Sono numerose le famiglie che in questo periodo si stanno chiedendo come predisporre un “programma svolto” in vista dell’esame o dell’accertamento di fine anno scolastico. I dubbi e le domande sono più che giustificate, anche perché la materia è veramente complessa.
Soffermiamoci innanzi tutto su alcuni concetti di base.
Il programma ministeriale non esiste più
La legge 59 del 15/03/1997, all’art. 21, stabilisce che i programmi di insegnamento non sono più dettati dal Ministero, ma devono essere costruiti sulla base delle Indicazioni nazionali per il curricolo. Questa legge è tuttora vigente.
Il legislatore dichiara esplicitamente il suo intento, che è quello di garantire il “… rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie e del diritto ad apprendere …” (comma 9).
Chiunque vi dovesse quindi chiedere di adeguare il vostro percorso di istruzione parentale ad un qualunque programma sarebbe in contrasto con il dettato delle Legge 59 del 1997. Se qualcuno supporta una posizione diversa sulla base di altre norme, dovrebbe comunicarvi gli estremi esatti dei suoi riferimenti.
In ogni caso, non esistono programmi dettati dal ministero e non vige la necessità di adeguarsi per forza ad obiettivi esterni.
Esistono, però, per ogni ordine e grado di istruzione, le Indicazioni nazionali per il curricolo.
Esse rappresentano la cornice entro cui spaziare nello sviluppo di un percorso di apprendimento rispettoso delle peculiarità di ciascun ragazzino.
Qualcuno obietta che sono molto generiche.
Ed è così. Infatti le Indicazioni nazionali sono delle linee guida, pensate per essere “interpretate”. Esse DEVONO essere contestualizzate, adattate alla situazione di quel bambino, in quella famiglia, in quel contesto di apprendimento, in quell’anno, ecc.
Diciamo che le Indicazioni nazionali sono …
- … come una cornice, dentro la quale disegniamo il nostro quadro, personale, unico, irripetibile, con i colori, i pennelli e le tecniche di cui dispone nostro figlio,
- … come un grande contenitore, pieno di palline colorate. E noi dobbiamo fare in modo che nostro figlio riesca ad afferrarne almeno il 50-60%, di colori diversi. Se poi ne prendiamo di più, meglio. Di meno, può anche andar bene, ma poi dobbiamo motivare la scelta.
Questo lavoro di contestualizzazione lo fanno i docenti, annualmente, per adeguare i loro interventi alla classe che gli si presenta. E a maggior ragione lo dobbiamo fare noi, genitori homeschooler.
Perciò, quando si trova scritto l’obiettivo “Leggere testi (narrativi, descrittivi, informativi), cogliendo l’argomento di cui si parla …”, sarà il genitore a dover precisare se suo figlio (che magari ama la lettura) è in grado di leggere dei libri, e quali, o se invece non è un lettore appassionato ma legge e capisce le ricette di cucina, o qualche breve fiaba o mito antico (testi narrativi), oppure altro.
Questa libertà/responsabilità che ci rende protagonisti è qualcosa di meraviglioso!
Certo, richiede lavoro, impegno, studio, consapevolezza. Ma è al tempo stesso l’avvio di un processo fantastico.
La responsabilità dell’istruzione è in capo ai genitori
Ovvero, tocca ai genitori operare tutte le scelte di fondo: da quella di mandare i figli alla scuola pubblica, o a quella privata, o di non mandarli a nessuna scuola, fino alla scelta del percorso di apprendimento: che lingua straniera imparare, se avvalersi dell’insegnamento della religione o meno, e così via.
Al momento di stilare il “programma” da presentare all’esame (o al colloquio di accertamento), siamo ancora noi genitori ad avere in mano il timone e a decidere quale tipo di approccio tenere. Il “programma” è infatti parte di tutto un sistema di scelte che abbiamo operato e che operiamo continuamente, in quanto genitori responsabili dell’istruzione dei nostri figli.
