Volentieri diffondiamo il comunicato stampa a firma delle principali associazioni francesi impegnate a salvare l’homeschooling, minacciato da una posizione miope e autoritaria.

Progetto di legge confortante il rispetto dei principi repubblicani (articolo 21): bisogna salvare l’istruzione parentale!

 

L’articolo 21 del progetto di legge confortante il rispetto dei principi repubblicani punta a sopprimere la libera scelta d’una delle modalità d’istruzione: quella familiare.

Questa restrizione della libertà senza fondamento oggettivo è contraria ai diritti fondamentali.

 

Riassunto (Punti chiave) della posizione comune

 

  • In Francia l’istruzione è obbligatoria, non la scuola. I genitori hanno la possibilità di delegare l’istruzione dei loro figli a un’istituto scolastico, o d’istruirli in seno alla famiglia.
  • L’educazione parentale è una libertà fondamentale ancorata nel diritto francese da un secolo e mezzo. In pratica essa concerne solo il 0,4 % dei bambini in età scolare, ma gioca un ruolo importante nella resilienza del sistema scolastico francese.
  • Il 2 ottobre 2020, nel contesto dell’annuncio di un progetto di legge sui “separatismi”, il presidente della repubblica ha annunciato di volere vietare l’istruzione parentale e rendere la frequentazione scolastica obbligatoria per tutti i bambini tra i 3 ed i 16 anni a partire dal prossimo anno scolastico (2021/22).
  • L’articolo 21 del progetto di legge confortante il rispetto dei principi repubblicani depositato all’Assemblée nationale il 9 dicembre 2020 conferma questa volontà. In caso di mancato rispetto dell’obbligo scolare si incorre una pena di 6 mesi di prigione e 7 500 euro di ammenda. Si ricorda che, in Germania, la legge ha reso la scuola obbligatoria (a partire dai 6 anni e non dai 3) sotto pena d’imprigionamento nel 1938.
  • La valutazione d’impatto della misura è deficitaria e piena di accuse che contraddicono l’insieme degli studi in scienze dell’educazione fatti sul soggetto dell’istruzione parentale.
  • L’obiettivo del governo è di ridurre drasticamente il numero dei bambini istruiti in famiglia, sottomettendo l’esercizio di questa libertà ad una autorizzazione preventiva.
  • Una  derogazione all’obbligo scolastico sarà ottenibile unicamente su autorizzazione dell’autorità statale competente, per un solo anno, e sotto condizioni molto restrittive.
  • Tra i motivi che possono essere invocati figura un doppio vincolo che stigmatizza certi bambini e lascia spazio all’arbitrarietà e alla discriminazione di certi genitori: “L’esistenza di una situazione particolare propria al bambino, sotto riserva che le persone che ne sono responsabili giustifichino la loro capacità a assumere l’istruzione parentale nel rispetto dell’interesse superiore del bambino”.
  • Con questo progetto di legge lo Stato aumenta il suo dominio sulla sfera privata, sostituendosi ai genitori per imporre la sua visione dell'”interesse superiore” del bambino.
  • Vietare l’istruzione parentale non è la risposta all’esistenza di forme clandestine d’indottrinamento fuori dal controllo dello Stato: il governo prende di mira il bersaglio sbagliato. Questo attacco sproporzionato alla libertà educativa è denunciato unanimemente.
  • Rivelatore dell’incoerenza delle giustificazioni avanzate dal governo per giustificare questa misura, un nuovo elemento linguistico, la paura di una “forma di separatismo sociale” ha fatto apparizione nella valutazione d’impatto del progetto di legge. Eppure i bambini istruiti in famiglia e i loro genitori sono perfettamente integrati alla società.
  • Gli studi scientifici mostrano che i bambini istruiti in famiglia sono particolarmente autonomi e capaci di adattarsi facilmente al sistema scolastico prima e al mondo del lavoro poi, quando scelgono di ritornare a scuola o di fare una formazione.
  • Se queste restrizioni fossero adottate, circa 30 000 bambini attualmente istruiti in famiglia non potranno più esserlo con certezza, ed è a volte la sola soluzione per dei bambini che soffrono a scuola a causa di un profilo atipico che non costituisce per forza un handicap riconosciuto, o in caso di malfunzionamento istituzionale.
  • Vietare l’educazione parentale tranne su derogazione costituirebbe un attacco ad una libertà che non sarebbe né adeguato ne proporzionato, e che genererebbe molte sofferenze e una perdita di possibilità per il nostro paese.
  • Difendere la libertà educativa e la diversità educativa , è anche difendere lo Stato di Diritto.
  • Contiamo sui deputati e senatori per sopprimere l’articolo 21 dal progetto di legge punto e basta. E’ liberticida e superfluo.

 

Parigi, il 14 dicembre 2020

Le associazioni, collettivi, fondazioni e gruppi firmatari del comunicato, tutti impegnati per salvare l’homeschooling francese:

L’association LED’A

L’association LAIA

L’association CISE

L’association UNIE

Le Collectif EELM

Le Collectif FELICIA

L’association PIEE

Le Collect’IEF

Enfance Libre

Autisme Espoir Vers L’Ecole

Cours PI

La Fondation pour l’école

Créer son école

Éduc France

Objectif Eurêka!

PEPsMagazine

Tutti i nostri comunicati stampa: vi troverete anche altri nostri contributi per salvare l’homeschooling in Francia.

Salvare l’homeschooling in Francia

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