Il Consiglio di Stato francese avrebbe rivisto alcuni aspetti importanti del disegno di legge del Presidente Macron contro l’homeschooling. Non si è ancora possibile cantar vittoria, ma certo la situazione presenta caratteri meno preoccupanti.

 

Abbiamo tradotto per voi il comunicato pubblicato l’8 dicembre 2020 sul sito dell’Associazione francese Les enfants d’abord:

 

Il 2 ottobre 2020, nell’ambito di un discorso sul “separatismo”, il Presidente della Repubblica (francese) ha annunciato la volontà di vietare l’istruzione parentale, che tuttavia rappresenta una libertà fondamentale ancorata al diritto francese da un secolo e mezzo.
Il  progetto preliminare di legge prevedeva così la soppressione dell’istruzione parentale, salvo rare eccezioni.

Sottoposti al Consiglio di Stato, gli articoli interessati, sono stati giudicati anticostituzionali, non giustificati e sproporzionati. Il governo avrebbe quindi rivisto la sua copia.

Tuttavia, pare che il progetto di legge che sarà presentato al Consiglio dei Ministri il prossimo 9 dicembre 2020 preveda sempre la soppressione della libera scelta dell’istruzione parentale per tutti, condizionando  l’esercizio di tale libertà ad una “autorizzazione”.

Una libertà fondamentale non può essere condizionata ad un’autorizzazione amministrativa.

In Francia, l’istruzione in seno alla famiglia, che prende le mosse dalla libertà di insegnamento, è un diritto garantito dalla Costituzione. L’esercizio di una libertà fondamentale non può tollerare alcun regime di autorizzazione preventiva, nel qual caso è il divieto che diventa la regola per difetto.

Condizionare il godimento di una libertà costituzionale ad un’autorizzazione amministrativa arbitraria non è compatibile con un funzionamento democratico.

Ogni bambino deve aver il diritto di studiare nell’ambiente che meglio gli si addice, senza essere stigmatizzato. Condizionare la scelta libera del modo di istruzione dei genitori ad alcune condizioni rispetto alla “situazione particolare del bambino” non sarebbe solo contrario ai trattati internazionali ratificati dalla Francia, ma anche particolarmente pericoloso ed arbitrario.

….

In democrazia, la libertà deve restare la regola, e la restrizione l’eccezione.

L’istruzione parentale contribuisce alla resilienza del sistema educativo, costituisce un autentico vivaio di innovazioni pedagogiche e contribuisce alla diversità educativa indispensabile al nostro Stato di diritto.

Le disposizioni che mirano a limitare tale libertà fondamentale non hanno nulla a che fare in un progetto di legge rispettoso dei principi repubblicani: devono essere soppresse.

Traduzione di Nunzia Vezzola

A questo link si trovano altre iniziative di LAIF a sostegno delle famiglie homeschooler francesi.

Il Consiglio di Stato frena Macron

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