Ecco una lista di libri, siti, video, blog… utili per approfondire molti aspetti legati all’istruzione in famiglia.  Li trovate organizzati in categorie, secondo la tabella seguente.
Il contenuto di questa pagina è in continua espansione, anche grazie al vostro contributo.
Se volete partecipare segnalando libri, siti, blog, video o pubblicazioni di altro tipo, scrivete alla referente Morena Franzin:   [email protected]

La teoria

Bibliografia storica sulla teoria della “libera educazione/istruzione”

1500
1700
  • Jean-Jacques Rousseau, “L’emilio ovvero dell’educazione”, pubblicato nel 1762.
    Fu il precursore della pedagogia. Scrisse questo testo del tutto pedagogico quando la pedagogia non era ancora una scienza. Secondo Rousseau se si vuole cambiare l’uomo per cambiare la società, bisogna cominciare col cambiare l’educazione.  Quest’ultima deve essere libera (rispettare la naturale crescita dell’individuo) e naturale (attinge e sperimenta ciò che sta intorno all’individuo facendo utilizzare all’individuo tutte le qualità che ha già naturalmente dentro di sé).
  • William Godwin, “L’Inchiesta sulla giustizia politica e sulla sua influenza sulla morale e sui costumi moderni”, comunemente nota come “Giustizia politica”, è un saggio del 1793.
    Secondo Godwin esistono 2 forme di oppressione di base nella società: l’educazione e il governo.

La critica di questi due autori era unica in un’epoca in cui un sistema di educazione nazionale era considerato una delle principali cause sociali del progresso.

1800 – 1900
  • Rudolf Steiner (1861-1925), “L’Educazione dei Figli – Non insegniamo basandoci su regolamenti e programmi ma attingendo a quanto è vivente”.
    Una teoria educativa basata sulla libera espressione delle potenzialità del bambino attraverso l’apprendimento di tutte le arti, per formare degli individui liberi da condizionamenti in cui pensiero, cultura, sentimento e volontà cooperino in armonia nelle diverse fasi di crescita dell’individuo.
1900 – 2000
  • Eric Bell, “I grandi matematici” 1937
    Questo libro, anche se può sembrare fuori tema, secondo me è lodevole di nota anche nell’ambito della libera educazione, basta leggerlo ponendo l’attenzione più sull’essere umano e al suo contesto educativo che al teorema scoperto e le riflessioni che ispira sono molteplici.
    Condivido con voi alcune parti di testo che hanno stimolato in me delle belle riflessioni…Descartes “1595-1650” “Io desidero unicamente la tranquillità e il riposo”. “Di salute cagionevole il rettore gli permise di rimanere a letto la mattina quanto voleva e di raggiungere in classe i suoi compagni quando ne sentiva il desidero (…) Nell’età matura Descartes affermava che quelle lunghe e piacevoli mattinate di meditazione silenziose erano state la vera sorgente della sua filosofia e della matematica”Fermat “1601-1665” “I risultati e le opere dell’età matura fanno pensare che fosse un ottimo allievo; senza una solida base di cognizioni esatte, nessuno avrebbe potuto diventare il letterato e l’umanista che egli fu. Ma non sarebbe possibile attribuire ai primi studi i suoi meravigliosi lavori di matematica e di teoria dei numeri, perché questi domini non erano ancora propri dell’epoca in cui Fermat era studente”Newton “1642-1727” “Ignoro come il mondo mi consideri; in quanto a me, io mi faccio l’effetto di un ragazzo intento a giocare sulla riva del mare, che si diverte a trovare ogni tanto una pietra più liscia o una conchiglia più graziosa delle altre, mentre il grande oceano della verità si stende davanti a lui senza che egli lo conosca” “non essendo Newton un bambino robusto, era obbligato a stare in disparte, senza partecipare come gli altri, inventa le sue distrazioni nelle quali si manifesta il suo genio”Liebniz “1646-1716” “Benché seguisse dei corsi