Ciao! Anche se in questo periodo estivo preferisco fare giri in bici, oggi prenderò il tempo di presentarvi un animale incredibile che mi ha veramente sorpreso! Un po’ di tempo fa mi sono imbattuto in un documentario che parlava del Megalodonte e mi piacerebbe raccontarvi ciò che ho scoperto!

LO SAPEVI CHE

È esistito (forse esiste ancora) il MEGALODONTE?

Il Megalodonte è uno squalo dalle dimensioni pazzesche.

Un mostro marino realmente esistito fino a 3,6 milioni di anni fa.

Il megalodonte (o Carcharodon megalodon o Carcharocles megalodon), prende il nome dal formato dei suoi denti.

“MEGALON”, INFATTI, IN GRECO SIGNIFICA “GRANDE DENTE”

Dente di megalodonte (nero) comparato a due denti (bianchi) di grande squalo bianco su una scala centimetrica: il dente di megalodonte è lungo 13,5 cm, mentre quelli di squalo bianco tra i 2 e i 3 cm. Fonte Wikipedia

Si dice ormai che è una figura mitologica. Il Megalodonte è uno squalo dall’enorme formato ormai estinto da millenni secondo gli scienziati, ma che desta ancora incredibile fascino e interesse. Sono ancora molto numerosi i dibattiti e le ricerche sulla sua origine. Nei secoli, gli studiosi sono giunti alla conclusione che il Megalodonte sia un parente dell’attuale squalo bianco. Dai reperti recuperati è emersa una similitudine fisica per formato e per tipologia di dentizione, mentre altri studiosi sono certi di un’evoluzione convergente (“fenomeno per cui due organismi, anche lontani geneticamente, sviluppano strutture simili in risposta a stimoli ambientali simili”)

Il Megalodonte è vissuto nel periodo storico tra il Miocene e il Pliocene (le due epoche geologiche che compongono il Neogene), come riporta la datazione effettuata sui pochi reperti trovati (ovvero poche ossa e qualche dente). La riprova dell’esistenza di questa grandissima specie di squalo, è fornita dal ritrovamento di reperti archeologici che ne testimoniano senza dubbio la presenza.

La stima del suo formato è stata effettuata proprio valutando le dimensioni incredibili dei denti, che ne hanno permesso l’inserimento nel genere Carcharodon grazie alle somiglianze dentali con il grande squalo bianco. I suoi denti sono più grandi di una mano umana.

Dente di C. megalodon (AGASSIZ, 1843) rinvenuto nel deserto di Atacama (Miocene) fonte Wikipedia

 

 

I dati giunti fino a noi riportano un formato davvero maxi: il Megalodonte possedeva una lunghezza tra 15 e 20 metri, con un peso di circa 30 tonnellate, con denti di 17-20 centimetri.

Questo animale gigantesco può pesare quanto uno yacht di medie dimensioni. Queste misure incredibili sono sicuramente in linea con gli altri esemplari presenti durante quel periodo. La sua deve essere stata una forza sorprendente, in particolare quella dei denti, in grado anche di uccidere e cibarsi di balene. Una potenza accentuata anche dai movimenti laterali, del corpo tipici dello squalo comune, a fronte di un formato non certo irrilevante. I resti ritrovati presso le coste orientali degli Stati Uniti d’America e nei Caraibi hanno spinto gli studiosi a credere che le femmine del Megalodonte, per partorire, utilizzassero le baie protette dall’acqua più bassa e calda. Una zona più agevole per cacciare, crescere la prole fino all’indipendenza. Diffuso un po’ ovunque, sembra che questo maxi squalo abbia sempre amato le zone più temperate, dove cacciare le prede con maggiore facilità e velocità.

 

Con delle dimensioni così grandi, doveva avere anche un grande appetito!

Per sopravvivere, sembra che il Megalodonte mangiasse dai 600 ai 1.200 chilogrammi di cibo al giorno, in particolare piccole balene, tartarughe marine, sirenidi e pinguini preistorici. Sembrerebbe che avesse anche una particolare metodologia di attacco che partiva sempre dal basso: lo squalo si nascondeva sui fondali più scuri dove poteva mimetizzarsi con tranquillità. Individuata la preda, sferrava un forte colpo nella zona del ventre stordendola e azzannandola mortalmente.

