Il rinnovo della scelta di istruzione parentale secondo la nota iscrizioni 2023

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E’ stata pubblicata il 12 dicembre 2023 la nota ministeriale N° 40055 avente per oggetto “Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2024/2025”, che contiene anche indicazioni in merito alla presentazione della dichiarazione per il rinnovo della scelta di istruzione parentale.

Essa presenta alcune novità sulle quali ci soffermiamo di seguito.

Sommario

    Le novità

    Pare di cogliere un segnale di attenzione ad alcune criticità che LAIF ha evidenziato nell’articolata comunicazione recentemente inviata al Ministero.
    In particolare, a proposito del progetto didattico-educativo, che ora è “di massima“, e sulla questione della capacità tecnica o economica, che adesso si dimostra “attraverso apposita dichiarazione“.
    Quest’ultimo aspetto riduce l’incombenza a carico dei Dirigenti scolastici e tende a risolvere un aspetto legato alla vigilanza.

    Anche rispetto all’annosa questione del destinatario della dichiarazione di istruzione parentale nel secondo ciclo, il Ministero ha deciso di accogliere le osservazioni di LAIF.

    La scadenza per il rinnovo

    La scadenza per la presentazione della dichiarazione di rinnovo dell’istruzione parentale si conclude il 10 febbraio 2024.
    Invece il periodo utile per fare l’iscrizione a scuola per l’anno scolastico 2024/2025 va dal 18 gennaio 2024 al 10 febbraio 2024.

    A differenza che per l’iscrizione a scuola, quindi, per la dichiarazione di istruzione parentale non è indicata la data di apertura della finestra temporale.
    Si può perciò ritenere che la comunicazione possa essere effettuata in qualsiasi momento da qui al 10 febbraio 2024.

    In altre parole, in questo periodo tutte le famiglie con figli in obbligo di istruzione sono tenute a comunicare al Ministero la propria scelta di istruzione per l’anno scolastico che comincia il 1° settembre 2024. Hanno quindi due possibilità:

    • o compilare la domanda online, se intendono iscrivere i figli a scuola; in tal caso bisogna seguire le istruzioni contenute nella nota ministeriale,
    • o presentare la dichiarazione cartacea di istruzione parentale.

    Non fare né l’una né l’altra cosa potrebbe esporre le famiglie a situazioni di criticità.

    Il peso del “decreto Caivano”

    La nota ministeriale sottolinea il recente inasprimento delle pene previste per chi detiene la responsabilità genitoriale ma non provvede adeguatamente all’assolvimento del dovere di istruzione (vai al video sul “decreto Caivano”).

    Motivo in più per curare particolarmente la presentazione della dichiarazione di rinnovo dell’istruzione parentale, rispettandone i tempi, il destinatario, la dimostrazione della capacità tecnica o economica e tutte le caratteristiche previste.

    Art. 3, ultimo capoverso:

    Si evidenzia, infine, come la legge 13 novembre 2023, n. 159, di conversione del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123 recante misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale, abbia introdotto disposizioni che rafforzano il rispetto dell’obbligo di istruzione, prevedendo sanzioni fino alla reclusione per i responsabili dell’adempimento che non vi provvedano. Fondamentale sarà il ruolo che potranno svolgere gli Uffici Scolastici Regionali, in raccordo con le scuole e gli Enti locali, nell’informare le famiglie circa tali nuove disposizioni.

    E ancora, all’Art. 5:

    Si rammenta che il decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 159, ha introdotto nuove previsioni in merito al controllo sull’assolvimento dell’obbligo di istruzione e ha inasprito le sanzioni per i genitori o gli esercenti la responsabilità genitoriale che non vi provvedano.

    Il progetto didattico-educativo di massima per la dichiarazione di rinnovo

    Su questo tema, pare che, delle ipotesi avanzate al Ministero da parte di LAIF, sia stata accolta quella più graduale: il progetto didattico-educativo richiesto quest’anno è un progetto “di massima“.