ad una scuola di Lipsia, il giovane s’istruì da sé stesso leggendo costantemente nella biblioteca del padre”1794 (…) Una nuova era dell’insegnamento (…) I corsi dovevano essere tenuti in piedi (e non stando seduti, mezzo addormentati dietro una cattedra), e dovevano consistere in un libero scambio di domande e di spiegazioni fra il professore e la sua scolaresca (…) Il successo di questo progetto superò tutte le speranze ed iniziò in Francia uno dei più brillanti periodi della matematica e della scienza.Cantor “1845-1918” Egli fece primi passi come insegnante in una scuola di giovanette a Berlino; si era preparato da sé a quest’incarico, che gli conveniva pochissimo, seguendo dei corsi noiosi di pedagogia per avere la licenza d’insegnare a dei ragazzi; quanto tempo perduto”
  • Ivan Illich, “Descolarizzare la società”, Mondadori, Milano, 1972
    Questo testo si oppone fortemente all’istituzione della scuola obbligatoria: la descolarizzazione è un rinnovamento culturale, è il recupero della libertà, che gli individui hanno, di apprendere e insegnare al di là dell’istituzionalizzazione come lavoro dell’insegnamento stesso.
  • Paulo Freire, “Pedagogia dell’autonomia”, EGA, Torino, 2004 / “Teoria e pratica della liberazione”, A.V.E, Roma, 1974
    L’educazione deve essere esperienza di liberazione: esperienza difficile, impegnativa, alla quale egli assegna un compito importantissimo, anche perché la finalità è veramente alta.  In questo processo, infatti,  “la liberazione è un parto. Un parto doloroso”, e l’essere che “nasce da questo parto è un uomo nuovo”: “l’uomo che libera se stesso”.
  • John Holt, “How children learn”, Da Capo Press, 1982
    Per John Holt “Per i bambini apprendere è naturale come respirare”
    Fifty years ago John Holt woke the dreary world of educational theory by showing that for small children “learning is as natural as breathing.” His brilliant observations are as true today as they were then. Over 1 million copies were sold worldwide in the decades that followed. Today the theorists are still squabbling, and Holt’s wisdom is needed more than ever. As a hero of progressive education and homeschoolers, his time has come again.A new foreword by eminent school reformer Deborah Meier, of the New York University Steinhardt School of Culture, Education, and Human Development reveals the lasting influence of John Holt’s ideas and their relevance for the students today. Dal 2020 anche in italiano>>
  • John Holt, “Come apprendono i bambini” (Traduzione in Italiano) – 1 aprile 2020, Ed Bompiani
    “I bambini non hanno bisogno che qualcuno li forzi a imparare, che dica loro cosa imparare o come. Se permettiamo loro di avere sufficiente accesso al mondo reale, comprese le nostre stesse vite e i nostri lavori, capiranno benissimo quali cose siano veramente importanti per noi e per gli altri e costruiranno per loro stessi un percorso migliore di quello che noi potremmo realizzare per loro.” Quando fu pubblicato per la prima volta nel 1967, questo libro, oggi un classico, fece scalpore. Il suo scopo era dimostrare a genitori e insegnanti che imparare è naturale quanto respirare: se ci fidiamo dei bambini e della loro innata capacità di imparare ancora prima che mettano piede in un’aula scolastica, allora potremo creare delle scuole che rendano l’apprendimento facile e naturale. Il compito di genitori e insegnanti è preparare scuole per i bambini e non preparare i bambini per la scuola, perché i bambini imparano da tutto quello che vedono, ovunque si trovino, non solo in speciali luoghi di apprendimento. Introduzione di Deborah Meier.
  • John Holt, “Learning all the time”, Da capo Press, 1989
    Un libro che aiuta a capire come rispettare e incoraggiare il naturale processo di apprendimento dell’essere umano, dei bambini.
