Monica ci ha inviato questo racconto della sua esperienza nel mondo dell’istruzione e della sentenza favorevole che riguarda la sua famiglia (e l’istruzione parentale in generale).

 

QUANDO IL SISTEMA TI INGHIOTTISCE ………. MA TU SEI PIU’ FORTE!

Mi chiamo Monica, ho tante primavere alle spalle ma mai avrei pensato che nelle ultime avrei acquisito competenze legali, mediche e di sopravvivenza come quando vivi nella giungla ma tu sei semplicemente in una città a vivere la tua esistenza come tante altre persone.

 

Tutto ha inizio a febbraio 2014 durante una riunione di persone che volevano combattere per i propri diritti e venne fuori la parola homeschooling. Io mamma di 3 figli minori di cui 2 in età scolare frequentanti le classi da sempre chiedo delucidazioni.  Mi spiegano che la Costituzione sancisce l’obbligo di istruzione ai minori e non di scolarizzazione … a voi quando lo avete scoperto che effetto ha fatto? Io e la mia amica ci siamo guardate e ci siamo poste un milione di domande , nonché la sorpresa e lo sgomento … figli in casa h24? Stiamo scherzando vero????  Tornando a casa ci confrontiamo e poi io, dentro la mia testa, mi impongo di saperne di più. Ai tempi il più piccolo dei miei figli aveva solo 2 anni ma dovevo cominciare a pensare all’iscrizione per la materna dell’anno successivo.

 

Esattamente un anno dopo, non trovando una materna che offrisse a mensa un’ opzione vegetale e che fosse elastica negli orari decidemmo di tenere il piccolo ancora a casa.  Nel frattempo io cominciavo a sentire che la scelta dell’istruzione a casa poteva essere una valida alternativa in merito al percorso del piccoletto.

 

Settembre 2015:

Primogenita iscritta al secondo anno di linguistico

Secondogenito iscritto al primo anno di medie

Terzogenito a casa

Mamma e papà che lavorano insieme in un’attività propria cominciano sempre più a sentire “pruriti” ad ogni richiesta delle due scuole dove frequentavano i  figli così a febbraio 2016, a compimento del 16esimo anno di vita nostra figlia decide di voler lasciare la scuola e noi la appoggiamo. Nel frattempo il secondogenito , sofferente da settembre di tutto quello che gli accadeva in classe, comincia a chiedere sempre più frequentemente di rimanere a casa … le assenze cominciavano ad accumularsi e lui a stare male … fine marzo lo ritiro da scuola e dichiaro l’inizio del percorso dell’istruzione parentale come da art. 30 e della Costituzione.

Stesso iter alle superiori per la grande.

Due settimane dopo la dirigente scolastica (DS) ci chiama a colloquio. Eravamo già stati informati telefonicamente che non era d’accordo e voleva parlarci. Io e mio marito ci presentiamo e lasciamo che lei ci dica cosa non andava nel nostro iter.  Candidamente ci ribatte che non potevamo farlo e che pretendeva un esame di verifica per giugno (2 mesi dopo) poiché la legge provinciale di Trento (regione a statuto autonomo) a differenza della legge nazionale dava un po’ più poteri di controllo ai dirigenti e quindi lei pretendeva l’esame di idoneità.

Le controbattiamo un secco rifiuto e lei ci dice che ci avrebbe mandato vigili e assistenti sociali.

 

10 giorni dopo , il 20/04/2016,  ci suonano a casa due vigili che chiedono come mai nostro figlio non andasse a scuola. Spieghiamo loro tutto e dichiariamo di aver fatto comunicazione alla scuola come da termini di legge. Ci riferiscono in forma confidenziale che la DS dell’istituto comprensivo in questione (a Rovereto) non era nuova a certe alzate di testa. Ci salutiamo cordialmente e una volta rientrati in casa io scrivo subito una Pec al sindaco di Rovereto di allora spiegando la nostra scelta e ciò che era appena avvenuto dimostrandoci aperti ad un dialogo. SILENZIO ASSOLUTO

 

Agosto 2017, altra regione, altra città  per noi, mi vedo notificare un atto giudiziario dove io e mio marito eravamo stati denunciati penalmente per non assolvimento dell’obbligo scolastico basandosi su un articolo del codice penale oramai quasi in disuso poiché modificato e ampliato negli anni. Provate a immaginare di leggere i vostri nomi in un atto dove un po’ tra le righe si dice che per la legge italiana non siete dei buoni genitori!!! E provate a immedesimarvi ancora una volta nel leggere che se pagate l’ammenda tutto finisce MA voi rimarrete con la fedina penale macchiata per due anni!!! OK OK non immedesimatevi è troppo brutto fidatevi! Studiate, studiate e siate sempre informati!!!