    Art. 4.2 (scuola primaria):

    La comunicazione viene presentata in modalità cartacea entro il 10 febbraio 2024 e alla stessa è allegato il progetto didattico-educativo di massima che si intende seguire in corso d’anno, in coerenza con l’articolo 3, comma 1, del decreto ministeriale 8 febbraio 2021, n. 5 riguardante la disciplina degli esami di idoneità e integrativi.

    Art. 4.3 (scuola secondaria di primo grado, ovvero scuola media):

    La comunicazione viene presentata in modalità cartacea entro il 10 febbraio 2024 e alla stessa è allegato il progetto didattico-educativo di massima che si intende seguire in corso d’anno, in coerenza con l’articolo 3, comma 1, decreto ministeriale 8 febbraio 2020, n. 5 riguardante la disciplina degli esami di idoneità e integrativi.

    Art. 5 (Dopo l’esame di terza media):

    “I genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale che intendano avvalersi dell’istruzione parentale devono effettuare annualmente la comunicazione preventiva inviando contestualmente il progetto didattico-educativo di massima che si intende seguire in corso d’anno.

    Naturalmente, valgono ancora tutte le criticità e l’incoerenza normativa rispetto ad una legge di livello superiore di cui già abbiamo scritto e parlato1.
    Esiste pertanto ancora la possibilità di rifiutare questa incombenza appellandosi alla non consequenzialità con il Decreto Ministeriale 5 dell’8 febbraio 2021, cui la nota fa espresso riferimento.

    Nel caso in cui però si dovesse scegliere di presentare comunque un progetto didattico-educativo, risulta ora più solido e strutturato il carattere preventivo e “di massima dello stesso.
    E’ interessante notare inoltre che tale documento non pare essere soggetto a validazione da parte della scuola e dovrebbe essere acquisito come presa d’atto.

    La dichiarazione delle capacità tecniche o economiche

    La dimostrazione delle capacità tecniche o economiche avviene tramite una dichiarazione.

    La dichiarazione delle capacità o tecniche o economiche, in questo caso, assume il carattere dell’autocertificazione e solleva chi la riceve dall’obbligo del controllo sistematico.

    Art. 4.2 (scuola primaria):

    “… una comunicazione preventiva direttamente al dirigente scolastico della scuola primaria del territorio di residenza, dichiarando di possedere la capacità tecnica o economica per provvedere all’istruzione dell’alunno.

    Art. 4.3 (scuola secondaria di primo grado, cioè scuola media):

    “… una comunicazione preventiva direttamente al dirigente scolastico della scuola secondaria di primo grado del territorio di residenza dimostrando, attraverso apposita dichiarazione, di possedere la capacità tecnica o economica per provvedere all’istruzione dell’alunno.

    Ricordiamo che le note ministeriali fino alla penultima prevedevano la dimostrazione delle capacità tecniche ed economiche. E’ solo con quella del 2022 che, a seguito di una comunicazione da parte di LAIF, il Ministero ha deciso di correggere, in coerenza con la dicitura di legge, in capacità tecniche o economiche.

    Il rinnovo dell’istruzione parentale nel secondo ciclo di istruzione (scuole superiori)

    Il Ministero fa finalmente chiarezza sul destinatario della dichiarazione di istruzione parentale nel secondo ciclo di istruzione. Anche in questo caso la precisazione arriva a seguito delle criticità esposte da LAIF nella sua recente informativa al Ministero.

    La dichiarazione di istruzione parentale deve essere inviata al dirigente scolastico della scuola secondaria di secondo grado del territorio di residenza che abbia l’indirizzo di studi di interesse.

    Questa indicazione dettagliata consente di superare tanti dissapori che si creavano fra le scuole e le famiglie per mancanza di una procedura precisa. Essa evita anche le difficoltà alle segreterie degli Istituti scolastici, che in passato talvolta erano chiamate ad improvvisare la gestione della dichiarazione di istruzione parentale nel passaggio fra il primo ed il secondo ciclo.
    D’altro canto, il fatto di dover optare per una scuola precisa già in fase di dichiarazione preventiva implica purtroppo, per i giovani in istruzione parentale, una scelta di indirizzo di studi che spesso è prematura.

