoltà a scrivere e a capire un testo semplice, come dimostrano i test INVALSI dello scorso anno.

  • Come fare questo passaggio all’homeschooling con bambini che hanno già iniziato il percorso tradizionale e non vedono l’ora di tornare a scuola?

Sicuramente, è una scelta della quale bisogna parlare in famiglia. Spesso si crea la situazione (come nel caso della testimonianza di Michela) nella quale è proprio il bambino a desiderare il cambiamento, a non sentirsi a suo agio a scuola. In ogni caso, non dovrà per forza staccarsi dagli amici, li può vedere anche al di fuori della scuola. Ovviamente, saranno i genitori a dover capire se questa scelta deve essere fatta per necessità o per desiderio di un cambiamento. Molto dipende da come vive la situazione a scuola il bambino. 

Ulteriori spunti  su apprendimento e quotidianità ai link:

https://www.laifitalia.it/category/news/riflessioni-sull-apprendimento/

E anche https://www.laifitalia.it/category/news/homeschooling-in-pratica/

Sulla quotidianità: https://www.laifitalia.it/2020/04/29/come-gestire-la-quotidianita/

I genitori sono in grado di insegnare?: https://www.laifitalia.it/2020/03/05/i-genitori-sono-in-grado-di-insegnare-ai-propri-figli/

  • si può passare all’homeschooling strada facendo tipo a ottobre/novembre se la scuola dovesse prendere una “brutta piega”?

Sì. Sul piano burocratico si deve ritirare il bambino e contestualmente fare la dichiarazione di istruzione parentale al Dirigente e/o al Sindaco.

  • E’ fattibile iniziare l’istruzione famigliare in terza media quindi affrontare l’esame della terza media.

Sì è fattibile. Il tempo a disposizione a casa è maggiore per approfondire gli argomenti se confrontato alle lezioni in classe con rapporto 1 a 20/25 alunni. Inoltre, ci si può organizzare in modo personalizzato.

  • Come si possono trovare insegnanti di supporto per le lezioni?

Non ci sono elenchi per trovare insegnanti o corsi. In base alla zona nella quale si vive, si trovano i contatti, per passaparola. Spesso, se siamo nel flusso della nostra scelta arrivano gli aiuti e le opportunità giusti al momento giusto.

  •  La scuola del comune di residenza è tenuta a dare la possibilità di sostenere l’accertamento di fine anno? E’ utile durante l’anno instaurare un rapporto con il dirigente della scuola in vista della fine anno?

Sì, la scuola di residenza è tenuta a dare la possibilità di fare l’accertamento di fine anno e sicuramente è molto utile creare un dialogo costruttivo con il dirigente.

Il presidente LAIF, Sergio Leali, ha spiegato quanto sia importante affrontare il tema dell’accertamento annuale con una grande consapevolezza di ciò che significa questo appuntamento annuale. Si veda verso la fine della registrazione della serata (1 ora) la spiegazione dettagliata della posizione di LAIF, nei confronti di questa verifica annuale. LAIF infatti, propone varie possibilità per chi desidera effettuare un accertamento più consono al percorso seguito dal bambino. Il progetto di istruzione famigliare (portfolio) da presentare al dirigente è una tra le possibilità studiate e proposte da LAIF. Alcune famiglie sono riuscite a far valere questa proposta. Proposta di sperimentazione:  vedi link

Per l’accertamento annuale nulla di obbligatorio, ci sono le competenze europee e le linee guida ministeriali.
I test INVALSI per gli homeschooler non sono un problema, soprattutto se imparano in autonomia.

Bambini/fratellini di età diverse sono gestibili in contemporanea, anzi, si stimolano a vicenda. Naturalmente utile anche affiancarsi ad altri bambini; aiuta a sviluppare le competenze sociali.

  • Istruzione famigliare e lavoro?

Per conciliare l’homeschooling con il lavoro fuori casa è necessario stabilire bene quali sono le proprie priorità e fare delle scelte. Poi ci si organizza di conseguenza.

  • Sull’homeschooling alle superiori, ci sono esperienze diverse: alcuni ragazzi hanno proseguito con l’homeschooling; altri hanno scelto di ritornare a scuola.

E’ possibile seguirli da parte dei genitori anche alle superiori. Alcuni hanno fatto apprendimento non strutturato (autoguidato; https://www.laifitalia.it/faq/#4)_Come_si_attua_l%E2%80%99istruzione_famigliare) senza esami fino a quando hanno deciso di fare la maturità.

Quando hanno deciso di fare la maturità, si sono messi d’impegno ed hanno “recuperato” le conoscenze pregresse in un battibaleno senza problemi.

La stessa cosa succede a chi si inserisce alle superiori dopo un percorso di homeschooling. Sanno apprendere, sono socievoli, hanno un atteggiamento positivo e collaborativo con i docenti ed i compagni.

Homeschooling: un rapporto pubblicato dal Fraser Institute: https://www.laifitalia.it/2018/08/19/homeschooling/

https://www.laifitalia.it/2019/02/14/il-successo-dellhomeschooling/

Il Business Insider parla di homeschooling in questo articolo.

Seconda serata ospiti dell’associazione Chi Rho “Conoscere l’istruzione famigliare”

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