- Abbiamo lasciato nostro figlio libero di imparare secondo i propri ritmi e interessi? Abbiamo concordato con il Dirigente un colloquio per accertare l’assenza di evasione dal diritto-dovere di istruzione? Allora non scriveremo un “programma svolto” di tipo scolastico, ma piuttosto un “portfolio” o un resoconto del percorso di apprendimento durante gli ultimi mesi.
- Oppure abbiamo seguito il libro in adozione nella classe che nostro figlio non ha frequentato, ma che abbiamo considerato il nostro riferimento? Ci siamo allineati ai programmi della scuola in cui faremo l’esame? Abbiamo intenzione di iscrivere nostro figlio a scuola per l’anno scolastico successivo? Allora, se lo decideremo, potremo adottare anche la formula del “programma svolto”.
- O invece abbiamo tenuto un approccio intermedio, che da un lato non perde di vista gli obiettivi della scuola di riferimento, ma dall’altro li interpreta e sviluppa muovendo dalle caratteristiche del ragazzo in questione? Abbiamo approfondito a nostro piacimento (cioè a piacimento di nostro figlio), sorvolato su alcuni temi per i quali il giovane non era ancora pronto, abbiamo fatto collegamenti e connessioni, sviluppi interdisciplinari, intradisciplinari, pluridisciplinari, meta disciplinari …, relazionandoci sempre con gli stimoli che arrivano dal protagonista del percorso? Ebbene, nel nostro “programma” diremo esattamente questo.
Nel “programma” racconteremo come si è svolto il nostro il nostro anno di istruzione parentale!
Cosa si intende per “programma”?
Per comodità, continueremo ad utilizzare il termine “programma”, che appartiene al mondo scolastico e quindi è più immediatamente comprensibile, anche se naturalmente non intendiamo con ciò sempre e solo il “programma” scolastico, bensì tutta una galassia di possibili documenti e strumenti.
Il “programma” è il racconto sistematico e sintetico delle tappe principali dell’evoluzione del ragazzino in apprendimento: in esso si trovano riassunte le sue scoperte, le conquiste, le acquisizioni, le esperienze, le letture, le sue creazioni e tanto altro ancora.
Questo strumento contiene informazioni sul percorso effettivo del ragazzo. E’ indispensabile cercare di fornire una panoramica il più completa possibile del processo di apprendimento, in modo che chi legge possa farsene un’idea sufficientemente precisa.
A seconda del tipo di percorso che è stato svolto, del rapporto esistente con la scuola e dei progetti per il futuro, il genitore ha a sua disposizione diverse modalità e forme di “programma”:
- Per obiettivi/traguardi di apprendimento, sulla falsariga delle linee guida contenute nelle Indicazioni nazionali
- Per competenze, seguendo la traccia, ad esempio, delle cosiddette competenze chiave
- sotto forma di rassegna organica e documentata delle conquiste effettuate dal ragazzino negli ultimi mesi, in ordine cronologico e tematico: il portfolio
- Il programma scolastico, quindi organizzato per materie e riempito di contenuti/conoscenze (argomenti), abilità, competenze.
L’insegnamento della religione cattolica non deve essere necessariamente contemplato.
Non dimenticate invece l’insegnamento trasversale di educazione civica.
Come fare per stilare un “programma” in vista dell’esame?
Prima di passare all’aspetto operativo, è necessario quindi che la famiglia si interroghi sul tipo di approccio che vuole avere rispetto al “programma” e su come si pone rispetto al momento dell’”esame” o accertamento.
Il supporto, per tradizione, tende ad essere ancora prevalentemente cartaceo, anche se non è detto che qualche scuola accetti un “programma” in versione digitale.
A seconda delle scelte effettuate, il “programma” infatti si può redigere:
- ad esempio, declinando gli obiettivi ed i traguardi previsti dalle Indicazioni nazionali e descrivendo, per ognuno, come si è sviluppato il percorso del proprio figlio in ciascun ambito/materia; a questo proposito è importante ricordare che le Indicazioni nazionali non prevedono obiettivi/traguardi alla conclusione delle classi prima, seconda e quarta elementare, oltre che della prima e seconda media (questo per una volontà precisa del legislatore di rispettare i tempi di evoluzione dei ragazzini);
- oppure declinando le otto competenze chiave delle Raccomandazioni europee (2006 e stesure successive)
- o ancora come un portfolio, elencando competenze trasversali alle materie, ed anche alle aree, documentando il processo di apprendimento nelle sue fasi salienti e nei suoi momenti cruciali; a seconda dell’età del ragazzino, questo tipo di strumento potrà essere corredato da immagini, disegni, foto, realizzazioni in 3D, filmati, ecc.
