Questa volta vorrei condividere con voi alcune mie riflessioni. Io penso moltissimo. La mia testa è sempre piena di idee e tanti pensieri che a volte vorrei si riposasse un pò.

 

Ultimamente ho letto un libro che mi ha fatto riflettere sul tema delle relazioni, in particolare tra ragazzi adolescenti.

Si tratta di un libro che parla della differenza tra essere accettati dalle persone “accettabili” nella tua vita, scuola, società e avere il coraggio di accettare sè stessi nonostante tutto.

Ecco una nota finale dell’autrice che mi è piaciuta molto:

“But most of us have done things – unfair things – in the name of self-preservation. That’s the story I wanted to tell. Ryen hating who she was, trying to be different and trying to find a way for people to finally see her, but then discovering that she hates herself even more. Lying to yourself never moves you forward.

Thank you for reading (….) And to anyone out there who might’ve related to what some of the characters went through – just remember: it gets better, you are important, and you can’t be replaced.

Hang on. You’ll find your tribe”.

Penelope Douglas, tratto dal libro PUNK 57 (Young Adult Novel)

 

“Ma la maggior parte di noi ha fatto cose – cose ingiuste – nel nome dell’autoconservazione. Questa è la storia che volevo raccontare. Ryen odiando se stessa, cercando di essere diversa e cercando di trovare un modo per far sì che le persone la vedessero finalmente, ma poi scoprendo che odia se stessa ancora di più. Raccontare bugie a te stesso non ti fa mai andare avanti.”

Grazie per aver letto (…) E a chiunque là fuori che potrebbe essersi trovato in qualcosa che certi personaggi hanno passato –  ricordate semplicemente: andrà meglio, tu sei importante e non puoi essere rimpiazzato.

Tieni duro. Toverai la tua tribù”.

 

Molti parlano di socializzazione quando si parla dell’homeschooling, come se si preoccupassero che i ragazzi si sentano soli se non vanno a scuola. Ma nessuno si preoccupa dei ragazzi che si sentono soli anche in mezzo ad altri 20 coetanei. Sarà una questione di carattere, sarà il destino, ma non tutti vivono l’esperienza di una classe dove tutti sono amici come spesso si vede nei film.

Io sono piuttosto introversa e insicura, ma ho sempre legato amicizia quando ero piccola e più avanti ho sempre partecipato ad attività sportive di gruppo. Poi, quando sono cresciuta la mia idea di amicizia è sempre stata diversa da ciò che ho trovato, in particolare quando andavo a scuola alle elementari. C’erano sempre i gruppetti che lasciavano fuori gli altri, i “bulletti” che si credevano più forti e quelli che come me, non riuscivano a legare man mano che crescevano. E non è che non ci abbia provato.

Vi ho mai raccontato che facevo “impazzire” i miei genitori perché volevo organizzare feste in ogni momento dell’anno? La festa della primavera, del “bici club”, dell’arrivo dell’estate, ecc. Con tanto di torte e pizza fatte in casa e mia mamma iniziava a pensare che da grande sarei diventata organizzatrice di eventi di questo passo. I genitori chiedevano se fosse per il mio compleanno e rimanevano sorpresi di non dover portare nulla… era solo per trovarsi fuori da scuola, per giocare, divertirci, conoscerci meglio. Solo che questi tentativi non funzionavano per migliorare le relazioni in classe. Io ero piuttosto triste e delusa.

Poi, abbiamo scelto di fare homeschooling e lì ho incontrato amici nuovi, con i quali condividevo momenti di gioco e altri di attività più didattiche. Avevo anche amici che andavano ancora a scuola e soprattutto d’estate ci trovavamo, quando loro erano più liberi. Che bello stare insieme per condividere momenti di gioco senza la cornice della scuola che non dava il tempo per parlarsi e conoscersi.

Dopo aver iniziato l’homeschooling, crescendo, ho notato a volte la differenza tra chi andava a scuola e chi era in istruzione parentale. Ovviamente dipende molto anche dal carattere di ognuno, dall’ambiente nel quale si cresce.

