Pubblichiamo un resoconto d’esame e di un rapporto con la scuola felliniani, nella speranza che esperienze di questo tipo non abbiano a ripetersi.

Per una migliore comprensione di alcuni fatti qui sotto descritti, è utile sapere che Nino è trilingue (Italiano, Spagnolo e Portoghese) ed è l’ideatore e l’autore del progetto “parlo per il mare” .

E’ inoltre il co-protagonista di questo video-testimonianza sull’istruzione famigliare, è la voce narrante e uno dei tre autori del progetto Yo vivo aquì, realizzato in collaborazione con il CEIP (Centro de Educación Infantil y Primaria’ de Portosín, La Coruña, Galicia). Nino è anche autore di racconti (si veda l’intervista) e di molti altri video che si trovano al Canale Youtube di Educazione Creativa e a quello del Progetto Oià.

Resoconto della verifica di istruzione familiare di Nino (dalla prima alla seconda media…).

Qui, intendiamo raccontare in sintesi ciò che la nostra famiglia, in istruzione parentale, ha vissuto nella relazione con l’istituto scolastico statale vigilante, nel 2019/2020 in Sardegna.
Evitiamo di menzionare nomi o luoghi, mantenendo l’essenziale che desideriamo condividere con i soci LAIF e tutte le famiglie in istruzione parentale.

…………………….

21 GIUGNO 2019
Consegna a mano, al protocollo dell’istituto scolastico e al protocollo del Sindaco, della dichiarazione annuale di istruzione parentale, con tutti i documenti allegati.
La segreteria dell’istituto rifiuta il protocollo, se non accompagnato dall’iscrizione alla scuola.
Trattativa non risolta, rimane in sospeso.

SETTEMBRE 2019
Inizia la scuola. 5 giorni dopo, in internet, si scopre che il ragazzo è iscritto in una classe, 1G, e ha 5 giorni di assenze ingiustificate.
Si richiede il ritiro dalla scuola. La scuola rifiuta il ritiro e propone una forma ibrida, di iscrizione alla scuola in forma di istruzione parentale.
Mediazione non riuscita. Il dirigente non riceve appuntamento, nonostante le ripetute richieste.

FEBBRAIO/MARZO 2020
LOCKDOWN.
23/04/2020
Comunicazione al dirigente dell’istituto scolastico per la disponibilità alla verifica/accertamento per
l’istruzione del proprio figlio. Alla comunicazione si allega il programma personalizzato dell’istruzione familiare.
Nessuna risposta.

07/05/2020
Rinvio della comunicazione e programma personalizzato.
Nessuna risposta.

29/05/2020
Ricevuta la convocazione per l’ammissione all’esame di idoneità, classe 1, scuola secondaria 1 grado, (richiesta istruzione parentale) da realizzarsi nell’ultima settimana di agosto, entro il 1 settembre 2020.

31/08/2020
Ricevuta la telefonata di un’insegnante incaricata dell’esame di idoneità dall’istituto, che sarebbe dovuto realizzarsi il giorno dopo ma, per loro impegni, comunicano la nuova data per l’esame: 4/09/2020, alle ore 11:00. Si propone che l’accertamento venga realizzato tenendo conto del programma personalizzato di istruzione familiare.
Pochi minuti dopo, una seconda telefonata della stessa insegnante, per comunicare che la scuola intende realizzare una prova scritta di italiano, di matematica e di inglese, basandosi sclusivamente sul programma scolastico. Per concludere, afferma che sarà l’unica presenza alla commissione di questo esame. Ci si accorda per portare anche il programma personalizzato e altri materiali, utili a facilitare l’accertamento.

1/09
L’insegnante richiama telefonicamente per confermare l’esame per il giorno 4/09 alle 11:00 e ricorda nuovamente come sarà realizzato.

4/09
Ci si presenta all’istituto per la verifica alle 10:30. Alle 10:45, il preside della scuola comunica che
l’insegnante non è presente e invita a tornare il giorno 7 lunedì, dove personalmente si occuperà di
realizzare una commissione con un altri 3 insegnanti. Preannuncia un esame di scritto e un colloquio, ma attinente al programma scolastico. Si comunica al preside l’esistenza del programma personalizzato.

5/09
Si riceve una e-mail di convocazione all’esame da tenersi in due giornate: 14 e 15/09, e dove si comunica la presenza di tutti i docenti della classe (1G) e che il primo giorno è previsto l’esame per iscritto e il secondo giorno un colloquio.
Si telefona al preside chiedendo di poter realizzare l’esame in una sola giornata, data l’attuale distanza dalla scuola. Il preside concede ma, sottolinea, più decisamente, che l’esame terrá presente esclusivamente il programma scolastico.

12/09
Il preside telefona per avere conferma della presenza all’esame e chiede se dovrà essere presente anche il docente di religione, essendo questa materia facoltativa.