    The essence of John Holt’s insight into learning and small children is captured in Learning All The Time. This delightful book by the influential author of How Children Fail and How Children Learn shows how children learn to read, write, and count in their everyday life at home and how adults can respect and encourage this wonderful process. For human beings, he reminds us, learning is as natural as breathing. John Holt’s wit, his gentle wisdom, and his infectious love of little children bring joy to parent and teacher alike. (2020 attualmente non è stato ancora tradotto in italiano)
  • Montessori e C. Lamparelli, “Educare alla libertà”, Mondadori, 2008
    II metodo educativo Montessori, applicato in centinaia di scuole in tutto il mondo, ha rivoluzionato nel profondo la pedagogia degli ultimi cent’anni, proponendo un’idea del bambino completamente diversa da quella fino allora accettata. Il fanciullo viene visto come un essere completo, dotato naturalmente di un’energia creativa e affettiva, e il principio fondamentale che deve improntare la sua educazione è quello della libertà, da cui naturalmente emergerà la disciplina. Questo volume comprende alcuni dei brani chiave del pensiero montessoriano che offrono ai genitori e agli educatori di oggi utili spunti di riflessione per crescere dei bambini liberi, autentici, spontanei, responsabili.
  • Silvano Agosti “il genocidio invisibile” 2008
    Visione critica del contesto scolastico, sviscera in modo schietto e semplice tutte le problematiche dirette ed indirette che esso produce.
  • Alfie Kohn, “Amarli senza se e senza ma, dalla logica dei premi e delle punizioni a quella dell’amore e della ragione” Il Leone Verde 2010
    Gran parte dei manuali rivolti ai genitori esordiscono con la domanda: “Come riuscire a far sì che i nostri figli facciano quel che diciamo loro di fare?”, proponendo di seguito una serie di metodi per tenerli sotto controllo. Ecco un libro in cui, al contrario, Alfie Kohn, autore ed educatore ben noto negli Stati Uniti, esordisce con la domanda: “Quali sono i bisogni dei nostri figli . e come possiamo soddisfare tali bisogni?”. La risposta risiede in una serie di idee che suggeriscono di lavorare con i bambini, piuttosto che imporre ai bambini. Kohn sostiene che uno dei bisogni fondamentali di ogni bambino è essere amato incondizionatamente, nella certezza di essere accettato anche quando combina guai o fallisce. Al contrario sistemi educativi quali punizioni (tra cui mettere in castigo), premi (come il rinforzo positivo) e altre forme di controllo inducono i nostri figli a credere di essere amati solo se ci compiacciono o ci colpiscono favorevolmente. A tale proposito l’autore presenta una serie di studi che certificano i danni provocati dalla costante ricerca dell’approvazione dei genitori. Questo è un libro che analizza come i genitori pensano, percepiscono e trattano i figli, invitandoli a mettere in discussione le proprie certezze e, al contempo, dando loro molti consigli utili per passare dalla logica dell'”imposizione” a quella della “collaborazione”.
  • Ken Robinson “The Element: Trova il tuo elemento cambia la tua vita”, Mondadori 2012
    Esiste un luogo in cui le cose che amiamo e quelle che siamo bravi a fare si ritrovano insieme. Questo luogo dell’anima si chiama “l’Elemento”. È essenziale che ciascuno di noi nel corso della vita trovi il proprio elemento, e riesca così a esprimere appieno talento e creatività.Secondo Ken Robinson tutti nasciamo con capacità naturali straordinarie, con cui perdiamo il contatto man mano che cresciamo. Ironicamente, uno dei motivi per cui questo succede è proprio l’istruzione che riceviamo. L’attuale sistema scolastico sembra fatto apposta per soffocare la nostra creatività. Non ci viene mai data la possibilità di esplorare noi stessi, di capire le nostre reali inclinazioni. E il risultato è che la maggior parte di noi non si renderà mai conto delle proprie capacità e di ciò che potrebbe fare. E questo rappresenta non solo una fonte di sofferenza e frustrazione per ciascuno di noi, ma soprattutto un’enorme perdita per il futuro del mondo in cui viviamo…”Dobbiamo imparare ad apprezzare e a coltivare il talento e i modi diversi in cui si esprime individualmente. Dobbiamo creare ambienti – nelle scuole, nei luoghi di lavoro, negli uffici pubblici – in cui ogni persona sia spinta a sviluppare la propria creatività. Dobbiamo assicurarci che tutti abbiano la possibilità di fare ciò che vorrebbero, di scoprire il proprio Elemento e di scoprirlo a modo loro.”The Element è un inno alla strabiliante varietà delle passioni e dei talenti umani, e al nostro straordinario potenziale di crescita ed evoluzione. È un invito a impegnarci attivamente nel presente, l’unico modo per prepararci davvero a un imprevedibile futuro.