Spesso, tra adolescenti homeschooler, ho notato per esempio che non c’è il confronto e il giudizio per i vestiti di marca, il nuovo cellulare o un voto oppure essere bravi o meno in una certa materia/attività ecc. Mi sembra di vedere che quando fai homeschooling la relazione crea le sue radici su altre cose più importanti: una passione, un’affinità, il desiderio di passare tempo insieme anche se abbiamo interessi diversi, la voglia di stare in natura o vivere momenti sereni di scambio.

A chi pensa che fare homeschooling sia come tenere i ragazzi sotto una “campana di vetro” dico: la vita ti propone le sfide lo stesso. Trova sempre un modo per farti crescere. Io sono sempre stata piuttosto insicura e ho trovato persone o ragazzi della mia età che mi hanno giudicata e umiliata lo stesso, anche se non ero a scuola. Ho incontrato ragazzi che senza neanche conoscerti, ti chiedono se sai le tabelline invece di chiederti quali sono i tuoi interessi, le tue passioni. Tutto è basato per loro sul “sapere di più, essere più bravi” e più cresci peggio è.

Lo ammetto, due anni fa stavo diventando così anch’io. Avevo talmente paura di non essere apprezzata e accettata per com’ero, che ho iniziato a comportarmi in modo diverso per sentirmi “parte di un gruppo”.

Mi sono trovata a deridere ragazzi che non conoscevo nemmeno, mentre i loro compagni parlavano di loro e li prendevano in giro perché bocciati o sfortunati. E io ho riso solo per non essere da meno… poi, più avanti nel tempo quando me ne sono resa conto, mi sono vergognata di me stessa!

L’adolescenza, si sa, non è un periodo semplice: vogliamo essere più sicuri di noi stessi, spesso non ci piacciamo come siamo, fingiamo di essere un’altra persona solo per essere accettati o alla moda. Ci creiamo delle maschere, che poi fanno ancora più male e sono pesanti da portare, perché non siamo noi. E prima o poi la facciata crollerà.

A chi mi ha ferita in passato (e chissà quante altre lezioni mi stanno aspettando) dico GRAZIE. Grazie perché mi avete fatto vedere aspetti di ciò che non voglio essere e sto capendo perché ci si comporta così in alcune situazioni.

Non voglio essere superficiale, materialista, giudicante… Ci sto lavorando e spero di riuscire nel mio intento per poter incontrare le persone cercando di conoscerle veramente, guardare le situazioni da più punti di vista, essere in empatia con il prossimo.

Vi saprò dire più avanti negli anni se ci riuscirò e troverò la mia tribù.

Un abbraccio virtuale a tutti

XoXo

Rory & Timo

 

Aurora, quattordicenne in istruzione parentale

 

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Riflessione sulle relazioni

6 pensieri su “Riflessione sulle relazioni

  • 5 Marzo 2021, 20:36 alle
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    Mi hai commosso.
    Un abbraccio grande!
    Ale

    Rispondi
  • Nunzia Vezzola
    6 Marzo 2021, 22:21 alle
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    C’era un tale a cui piacevano i grandi numeri e si chiedeva se fosse uno, nessuno o centomila; alla tua età questi dubbi sono tragicamente inebrianti e apriranno le porte della identità. Brava Aurora stai facendo passi importanti. Sergio

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  • 9 Marzo 2021, 09:30 alle
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    Complimenti Aurora,

    hai una maturità difficilmente riscontrabile in ragazzi/e della tua età.
    Mi piace molto la frase introduttiva: “Molti parlano di socializzazione quando si parla dell’homeschooling, come se si preoccupassero che i ragazzi si sentano soli se non vanno a scuola. Ma nessuno si preoccupa dei ragazzi che si sentono soli anche in mezzo ad altri 20 coetanei”. Già, perché si dà per scontato che chi va a scuola si senta partecipe in un gruppo, ma, purtroppo, spesso non è così.

    Un sincero grazie: sono certo che queste tue riflessioni saranno di aiuto e conforto a tanti giovani e genitori che si affacciano per la prima volta al mondo dell’homeschooling.

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