    Anche nel secondo ciclo, la nota ministeriale parla di progetto didattico-educativo di massima, riproponendo tutte le criticità già viste.

    Art. 5 (Obbligo di istruzione – Modalità e verifica dell’assolvimento):

    “I genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale che intendano avvalersi dell’istruzione parentale devono effettuare annualmente la comunicazione preventiva (articolo 23, decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62) al dirigente scolastico della scuola secondaria di secondo grado del territorio di residenza che abbia l’indirizzo di studi di interesse, entro il termine di presentazione delle iscrizioni on line, inviando contestualmente il progetto didattico-educativo di massima che si intende seguire in corso d’anno.

    E’ interessante notare che viene mantenuto l’onere di controllo da parte dei Dirigenti del primo ciclo, dopo l’esame di terza media. Questi sono tenuti a verificare che tutti i giovani siano iscritti a scuola o che si avvalgano dell’istruzione parentale. Gli stessi Dirigenti devono anche aggiornare di conseguenza l’Anagrafe Nazionale degli Studenti.

    Art. 5:

    I dirigenti scolastici delle scuole primarie e secondarie di primo grado, al termine delle procedure di iscrizione, verificano che tutti gli alunni frequentanti le classi terminali del proprio istituto abbiano prodotto domanda di iscrizione al percorso di istruzione successivo.
    Qualora risultino alunni non iscritti, i dirigenti scolastici sono tenuti a contattare i genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale per verificare se abbiano presentato domanda di iscrizione presso una scuola paritaria o non paritaria ovvero presso centri di formazione professionale regionali ovvero se intendano provvedere all’assolvimento dell’obbligo attraverso l’istruzione parentale. Tali informazioni vanno puntualmente verificate e inserite nell’Anagrafe nazionale degli studenti.

    Utile da sapere: gli aspetti confermati

    Una dichiarazione cartacea

    La nota ribadisce che la dichiarazione di istruzione parentale va presentata in “forma cartacea” al Dirigente del territorio di residenza.

    Quindi non è richiesta nessuna iscrizione, nemmeno l’iscrizione con ritiro immediato. Il Ministero ribadisce la scelta dalla modalità più snella e lineare di espletamento di questa pratica.

    Pare chiaro che la dicitura “forma cartacea” non significhi per forza “su un foglio di carta”, ma che sia intesa come alternativa all’online, che è invece la forma prevista per l’iscrizione a scuola. Il concetto di “forma cartacea” può quindi essere inteso sia letteralmente come dichiarazione consegnata a mano o via raccomandata R.A.R., sia anche come email via pec.
    L’importante per le famiglie è poter dimostrare che la scuola ha ricevuto la dichiarazione di rinnovo. Pertanto esse devono sempre procurarsi la ricevuta (della raccomandata o della pec) e, meglio ancora, gli estremi di protocollazione.

    Art. 4.2 (scuola primaria) e Art. 4.3 (scuola secondaria di primo grado):

    La comunicazione viene presentata in modalità cartacea entro il 10 febbraio 2024 …”

    La nota non lo esplicita, ma non ci sono motivi per pensare che nel secondo ciclo la modalità di presentazione della dichiarazione di istruzione parentale debba essere diversa.
    Ovvero, poiché la nota ministeriale non prevede una modalità diversa dalla comunicazione cartacea nel secondo ciclo, pare di poter dedurre che quella cartacea sia consona.

