Questa è la storia di un ragazzo che chiameremo convenzionalmente Gino e che, dopo anni di apprendimento autoguidato, ha deciso di intraprendere il percorso universitario.
La narrazione si conclude alla fine del primo anno di studi.

Prima del diploma

Fin da ragazzino, Gino aveva spiccati interessi che ruotavano intorno ad alcuni punti focali e che man mano si sono allargati, fino a comprendere tematiche sempre più articolate e complesse.

Negli anni che corrispondono alle scuole superiori, ha lavorato in autonomia a questi temi, per ampliarli, approfondirli, integrarli, arricchirli di nuove competenze e conoscenze.
Non ha studiato secondo la divisione canonica del sapere in materie scolastiche, né ha fatto uso di libri di testo. Invece, ha preferito leggere riviste e libri veri, scritti per persone che non siano scolari: romanzi, saggi, racconti, testi divulgativi, settimanali o mensili. Ascoltava spesso la radio per le notizie e si serviva del web per ricercare i dati e le informazioni che gli servivano. Il suo studio è sempre partito dall’osservazione della realtà (società, attualità, mondo politico e culturale) e ad essa Gino ha fatto riferimento per i suoi approfondimenti trasversali, tramite domande, riflessioni personali, letture, ricerca di soluzioni creative, in un’ottica trasversale, interdisciplinare o multidisciplinare.

Durante questo periodo ha imbastito e sviluppato anche progetti impegnativi, insieme ad altri ragazzi e ragazze. Questa sua propensione l’ha aiutato ad implementare lo spirito di iniziativa, l’autonomia e le competenze imprenditoriali.

Ha coltivato la pratica delle lingue, l’attività sportiva, la curiosità per l’attualità, la società, la vita politica ed il mondo contemporaneo, la passione per il diritto e la medicina, l’amore per il canto, la musica, il teatro, la letteratura, le grandi civiltà, gli animali e la natura.

La maturità

Giunto a 17 anni, Gino ha deciso di volersi preparare ad un percorso universitario.
Perciò ha scelto di fare la maturità.
Ma non ha voluto fare la maturità italiana, per non fare l’idoneità per ciascuno anno (cosa che non aveva) e per non doversi sottoporre al PCTO (alternanza scuola-lavoro): non gli pareva corretto dover andare a lavorare gratis per avere un diploma.

Ha trovato una maturità bilingue che gli permetteva di ritagliarsi un profilo molto vicino ai suoi centri di interessi: molte lingue e letterature a livello alto, e soprattutto affrontate per competenze, due esami di biologia, uno di musica/canto, e così via.

Così si è procurato dei libri scolastici. Quelli usati costavano meno e facevano lo stesso servizio, perciò li ha preferiti. Il riuso è un valore, soprattutto in un’ottica di sostenibilità.

Si è messo a studiare per materie. In diverse discipline possedeva già tutte le competenze e conoscenze richieste ed ha quindi solo fatto una sorta di ripasso.
In alcune altre invece ha dovuto mettersi d’impegno e studiare sistematicamente: si è organizzato i tempi e le attività e pian piano ha preparato tutte le sue prove entro la data stabilita.

Ha anche fatto delle simulazioni di prove d’esame, che in alcuni casi si è fatto correggere da docenti che conosceva, per poter capire se stava procedendo bene.

Purtroppo un evento inaspettato ha intralciato i suoi piani e l’ha costretto a rimandare un’intera sessione di esami: l’avvento della pandemia da covid-19, con la conseguente chiusura delle frontiere e quindi, per Gino, l’impossibilità di raggiungere la sede d’esame.

Malgrado questo fastidioso imprevisto, Gino ha conseguito brillantemente la maturità, anche se con qualche mese di ritardo rispetto ai suoi piani.

Gli studi universitari

L’accesso all’università

L’accesso ai percorsi post-diploma in Italia (e in generale in Europa) non sempre è semplice o immediato.
Spesso richiede che ci si attivi con largo anticipo, talvolta persino prima dell’esame di maturità: a seconda dell’indirizzo scelto, anche 5-6 mesi prima.

L’esito dell’esame di maturità in genere è ininfluente, mentre invece per alcune facoltà (dette ad accesso programmato), c’è una prova da sostenere. Ed è sulla base di quest’ultima, non del voto di maturità, che viene formata la graduatoria. A seconda della posizione che vi si occupa, si risulta ammessi o meno al corso prescelto.