Nonostante il formato, il Megalodonte probabilmente non era l’animale più imponente e ci saranno stati alcuni avversari marini, molto più grandi e intelligenti, in grado di scacciarlo e anche ucciderlo. Ecco forse uno dei perché della sua presunta estinzione. Malgrado ci siano tante leggende che circondano la sua figura, come gli improbabili avvistamenti degli ultimi anni, gli scienziati affermano che lo squalo dai maxi denti è ormai estinto da secoli.

Si suppone, che ad incidere sulla sua sopravvivenza sia stato il graduale raffreddamento globale, che avrebbe spinto molte delle sue prede verso posti lontani, lasciandolo solo nelle aree ancora calde ma con poco rifornimento. Si può immaginare che la difficoltà a riprodursi, la lentezza dei movimenti e una capacità organizzativa non particolarmente spiccata, ne hanno decretato il declino.

Ma chi può affermarlo veramente con i pochi indizi che ci ha lasciato?

Ma esiste ancora?

Molti dicono che gli avvistamenti che hanno fatto nascere leggende o programmi televisivi sono improbabili e non trovano nessun riscontro. Alcuni affermano che un animale amante delle acque basse e calde, e così grande, non sarebbe di certo sfuggito all’occhio umano e alla documentazione attuale.

Eppure ci sono diverse testimonianze che concordano su avvistamenti che dicono che l’animale sia ancora in vita. La superficie terrestre è ricoperta per il 71% d’acqua e gran parte degli oceani non sono stati ancora esplorati! Come possiamo essere così sicuri che non esista più?

Tra i vari filmati, il più recente testimonia un avvistamento tra le acque nella fossa delle Marianne. Il dubbio si è insinuato già dal 2013, quando alcuni filmati sono stati girati a bordo di un peschereccio a largo del Sud Africa.

Si pensa infatti che sia proprio il Sud Africa la zona in cui il grosso predatore abbia abitato per milioni di anni.

Sono in tanti a dubitare della sua estinzione e a chiedersi come sia possibile che il mare in grado di sfamare grossi cetacei come le balene, non sia stato in grado di garantire la sopravvivenza del Megalodonte. Ed è proprio da questa domanda che si è insinuato il dubbio: e se questo grosso predatore in realtà non si fosse mai estinto? Secondo alcuni, potrebbe essere l’origine di diversi disastri in mare. Dai filmati girati in aprile del 2013 dal peschereccio a largo del Sud Africa, sono emerse negli anni tante altre testimonianze, provate dal supporto di diversi video. Chi lo sa?

In ogni caso, ancora oggi, il Megalodonte è oggetto di studio e di curiosità.

 

Ricostruzione delle fauci del Megalodonte, all’American Museum of Natural History. Fonte Wikipedia

Utilizzando i reperti dei denti ritrovati, uno studio pubblicato su PeerJ, autorevole rivista scientifica, ha dato la “colpa” dell’estinzione del grosso predatore allo squalo bianco. I ricercatori, a sostegno di questa tesi, hanno riesaminato i fossili rinvenuti in California e in Messico, dove hanno trovato prove che indicherebbero il rapporto di antagonismo tra il Megalodonte e lo squalo bianco. Secondo le loro ricerche, quest’ultimo anche se più piccolo, è stato più agile e si è adattato con più naturalezza alle temperature più diverse.

Secondo me, per la mia grande curiosità e apertura alle varie probabilità, direi che nessuno ha la certezza assoluta (visto che non riusciamo a setacciare tutti gli oceani) che l’animale non esista più! Non è come per i dinosauri che erano su terra ferma che si può affermare che non ci siano più perché non li vediamo più!

Chissà forse in futuro qualche scienziato appassionato e convinto si metterà alla sua ricerca e potrà darci maggiori informazioni!!

Oppure, meglio ancora, mi piacerebbe che in futuro qualcuno inventasse una macchina del tempo per poter verificare tutte le teorie e supposizioni che sono state fatte su un passato che nessuno di noi ha mai visto realmente!

 

Gregory, undicenne in istruzione parentale

 

Potrai leggere altri articolo della mia rubrica “Lo sapevi che” qui

Incontro con il Megalodonte

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