Il dirigente del territorio di residenza

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il dirigente del territorio di residenza

Il dirigente del territorio di residenza svolge un ruolo amministrativo chiave nella situazione di istruzione parentale: a lui va inviata la comunicazione annuale, è a lui che spetta l’aggiornamento annuale dell’ANS con l’indicazione “in istruzione parentale” (non con l’esito dell’esame!), è lui che la legge individua per la vigilanza sul dovere genitoriale di garantire l’istruzione ai figli.

Sommario

    Cosa si intende per “territorio di residenza”?

    Sicuramente si tratta di un concetto flessibile, che tiene a riferimento sempre la residenza.
    Nel primo ciclo, esso può avere le dimensioni di:

    • un quartiere, in una grande città, ad esempio,
    • di un paese, se questo ha un solo Istituto comprensivo,
    • di un distretto, quando l’Istituto comprensivo cui fa capo la residenza si trova in un altro comune, ad esempio nelle zone rurali.

    Nel secondo ciclo, il “territorio di residenza” è un concetto più ampio perché è legato all’indirizzo di studi scelto dal giovane in istruzione parentale.
    A partire dalla residenza, esso è estensibile fino a comprendere il luogo in cui si trova l’Istituto che prevede, nel proprio Piano dell’Offerta Formativa Triennale, l’indirizzo di studi di interesse per il giovane.

    Chi è il dirigente scolastico del territorio di residenza?

    Per tutto il primo ciclo di istruzione

    E’ il dirigente dell’Istituto comprensivo del territorio in cui la/il bambina/o è iscritto all’anagrafe comunale.
    Può trovarsi in un comune limitrofo, se il paese di residenza fa riferimento ad un Istituto comprensivo sovracomunale.

    Può invece essere in un quartiere di una grande città, con più istituti comprensivi.

    Se non si sa quale sia l’Istituto comprensivo di riferimento, l’ideale è di chiedere al Comune di residenza, ufficio istruzione.

    Per il secondo ciclo di istruzione

    Dopo il superamento dell’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione (esame di terza media), la dichiarazione di istruzione parentale deve essere inviata al dirigente scolastico della scuola secondaria di secondo grado del territorio di residenza che abbia l’indirizzo di studi di interesse.
    Lo stabilisce la nota ministeriale sulle iscrizioni del 2023.

    Nel passaggio fra un ciclo e l’altro

    Per quanto riguarda il passaggio da un ciclo all’altro, le note ministeriali sulle iscrizioni attribuiscono al Dirigente dell’Istituto comprensivo del territorio di residenza (cioè quello della scuola di provenienza) l’incombenza della registrazione sul portale del SIDI della scelta di percorso di istruzione del/la giovane:

    I dirigenti scolastici delle scuole primarie e secondarie di primo grado, al termine delle procedure di iscrizione, verificano che tutti gli alunni frequentanti le classi terminali del proprio istituto abbiano prodotto domanda di iscrizione al percorso di istruzione successivo. Qualora risultino alunni non iscritti, i dirigenti scolastici sono tenuti a contattare i genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale per verificare se abbiano presentato domanda di iscrizione presso una scuola paritaria o non paritaria ovvero presso centri di formazione professionale regionali ovvero se intendano provvedere all’assolvimento dell’obbligo attraverso l’istruzione parentale. Tali informazioni vanno puntualmente verificate e inserite nell’Anagrafe nazionale degli studenti.

    Quale ruolo e quali incombenze ricadono sul dirigente scolastico del territorio di residenza?

    Il Dirigente del territorio di residenza ha un ruolo determinante nella vigilanza sull’adempimento del dovere di istruzione da parte dei genitori nei confronti del/la minorenne.

    E’ necessario quindi che questo ruolo sia svolto con la dovuta misura e delicatezza per evitare interferenze inopportune nella responsabilità genitoriale e/o nella libertà di istruzione; si vedano a questo proposito le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione del 4 agosto 2023.

    La dichiarazione/comunicazione di istruzione parentale deve essere inviata per legge al Dirigente del territorio di residenza.

    Nel Decreto Legislativo 62 del 2017, all’art 23, si legge infatti di presentare

    annualmente la comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza.

    Quando riceve la dichiarazione di istruzione parentale da parte della famiglia, egli è chiamato a:

    1. protocollarla e comunicare il numero di protocollo alla famiglia
    2. prendere atto della scelta genitoriale (v. nota ministeriale sulle iscrizioni del 2023) e della dichiarazione del possesso della capacità tecnica oppure di quella economica per garantire il diritto all’istruzione dei propri figli
    3. comunicare ai genitori e agli esercenti la responsabilità genitoriale che, annualmente, se intendono continuare ad avvalersi dell’istruzione parentale, devono effettuare la citata comunicazione preventiva entro il termine delle iscrizioni on line,
    4. cancellare la/lo studente dai registri della scuola e dall’abbinamento al codice meccanografico della scuola (v. D. M. 5/21), se questi era iscritto
    5. aggiornare l’Anagrafe Nazionale degli Studenti del portale del SIDI con l’indicazione “in istruzione parentale” (v. nota ministeriale sulle iscrizioni del 2023); nel passaggio da un ciclo all’altro, questa incombenza spetta al Dirigente dell’Istituto comprensivo di provenienza.

    Per esplicita volontà del legislatore, il Dirigente che riceve la dichiarazione di istruzione parentale:

    • non è autorizzato a richiedere alla famiglia dati non strettamente necessari, né sulle modalità di svolgimento dell’istruzione parentale, né sul/la giovane in homeschooling, né tantomeno sui titoli di studio dei genitori o sulla loro professione (v. nota ministeriale sulle iscrizioni del 2023)
    • non è tenuto ad essere informato sulla scuola scelta per l’esame di idoneità
    • non è tenuto a chiedere alla famiglia informazioni sull’esito dell’esame di idoneità (v. nota ministeriale sulle iscrizioni del 2023); è infatti compito della scuola d’esame aggiornare il SIDI con questo dato
    • non deve avvertire i servizi sociali solo per il fatto di aver ricevuto una dichiarazione di istruzione parentale (v. la sentenza della Corte di Cassazione del 04/08/2023 e le sue implicazioni su questo punto).

    E il sindaco?

    Una lettura sistemica della normativa sulla vigilanza sul dovere di istruzione, fa emergere anche il ruolo fondamentale del Sindaco del Comune di residenza in questa procedura. Per questo motivo, il nostro suggerimento è di inviare la comunicazione/dichiarazione di istruzione parentale anche al Sindaco del Comune di residenza.

    Infatti, una nota successiva al 2017, la Nota MIUR 19837 del 6 luglio 2018 (“Vigilanza adempimento obbligo scolastico”), conferma il ruolo delle autorità comunali, ovvero ribadisce il duplice investimento del Sindaco e del Dirigente scolastico. Viene dato corso, in questo caso, alla logica amministrativa più coerente, investendo nel compito della vigilanza, i soggetti che agiscono sul tema operando sul medesimo territorio di competenza.

    Già il D. Lgs. 76/2005, art. 5, commi 1 e 2 individua come responsabili della vigilanza sull’adempimento del dovere di istruzione il Comune in cui risiede il minorenne e il Dirigente scolastico competente per territorio di residenza.

    1 commento su “Il dirigente del territorio di residenza”

    1. Da Messina.
      Istruzione parentale da 2 anni la scuola affianca un tutor senza nostra richiesta.
      Ho letto normative e tutte le informazioni. Purtroppo ancora in alcune città nn apprendono la conoscenza dell’istruzione parentale. Complimenti alla LAIF AGGIORNAMENTI UTILI

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