Per le facoltà a numero chiuso, come medicina o farmacia, i risultati del test di ammissione possono influenzare anche la sede degli studi.

Una volta ottenuto il posto, è possibile dar corso all’immatricolazione.

Gino ha superato i test di ammissione che ha sostenuto ed ha quindi potuto scegliere il corso di studi cui iscriversi.
Il fatto di aver conseguito il diploma in un liceo straniero, in Europa, non ha rappresentato in alcun modo una difficoltà: Gino ha potuto immatricolarsi senza dover produrre traduzioni o certificati di equipollenza: i diplomi europei valgono come quelli italiani, cioè danno diritto all’accesso agli studi superiori italiani e non.

Vita da studente

Così Gino ha cominciato la sua vita da universitario.
Non senza difficoltà: l’evoluzione della pandemia ed una certa gestione degli accessi ai luoghi di studio gli hanno impedito di frequentare regolarmente le lezioni.

Questo è stato per certi aspetti anche un vantaggio: gli ha consentito di non interrompere l’attività sportiva presso la sua sezione, gli ha permesso di continuare a coltivare i suoi interessi personali e di conservare un contatto con le persone che frequentava prima dell’università.

Sul piano dello studio, forte del suo passato da unschooler, ha trovato il modo di arrangiarsi. Purtroppo solo due docenti avevano pubblicato materiali e lezioni online. E Gino si è preparato come hanno sempre fatto gli studenti non frequentanti: studiando sui libri e ricercando in autonomia.

Gli studi

Ha dovuto registrare qualche cambiamento di prospettiva nell’approccio allo studio. E anche qui Gino ha dato prova di una certa resilienza e flessibilità.

Ad esempio, in università la teoria si costruisce per deduzioni logiche, a partire da altri concetti teorici. E non muovendo dalla pratica e dall’osservazione della vita. In altre parole, prima viene la teoria, poi la sua eventuale applicazione (ma raramente). Non viceversa.
Ancora: in università si progredisce selezionando di volta in volta solo aspetti singoli di una realtà articolata. Si va oltre le materie, verso le sotto-materie, sempre più verso il particolare: matematica statistica, storia contemporanea, diritto del lavoro.

Invece Gino era abituato ad osservare e “sentire” il mondo con i suoi sensi acuti, a riflettere sui fenomeni e a lasciarsi affascinare dalla realtà nella sua complessità. E solo dopo, a derivarne delle teorie di funzionamento.

Adesso doveva conoscere delle definizioni, delle classificazioni, delle suddivisioni, delle distinzioni e sviluppare dei ragionamenti puramente astratti.

Inoltre, Gino ha dovuto imparare a studiare, in un certo senso, per gli altri, non solo per se stesso. Doveva mettere cioè in mostra le cose che sapeva, esponendole nel modo migliore. Ciò che contava non era tanto quanto lui aveva acquisito, elaborato, di un determinato libro o di un concetto, ma il modo in cui ne parlava/scriveva.
Non doveva più imparare per soddisfare una propria curiosità, o un interesse. Doveva studiare per piacere al docente, in modo tale da convincerlo della sua preparazione.

Quindi ha cominciato a sottolineare i libri, a scrivere dei riassunti a margine della pagina, a farsi degli schemi. Ha cominciato a ripetere ciascun capitolo, curando l’esposizione.
Doveva riuscire a dire al docente quello che quest’ultimo si aspettava, quello che era scritto sul libro.

Gino si è messo d’impegno, determinato come sempre, ed ha acquisito questo approccio per lui nuovo.

Durante il primo anno, ha sostenuto tutti i suoi esami, ottenendo risultati più che dignitosi.
Ha anche fatto la patente e conseguito due certificazioni linguistiche di tutto rispetto, per due lingue diverse.

Riflessione conclusiva

Questa testimonianza vuole servire a rassicurare quanti temono che l’homeschooling o l’unschooling non consentiranno ai loro figli di fare studi superiori: non è così. Chi fa istruzione parentale in modo equilibrato, in genere, ha la capacità di affrontare il mondo del lavoro e/o dell’università almeno come gli altri.

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Dopo l’unschooling … gli studi universitari

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