    Privacy e dati personali per il rinnovo dell’istruzione parentale

    I dati relativi al titolo di studio ed alla professione dei genitori sono considerati “eccedenti e non pertinenti rispetto alle finalità” e quindi non devono essere forniti. Ecco il testo relativo:

    Con riferimento alla predisposizione del modulo di iscrizione, on line o cartaceo ove previsto, le istituzioni scolastiche devono osservare scrupolosamente le disposizioni del Codice in materia di protezione dei dati personali, con particolare riferimento agli articoli 2-sexies e 2octies e del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 sulla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e, in particolare, gli articoli 9 e 10 relativi al trattamento di particolari categorie di dati personali effettuato nell’ambito delle predette operazioni. In tale quadro, anche alla luce delle indicazioni rese dal Garante per la protezione dei dati personali con parere del 12 dicembre 2013, n. 563, si ritiene opportuno fornire istruzioni alle scuole che, nell’ambito della propria autonomia didattica, intendano integrare e adeguare il modulo di iscrizione per offrire ad alunni e a studenti ulteriori servizi in base al proprio Piano triennale dell’offerta formativa e alle risorse disponibili. In particolare, si sottolinea che le ulteriori informazioni raccolte devono essere strettamente pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità per le quali sono trattate. Le istituzioni scolastiche, pertanto, avranno cura di valutare che i dati richiesti siano effettivamente attinenti e correlati alla finalità dell’iscrizione scolastica. A tale proposito, si richiama la Nota della scrivente Direzione generale del 1° aprile 2015, prot. n. 2773, nella quale si rammenta che sono qualificati come eccedenti e non pertinenti rispetto alle finalità delle iscrizioni i dati riferiti al titolo di studio e alla professione dei genitori e degli esercenti la responsabilità genitoriale di alunni/studenti.

    Il destinatario della dichiarazione di rinnovo dell’istruzione parentale: il DS del territorio di residenza

    La dichiarazione per il rinnovo dell’istruzione parentale va sempre inviata al Dirigente scolastico del territorio di residenza.
    Il concetto di “territorio di residenza” pare da intendersi in senso lato, come flessibile: esso può andare dal quartiere alla città, al distretto, alla provincia. Esso significa “la scuola più vicina al luogo di residenza che abbia il corso di studi prescelto”.

    Il testo della norma distingue il DS della primaria da quello della secondaria di primo grado (media). Tuttavia le scuole ora sono organizzate in Istituti comprensivi con un Dirigente unico per tutti gli otto anni del primo ciclo.

    Art. 4.2 (scuola primaria):

    Al fine di garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, i genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale che intendano avvalersi dell’istruzione parentale effettuano una comunicazione preventiva direttamente al dirigente scolastico della scuola primaria del territorio di residenza, dichiarando di possedere la capacità tecnica o economica per provvedere all’istruzione dell’alunno.

    Art. 4.3 (scuola secondaria di primo grado, cioè scuola media):

    Al fine di garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, i genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale che intendano avvalersi dell’istruzione parentale effettuano una comunicazione preventiva direttamente al dirigente scolastico della scuola secondaria di primo grado del territorio di residenza dimostrando, attraverso apposita dichiarazione, di possedere la capacità tecnica o economica per provvedere all’istruzione dell’alunno.

    Nel secondo ciclo, la dichiarazione va inviata al al dirigente scolastico della scuola secondaria di secondo grado del territorio di residenza che abbia l’indirizzo di studi di interesse.

    Art. 5:

    “I genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale che intendano avvalersi dell’istruzione parentale devono effettuare annualmente la comunicazione preventiva … al dirigente scolastico della scuola secondaria di secondo grado del territorio di residenza che abbia l’indirizzo di studi di interesse, entro il termine di presentazione delle iscrizioni on line …”

    Il ruolo del dirigente scolastico che riceve la dichiarazione

    La nota ministeriale ribadisce quanto già previsto l’anno scorso: il dirigente scolastico prende atto della scelta genitoriale e comunica alla famiglia le procedure previste per l’eventuale rinnovo nell’anno scolastico successivo.

