I bambini fanno proprio il curriculum informale in maniera spontanea:

  1. Attraverso l’ascolto e il dialogo, le conversazioni e le domande. A famigliari, amici, parenti, conoscenti, guide, bibliotecarie e via discorrendo.
  2. Attraverso l’osservazione di quello che accade intorno a loro e la sperimentazione: fenomeni fisici o processi biologici, comportamenti ed atteggiamenti altrui, attività svolte da chi sta loro intorno, che pian piano potranno diventare oggetto di imitazione.
  3. Attraverso l’esplorazione mirata e la ricerca deliberata: su libri, manuali, tramite video o registrazioni, visite a musei, oppure in conversazioni orientate con chi è più esperto di loro.
  4. Attraverso il gioco, che è lo stratagemma usato da madre natura per permettere a molti mammiferi, incluso l’uomo, di esercitare ed affinare quegli istinti e quelle capacità che sono cruciali alla sopravvivenza della specie. Il gioco ha un potenziale pedagogico immenso, che spazia dalla dimensione fisico-motoria, a quella verbale, dalla creatività alle abilità psico-sociali, fino ad includere lezioni di base sulla convivenza democratica. A volte i bambini giocano da soli, e così facendo sviluppano la capacità di intrattenersi in modo autonomo e di gestire la solitudine, oppure giocano insieme, imparando ad andare d’accordo con i propri pari, a negoziare e trovare compromessi, ad ascoltare le esigenze di tutti. Il gioco è infatti tale se è equo e tutti si divertono, ma se ci sono soprusi o prevaricazioni le vittime non ci stanno più e se ne vanno, e il gioco finisce. Questa è una lezione fondamentale per la convivenza civile: per continuare a giocare, bisogna che chi partecipa si senta riconosciuto e rispettato.
  5. Attraverso la ripetizione e la pratica, che portano ad esplorare le possibilità insite in un soggetto, in una tecnica, in un esercizio e ad affinare la coordinazione fisico-motoria tanto nelle attività sportive che in quelle artistico-espressive, inclusa la musica.

Elena Piffero, socia LAIF e autrice del libro “Io imparo da solo”, per Terra Nuova Edizioni

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