  • André Stern, “Non sono mai andato a scuola – Storia di un’infanzia felice”, Ed. Nutrimenti, 2014
    Come crescerebbe un bambino senza andare a scuola? Che accadrebbe se le persone intorno a lui mostrassero una fiducia assoluta nelle sue capacità e gli consentissero di dedicarsi alle attività che gli interessano, certi che il gioco sia una forma di apprendimento? Quali sarebbero i risultati di un’infanzia vissuta lontano dalla routine e dalle aspettative del ‘mondo scolarizzato’? André Stern, figlio di una ex insegnante di scuola materna e di un pedagogo che ha rivoluzionato il concetto di educazione infantile, a scuola non ci è mai andato. E condividendo la sua esperienza personale, la sua singolare storia di autodidatta, colma un vuoto, perché nessuno prima di lui ha potuto raccontare che cosa significa crescere estraneo ad ogni forma di scolarizzazione, senza orari, senza programmi, senza voti o pagelle. Imparare spontaneamente, in un cammino autonomo che lo ha condotto a essere tutt’altro che emarginato o analfabeta, anzi musicista, compositore, liutaio, oltre che scrittore e giornalista. Una sfida contro i luoghi comuni, che non pretende di offrire un metodo migliore o una ricetta miracolosa, ma una possibilità alternativa, una fonte d’ispirazione, un invito alla fiducia in sé stessi. Per sfatare la convinzione che la scuola sia l’unica strada percorribile per lo sviluppo emotivo e sociale di un bambino.
  • Peter Gray, “Lasciateli giocare”, Giulio Einaudi Editore, 2015
    Tanto nel tempo libero – in cui ogni forma di scoperta e avventura è proibita fuori dal controllo dei genitori – quanto a scuola – dove vigono la competizione, la disciplina e la tortura dello studio al banco – per i bambini non esistono più spazi di autonomia. Qual è il risultato? Una gioventù ansiosa e disinteressata, che percepisce la vita come una corsa a ostacoli. Ma un modello alternativo esiste. Un modello che sostiene la curiosità, la gioiosità e la capacità di socializzare, e che dà ai ragazzi l’opportunità di crescere liberamente. Mettendo in discussione molto di ciò che diamo per scontato in tema di formazione, “Lasciateli giocare” ci ricorda che i bambini sono esseri pensanti e pieni di risorse, non dei prigionieri. E che l’educazione non deve essere una punizione, ma un’aspirazione naturale, una gioia.
  • Giuditta Mastrototaro. “Nascere e crescere alla luce dell’educazione empatica” StreetLib Milano 2015 Cosa favorisce o ostacola la relazione madre/bambino fin dagli albori della nascita? E’ questa la domanda a cui l’autrice cerca di rispondere in questo libro. L’educazione empatica è un approccio di comunicazione con i nostri figli piccini o grandi. Il libro è rivolto a tutti quei genitori che desiderano entrare in ascolto dei propri figli e che non credono che per educare debbano esserci dei vincitori e dei vinti, dei tiranni e dei succubi. L’educazione empatica apre una nuova prospettiva fatta di relazioni fondate sull’ascolto e la fiducia. La fiducia nelle risorse interne di ogni persona, che come un seme immerso in un ambiente fertile di amore e di rispetto può crescere, svilupparsi e dare frutto a tutte le sue competenze.