14/09
Ore 11:20, ci si presenta alla verifica, che dalla scuola è considerato esame, ed entrando in una grande e capiente aula, si trovano oltre il preside, tutti i professori della 1 G.
Il figlio è fatto sedere ad un banco unico nel centro della sala, dinanzi a tutti gli insegnanti, i genitori sono invitati ad altre due sedie ad un lato, qualche metro lontano.
In anticipo, il preside spiega il procedimento dell’esame, ribadendo che sarà adeguato al programma scolastico, prova scritta e un colloquio a seguire, nello stesso giorno. Poi domanda ai genitori se vorranno continuare con l’istruzione parentale, perché ritiene che si dovrà rivalutare il programma personale perché sia adeguato a quello scolastico.
Il figlio viene sottoposto all’esame scolastico di contenuti, di italiano, della durata di circa un’ora, dinanzi a tutti i docenti in silenzio, con alcuni di loro intenti a visionare i materiali a loro consegnati, senza che mai siano stati oggetto di riferimento per l’esame, se non per critiche sulle differenze di programma.
I brevi sostegni, richiesti dal figlio, dove non era a conoscenza dei termini scolastici, sono assolti con distacco e critica, anche rivolte ai genitori.
A metà prova viene concesso di abbassare la mascherina, per meglio respirare, dato il grande caldo nella sala, essendo comunque a distanza di sicurezza.
L’esame procede con la prova di matematica per iscritto, con la medesima postura di distacco. A seguire, per iscritto, una prova di inglese e, senza aver preavvisato la famiglia, una prova per iscritto di francese.
Il colloquio è aperto dal preside che, ignorando tutto il materiale consegnato dalla famiglia e il programma personalizzato di istruzione familiare, concentra le sue domande su questioni relative a una visione critica dell’istruzione familiare, condivisa dagli insegnanti presenti, investigando sulle amicizie, sugli interessi personali e sulla visione del proprio futuro, ironizzando sull’assenza della direzione che si trova in un percorso scolastico.
Concluse le prove, un’insegnante si avvicina alla famiglia e, con tono di rimprovero, rimarca che si
sarebbero dovuti attenere al programma scolastico, soprattutto per quello che riguarda la sua materia.
Al termine, la famiglia ringrazia tutti apertamente, ma non avendo avuto risposta, ripete il ringraziamento e il preside li congeda frettolosamente, dicendo che si sarebbe fatto sentire telefonicamente.

17/09/2020
Si telefona al preside per avere conferma sull’esito, e il preside resta evasivo.
Immediatamente dopo, si invia una raccomandata in PEC, per il ritiro dalla scuola, la comunicazione di istruzione familiare per l’anno 2020/21 e l’autocertificazione. Si protocolla la stessa comunicazione anche all’ufficio del Sindaco del Municipio.

18/09/2020
Il preside chiama per annunciare il passaggio alla classe successiva, senza nessuna comunicazione riferita alle prove sostenute, e che si attende che la famiglia iscriva il figlio alla scuola, a prescindere dalla scelta di istruzione parentale.

CONCLUSIONI PERSONALI

LA MAMMA
È stata una grande confusione burocratica a partire dall’iscrizione, che è incompatibile con l’istruzione familiare. Comprendo la disconoscenza sulle normative, ma voglio sottolineare che in un accertamento, in una valutazione realizzata in tale forma, è difficile riconoscere le competenze di un bambino/ragazzo, e il proprio creativo modo di apprendere. In questa esperienza ho imparato come pensa e agisce la scuola, ma forse, la scuola, ha perduto l’occasione di rapportarsi a qualcosa di nuovo, che potrebbe esserle utile.
Inoltre ho rafforzato i principi che mi hanno portato a scegliere l’istruzione parentale, vedendo mio figlio disinvolto, con grande creatività e libertà, affrontare un esame scolastico per lui imprevedibile. Mio figlio non ha voluto consegnare un foglio in bianco e, pur non essendo a conoscenza delle due lingue richieste, ha usato la fantasia, senza perdere fiducia. Se prima di questo esame potevo avere qualche piccolo dubbio sull’apprendimento naturale (UNSCHOOL) ebbene ora mi sento assolutamente rilassata, e di questo sono grata.

IL FIGLIO
Il giorno dopo ho preferito rimuovere dai miei pensieri e dalla mia mente quell’esame. Non è stato affatto interessante. Non ho scambiato nulla e non ho potuto vedere nessuno in viso. Forse in qualche modo mi è servito, ma non so quale…

IL PAPA’
Essere padre, a volte più di altre, è davvero splendido. Sedersi a qualche metro dal proprio figlio, lasciato solo dinanzi a un esercito di sconosciuti mascherati perché da loro venga giudicato senza averlo mai visto né conosciuto prima e, dopo aver percorso con lui una lunghissima strada fatta di scelte e di esperienze, di passioni e di ricerche, di studio e di impegni, che lo avrebbero portato ad avere una propria e personale istruzione, la propria ferramenta con la quale lavorare alla propria Vita e poi, un lunedì, lasciarlo da sé di fronte a una sfida, perché possa essere utile al suo ritrovarsi, alla fede in sé, nonostante quella sfida non fosse prevista, nonostante quelle persone non fossero previste, nonostante quelle domande non fossero previste, questo è avventurarsi nella Vita.
E poi vederlo concentrato, impegnato, titubare un poco e poi capace subito di scivolare via, proprio come se tutta questa importanza non fosse affatto importante. Così come non contano quei risultati, per quel padre che ama profondamente quel figlio, che quel lunedì di un giorno di esame senza importanza, gli ha regalato un giorno splendido, da vivere insieme.

Per fortuna, le esperienze non sono tutte di questo tipo.

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