Ho contattato immediatamente un avvocato che si occupava di homeschooling e tutto quello che riesce a rispondermi è: “ Signora se non ha le forze per combattere e non può economicamente, paghi l’ammenda e tenga un profilo basso per due anni!” Avete capito perché vi dico di studiare ed essere informati? Perché se non avessi avuto un po’ di consapevolezza dei miei diritti e un fratello avvocato che voleva “salvare” sorella, cognato e nipoti forse non sarei qui a scrivervi tranquilla e raccontarvi ciò che può significare a volte uscire dagli schemi.

Mio fratello, l’avvocato Luca Salvoni, specializzato in altro settore, mi ha chiesto un resoconto breve su ciò che fosse avvenuto e poi ha scritto un’opposizione al decreto penale e lo ha depositato. Nei 13 mesi successivi ci siamo confrontati, ho studiato tanto e abbiamo integrato insieme ogni possibile opposizione fosse stato necessario. Il 4 ottobre 2018 io, mio marito e l’avvocatessa sostituta di mio fratello ci siamo trovati in tribunale a Rovereto e abbiamo affrontato uno dei passi importanti della ns vita genitoriale. ASSOLUZIONE COMPLETA perchè il reato non sussiste!!!  Grandissima gioia credetemi ma anche tanta voglia di riscatto. Sono stati troppo facilmente calpestati i nostri diritti e oltretutto dopo l’intervento dei vigili in casa, questi fecero un resoconto al comune che avviò l’iter della denuncia, e per legge, doveva essere comunicato anche a noi e invece, niente!!! Vi sembra possibile???

 

Oggi abitiamo in Veneto, appena arrivati ho incontrato un DS che, dopo aver provato ad inserire il piccolo in prima elementare con pessimi risultati mi disse lui stesso : “Signora se volete provare ci sono due alternative, la scuola Steineriana o un altro anno di istruzione parentale, decidete con calma poi me ne date comunicazione”.

Non sono tutti uguali ma di sceriffi ce ne sono molti. Studiate ed evitate di lasciare la vostra vita nelle mani di altri in modo completo. Non possiamo essere avvocati, dottori, architetti o poliziotti tutti in un sol colpo ma essere informati nei casi della vita in cui ci andiamo a trovare è sempre cosa buona e giusta!!!

Buona istruzione a tutti, in qualunque modo la vogliate portare avanti!

Monica

A questo link si trovano le motivazioni di un’altra sentenza favorevole all’istruzione parentale.

Sentenza favorevole a una famiglia in istruzione parentale

3 pensieri su “Sentenza favorevole a una famiglia in istruzione parentale

  • 23 Luglio 2020, 00:59 alle
    Permalink

    È possibile avere un contatto privato con la famiglia? Grazie

    Rispondi
    • 26 Luglio 2020, 14:33 alle
      Permalink

      Salvatore buongiorno sono Monica e se vuole contattarmi può farlo all’indirizzo email: [email protected]

      Chiunque voglia contattarci può usare l’email sopra.
      Grazie

      Rispondi
      • 4 Settembre 2020, 08:21 alle
        Permalink

        Gentile Monica. Ti ho inviato una mail per chiederti se per favore mi potresti inviare la sentenza. Sono una mamma sola e il padre di mio figlio mi ha citata in tribunale per costringermi a mandare il bambino a scuola ma io voglio fare homeschooling. La cosa importante è che il bimbo stesso che vuole l’istruzione a casa come abbiamo gia cominciato a fare da tre anni e ha amici che lo fanno già! Per favore puoi aiutarmi? grazie mille. Michela

        Rispondi

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