  • Ken Robinson e Lour Aronica “La scuola creativa” (manifesto per una nuova educazione) 2016
    Ken Robinson è una delle voci più influenti in materia di istruzione. La sua TED Talk “Le scuole uccidono la creatività?” è stata tra le più cliccate degli ultimi anni. In “Scuola creativa”, Robinson espande quella visione e la declina in un focus molto concreto: cosa, perché e come l’istruzione dovrebbe cambiare. La via indicata da Robinson non è la via delle riforme – misure insufficienti, e nel migliore dei casi in grado solo di migliorare un sistema fallimentare nella sostanza – ma della rivoluzione: scardinare capisaldi culturali che diamo per scontati, ripensare il percorso formativo dall’asilo all’università, abbandonando i principi di conformità, linearità e omologazione per scegliere un apprendimento personalizzato che valorizzi il potenziale personale di ognuno. Pieno di esempi e buone pratiche, studi di caso e aneddoti, e soprattutto ironico, divertente, brillante, questo libro ispirerà insegnanti, genitori, dirigenti, politici a mettere in discussione prassi consolidate e costruire un nuovo paradigma per le nostre scuole.
  • Ken Robinson, “Fuori di testa: Perché la scuola uccide la creatività” Centro Studi Erickson (2017)
    Fuori di testa cerca di mettere a fuoco le ragioni per cui la maggior parte della gente non ha idea delle proprie capacità. Tutti nasciamo con talenti naturali, ma pochi di noi li scoprono né sono in grado di svilupparli. Paradossalmente, una delle cause di questo immenso spreco di talenti è proprio il sistema che dovrebbe valorizzarli: la scuola. Gli attuali approcci all’istruzione sono infatti impregnati di convinzioni sull’intelligenza superate e adottano valutazioni standardizzate che soffocano la creatività e appiattiscono le ambizioni.Che siate studenti o impiegati, che lavoriate nel campo dell’educazione, o nel mondo degli affari, troverete in questo libro suggerimenti e indicazioni molto utili e interessanti per il vostro futuro.
  • Céline Alvarez, “Le leggi naturali del bambino, la nuova rivoluzione dell’educazione”, Mondadori, 2017, titolo originale: Les lois naturelles de l’enfant, tradotto da Marianna Basile e Chiara Lusetti.
    La cosa più interessante e stimolante è che, pur non essendo un libro sull’homeschooling, né un libro scritto da o per homeschooler, ribadisce con forza alcune leggi fondamentali dell’apprendimento che all’interno della scuola di solito non riescono a trovare spazio né applicazione, mentre sono invece chiavi di volta dell’istruzione in famiglia. Ad esempio, il fatto che la vita insieme a persone della stessa età ostacoli l’apprendimento e sia un freno allo sviluppo cognitivo. Oppure, la validità dell’apprendimento autoguidato, cioè in cui è il bambino a decidere cosa, quando e come studiare. O ancora la dannosità del giudizio e della valutazione. Ma non voglio rovinarvi la sorpresa! L’autrice è maestra di scuola dell’infanzia, formatasi per vocazione sulla scia di Maria Montessori, e sogna una scuola in cui si possano realizzare i principi di “libertà, uguaglianza e fratellanza”. Céline Alvarez opera quindi nella scuola, alla ricerca della soluzione per seguire le leggi naturali dell’apprendimento.