    Art. 4.2 (scuola primaria) e Art. 4.3 (scuola secondaria di primo grado):

    Sulla base di tale dichiarazione, il dirigente dell’istituzione scolastica prende atto che l’assolvimento dell’obbligo di istruzione è effettuato mediante l’istruzione parentale e comunica ai genitori e agli esercenti la responsabilità genitoriale che, annualmente, se intendono continuare ad avvalersi dell’istruzione parentale, devono effettuare la citata comunicazione preventiva entro il termine delle iscrizioni on line, presentando contestualmente il progetto didattico-educativo di massima che si intende seguire nell’anno di riferimento.

    Gli esami di idoneità

    La nota ministeriale ricorda la necessità dell’esame di idoneità per ogni anno, con l’unica eccezione per gli alunni delle scuole private iscritte agli albi regionali.

    Vengono ulteriormente confermate le scadenze relative:

    • il 30 aprile per la presentazione della domanda di esame nel primo ciclo
    • il 30 giugno per la conclusione dell’esame di idoneità nel primo ciclo

    Art. 4.2 (scuola primaria) e 4.3 (scuola secondaria di primo grado):

    Si ricorda che l’alunno in istruzione parentale deve sostenere il prescritto esame annuale di idoneità entro il 30 giugno, ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 e dell’articolo 3, comma 3, del decreto ministeriale 8 febbraio 2021, n. 5. Le domande di iscrizione all’esame di idoneità devono pervenire alle istituzioni scolastiche prescelte per l’effettuazione dell’esame entro il 30 aprile dell’anno di riferimento secondo quanto previsto dall’articolo 3, comma 1, del richiamato decreto ministeriale 8 febbraio 2021, n. 5. Ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, in caso di frequenza di una scuola primaria non statale non paritaria iscritta negli albi regionali, i genitori e gli esercenti la responsabilità genitoriale degli alunni sono tenuti a presentare annualmente la comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza, in modalità cartacea, entro il termine di presentazione delle iscrizioni on line. Gli alunni sostengono l’esame di idoneità presso una scuola statale o paritaria al termine del quinto anno di scuola primaria, ai fini dell’ammissione al successivo grado di istruzione, ovvero nel caso in cui richiedano l’iscrizione in una scuola primaria statale o paritaria; in caso di frequenza di una scuola del primo ciclo straniera in Italia riconosciuta dall’ordinamento estero, fatte salve norme di maggior favore previste da Accordi ed Intese bilaterali, gli alunni sostengono l’esame di idoneità se intendono iscriversi a una scuola statale o paritaria.

    L’esito degli esami di idoneità

    E’ confermato il ruolo della scuola d’esame nell’aggiornare l’Anagrafe Nazionale degli Studenti sulla piattaforma SIDI.
    I soggetti tenuti alla vigilanza del dovere di istruzione sono così messi nella condizione di effettuare gli opportuni controlli.

    Da parte delle famiglie non è prevista alcuna incombenza.

    Le scuole di residenza (quelle che alcuni definiscono “vigilanti”) non hanno il diritto di chiedere alle famiglie la presentazione dell’esito dell’esame, anche per una questione di privacy: esse infatti sono in grado di svolgere la loro funzione di vigilanza attraverso l’Anagrafe Nazionale degli Studenti sul portale SIDI.

    Art. 4.2 (scuola primaria) e 4.3 (scuola secondaria di primo grado), ultimo capoverso:

    È obbligo delle istituzioni scolastiche statali e paritarie nelle quali sono effettuati gli esami di idoneità aggiornare prontamente l’anagrafe degli alunni inserendo l’esito dell’esame di idoneità, per consentire ai soggetti preposti le opportune verifiche in merito all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

    1. Si vedano a proposito i video:
      https://www.youtube.com/watch?v=llbjKWiI1oE
      https://www.youtube.com/watch?v=J-3rwZeL4cc
      Ed i seguenti articoli:
      Progetto didattico-educativo per la comunicazione di istruzione parentale?
      Considerazioni sulla nota ministeriale 33071 del 30/11/22
      Lettera aperta sulla nota del 30 nov. 2021

      ↩︎

    Foto di Gordon Johnson da Pixabay

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