Alessia condivide con noi le varie esperienze d’esame della sua famiglia in questi ultimi tre anni.  Alla base, il desiderio di costruire un dialogo con i Dirigenti scolastici che attraverso un percorso di vari tentativi sta riuscendo finalmente a concretizzarsi.

Mi chiamo Alessia e vivo in Calabria con la mia famiglia: mio marito e 4 bimbi.

In questi anni abbiamo più volte provato ad aprire il dialogo con la nostra scuola di riferimento, proponendo degli incontri durante l’anno con gli insegnanti che avrebbero valutato poi a giugno l’idoneità. La collaborazione per una serie di fattori non è andata in porto.

Nel 2018 abbiamo richiesto l’idoneità alla terza primaria per nostra figlia Ecate che all’epoca aveva 7 anni.

Il giorno della prova il responso di mia figlia è stato positivo nei confronti delle insegnanti. “Gentili. Mi hanno aiutata”. Le hanno somministrato degli esercizi scritti di italiano e di matematica e hanno parlato un po’ della vita in campagna. La prova è durata poco meno di due ore. Il responso delle insegnanti, invece, voleva essere uno sprono a “farla mettere in pari con la matematica perché è indietro”. Il pensiero mi metteva ansia a momenti, i restanti momenti erano di fiducia nei confronti di mia figlia.

Confidando in un esame improntato in modo diverso e con la scusa che eravamo in viaggio per l’Italia, nel 2019, abbiamo preso contatti da gennaio con una scuola statale Montessori nelle Marche. 
Il giorno delle prove di idoneità alla quarta primaria abbiamo conosciuto genitori e bimbi di un progetto educativo libertario della zona, ma la moltitudine di bimbi ha creato una piccola confusione e mia figlia Ecate (che aveva 8 anni) è stata valutata in base al programma presentato dal progetto educativo, diverso dal nostro. Il commento di mia figlia comunque è stato: “Mi sono fatta due nuove amiche. Ci hanno interrogate assieme”. Dato il numero elevato di bambini, l’esame è stato sviluppato su due giorni: il primo hanno parlato di storia, il secondo gli è stata sottoposta una prova di matematica. Con le insegnanti non si è creata l’occasione per un confronto sul colloquio, ma l’idoneità è stata confermata.

Lo scorso anno (2020), su indicazione di una simpatizzante Homeschooler, abbiamo preso contatto con una scuola non troppo distante da noi. Stavolta all’idoneità c’erano entrambe le mie figlie grandi: Ecate 9 anni faceva l’idoneità alla quinta e Zoe 6 alla seconda.

Loro della prova hanno detto che è stata “troppo facile!”. È durata una mezz’oretta.

Mentre si svolgeva la prova ed essendomi trovata a mio agio nelle varie comunicazioni con la scuola, ho parlato con il dirigente proponendo una collaborazione per il prossimo anno. La sua risposta è stata: “È così che dovrebbe essere fra la famiglia e la scuola. Sentiamoci in autunno per concordare un calendario di incontri durante l’anno”. Lui ha sottolineato le difficoltà che crea il concetto stesso di valutazione, perché “come posso dare un voto a un bambino di 10 anni? Le sue predisposizioni sono la cosa più importante, non quanto ha memorizzato di un argomento.”

Con questi presupposti attendiamo lo sviluppo di questa collaborazione in divenire, ma siamo fiduciosi.

Alessia

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Una famiglia ci racconta le sue varie esperienze d’esame

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