  • Giuliana Mieli “Il bambino non è un elettrodomestico. Gli affetti che contano per crescere, curare, educare” Feltrinelli; 3 edizione (12 gennaio 2017)
    Siamo una società che ignora e trascura gli affetti. A partire da questa constatazione l’autrice, in una narrazione ironica e aneddotica, ma insieme di grande rigore intellettuale, descrive le tappe della maturazione affettiva dell’individuo e propone una riflessione sull’origine di una disattenzione filosofica e scientifica che può avere conseguenze gravi per il futuro della nostra società. La risposta ai bisogni affettivi di base è infatti una condizione biologica ineludibile per la sopravvivenza della specie: l’averlo trascurato si riflette non solo nella sofferenza psichica dilagante, ma anche nelle difficoltà che sempre di più accompagnano la maternità. La psicologia, attenta alla qualità affettiva dell’ambiente in cui nasce e cresce il bambino, può collaborare in modo diverso ed originale ad assistere genitori, operatori sanitari, insegnanti non solo e non tanto per curare, ma soprattutto per diffondere l’affettività negata come valore da spendere per salvare e cambiare il mondo.
  • Daniele Novara, “Non è colpa dei bambini, Perché la scuola sta rinunciando a educare i nostri figli e come dobbiamo rimediare. Subito” BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (2017)
    Negli ultimi quindici anni gli adulti che hanno avuto a che fare con il mondo dell’infanzia, insegnanti o genitori, hanno dovuto confrontarsi in modo graduale ma inesorabile con una crescente terminologia medico-psichiatrica: disturbi dell’attenzione, autismo, dislessia, discalculia… Le certificazioni sono aumentate in maniera esponenziale e molti bambini – che un tempo sarebbero stati indicati come turbolenti, indisciplinati, in difficoltà – oggi hanno una diagnosi precisa. Eppure, ci racconta qui Novara per la prima volta, i conti non tornano: le diagnosi italiane eccedono la media di qualunque nazione, e l’accelerazione con la quale crescono nelle nostre scuole non è in linea con le statistiche internazionali. Cosa sta succedendo? Con le competenze di esperto dell’educazione, e l’apprensione di un osservatore empatico del mondo scolastico, Novara ci propone una risposta semplice e sconvolgente: stiamo sostituendo la psichiatria all’educazione.In una scuola, e in una società, che sta abbandonando una delle sue missioni fondamentali – crescere le nuove generazioni – è diventato perversamente più semplice definire malato un bambino che non riusciamo a educare. In queste pagine, ricche di dati chiari e di esperienze sul campo, Daniele Novara ci porta alla scoperta di un sistema che troppo spesso preferisce la terapia all’educazione. Ma ci mostra anche, attraverso percorsi già sperimentati, come sia possibile opporsi a questa deriva, recuperando la missione primaria delle famiglie e dei docenti. Un libro forte e necessario, che non colpevolizza nessuna categoria ma al contrario chiama tutti, genitori, insegnanti e anche medici, terapeuti e funzionari, a un lavoro comune per recuperare il senso vero dell’educare, tracciando una linea netta tra malattia e cattiva educazione, per ridare ai bambini la scuola, e la società, di cui hanno bisogno.
  • André Stern, “Jouer – faisons confiance à nos enfants”, Actes Sud, 2017
    Un inno al gioco, fondamentale per l’apprendimento dei bambini.
    “Le jeu est pour l’enfant la manière la plus directe de se connecter à la vie de tous les jours, à lui-même et au monde. Pour l’enfant, le jeu libre est une nécessité. Une prédisposition, un penchant, souvent un impératif. Il est, pour l’enfant, un accomplissement profond. ” (2020, attualmente non ancora tradotto in italiano)
  • André Stern, “Tous enthousiastes! Retrouvez votre énergie d’enfant”, Horay, 2018
    Un libro che ricorda agli adulti quanto erano entusiasti da piccoli… come ritrovare questo entusiasmo e perché salvarlo nei bambini!