- se l’adesione al curricolum scolastico è molto ampia, per una questione di praticità, sarà sufficiente, per ciascuna materia, fare l’elenco delle conoscenze, abilità e competenze che si sono sviluppate durante l’anno, con l’indicazione degli aspetti maggiormente approfonditi: spesso l’indice del libro di testo usato fornisce una fonte di ispirazione adeguata, ma anche i programmi svolti nella scuola in cui si sosterrà l’esame, oppure in altre scuole del territorio nazionale.
Una volta predisposto il “programma”, è opportuno chiedere un incontro con i docenti o il Dirigente per un confronto personale su questo documento.
Da ultimo vi ricordo che in area soci esistono delle ispirazioni per il portfolio e che martedì 23 febbraio 2021 si terrà una serata informativa su questo tema.
Salve, Abbiamo due figli in scuola parentela da quattro anni.
Però La nostra programma è Stata mandare i nomi dei libri di testo in quale mi figli hanno studiato.
Abbiamo cambiato scuola perché la scuola che avevamo non ci ha mai capiti non è mai stata d’accordo con noi E con la nostra scelta di non mandare i figli a scuola.
Adesso dovrei fare una programma vera. In questi anni non l’abbiamo mai fatto e non so come gestirla.
I ragazzi studiano dietro a una scuola che avevano frequentato da piccoli.
Cambiando la dirigente è anche i modi da fare che l’abbiamo saputi due settimane prima dell’esame hanno bocciato tutti e due i miei figli, Senza una ragione perché non è stata un esame di stato è stato Una interrogazione della loro vita di cosa fanno perché non vanno a scuola etc.
L’esame di matematica di prima media è stato di quindici minuti con tre esercizi che mio figlio andando in tilt Li ha cominciato e non ha finito neanche 1.
L’esame di italiano gli ha fatto scegliere tra una storia o una poesia che loro L’hanno chiamata una storia troppo piccola…. Tutto qua senza un esercizio di Gramatica per dare la possibilità di sbagliare e di fare bene.
Adesso mi trovo con paura e anche loro hanno una grande ansia per quello che gli ha capitato l’altranno.
Avrei bisogno di vedere una programma fatta di un’altra mamma così io riesco a andare dietro a quella scrivendo quello che hanno studiato i miei figli.
Ho paura di sbagliare e così la scuola fa quello che vuole come ha fatto anche l’altranno .
Grazie
Cordiali saluti
Fusaru Laura
Ciao Laura,
Quello che noi mettiamo a disposizione a tutti è il sito, che contiene una grande quantità di informazioni aggiornate: dalla normativa (comprese le Indicazioni nazionali per il curricolo), a risorse di vario genere (bibliografia, sitografia, modulistica, Vademecum, FAQ per vari target, ecc.), fino alle esperienze e riflessioni di altri homeschooler. Lì puoi certamente spaziare e trovare il materiale e le informazioni che ti servono per compilare il tuo piano didattico-educativo.
La consultazione di piani didattico-educativi, la consulenza personalizzata per la stesura dei documenti da inviare alla scuola, così come la partecipazione a serate informative su questi ed altri punti rientrano fra i servizi riservati ai soci LAIF.
La quota associativa è di 20€. Puoi iscriverti seguendo questo link: https://www.laifitalia.it/diventare-soci/.
A presto.
Salve, avrei bisogno di un informazione … il programma per le altre materie oltre che l italiano … può essere in inglese ? Grazie
Ciao Cristina,
Non puoi fare tutto in inglese, ma certamente puoi portare alcune parti in inglese, invocando il CLIL: https://www.laifitalia.it/homeschooling-alle-superiori-breve-introduzione/#clil.
Un saluto.