    Savez-vous que tous les enfants naissent enthousiastes ? Avec ce livre, André Stern propose aux lecteurs de renouer avec leur enthousiasme, une énergie fondamentale qu’ils possèdent tous, parfois sans le savoir. Un récit construit de manière poétique et initiatique, composé d’histoires, de pensées, de témoignages et de textes qui racontent l’enthousiasme comme moteur de vie à tout âge. Une réalité démontrée par les neurosciences. L’analyse d’André Stern se fonde notamment sur les recherches du Professeur Gerald Hüther, chercheur en neurobiologie. Un message porteur de changement. La lecture de ce livre vous aide à libérer votre force intérieure, à revoir l’échelle de vos priorités et à trouver l’élan de votre accomplissement. Avec les contributions de nombreuses personnalités : Richard Bach, l’auteur de Jonathan Livinsgton le goéland, Joël de Rosnay, chercheur et auteur, Jean-François Bernardini, chanteur du groupe I Muvrini, Arno Stern, pédagogue et chercheur, Jocelyn Dunn, astronaute, Satish Kumar, penseur, ainsi que Aleksander Baj, Benoît Le Goëdec, Michèle Stern et Pauline Stern. (2020 attualmente non ancora tradotto in italiano)
  • Maria Montessori, “Il bambino in famiglia”, Garzanti, 2018
    Il libro raccoglie i testi di una serie di conferenze tenute nel 1923 a Bruxelles, nelle quali Maria Montessori traccia le proprie proposte per una Scuola dei genitori. Il volume è quindi una guida di igiene mentale a uso di genitori ed educatori, perché non si creino – anche inavvertitamente le premesse di quella che si manifesterà un giorno come una penosa (ma inevitabile) incomprensione nei rapporti tra genitori e figli.
  • Camillo Bortolato,”Lettera a un bambino che ha paura della matematica”, Ed. Mondadori, Febbraio 2018. Camillo Bortolato, maestro e pedagogista, ha elaborato un metodo alternativo di apprendimento per i bambini. Il suo “metodo analogico” rivoluziona l’approccio alle materie scolastiche,in particolare alla matematica. Estratto del libro “Caro bimbo che mi stai ascoltando e sei nel cuore di ogni adulto, della matematica non mi interessa niente, tranne che tu non abbia a stare male per causa sua…”
  • Marzia Bosoni, “io scelgo TUTTA UN’ALTRA SCUOLA”, Ed. Red, Novembre 2018.
    Un fermo immagine di una realtà in continuo mutamento che, lontano dal voler proporre nuove verità assolute, intende soprattutto accendere lo sguardo critico del lettore. Il libro prende in esame le esperienze di istruzione alternativa più rappresentative per le diverse fasce di età, nonché le realtà associative che lavorano per armonizzarne l’operato. Infine, anche attraverso le testimonianze di alcuni giovani, tenta di capire a quali percorsi formativi e lavorativi tali modelli di istruzione possano dare accesso, provando a tracciare possibili scenari per l’educazione del futuro.
  • Giorgia Petrini, “La Scuola Non Esiste”, Dicembre 2018.
    Qualcuno nel tempo ci ha fatto confondere l’obbligo di istruzione con l’obbligo scolastico e il diritto a dover essere istruiti con il dovere di andare a scuola. Un pasticcio, insomma. Un pasticcio sul quale sono cresciute e invecchiate diverse “generazioni di studenti”, ovvero di figli che sono poi diventati genitori che, a loro volta, per inerzia, senza mai farsi nuove domande, hanno cresciuto figli studenti, più o meno studiosi. Perché si trattava, e per i più ancora si tratta, della scuola dell’obbligo. Ma la scuola, soprattutto quella dell’obbligo, non esiste.
  • Bianca Bonavita, “DISCOLA. Descolarizzare ancora la società”, Ed. Pentagora, 2019.
    Si tratta di provare a creare, attraverso questa comune di mondi (saperi, conoscenze, persone, memorie, strumenti, luoghi, tempi), un ambiente il più possibile denso di significati, in cui sia possibile, e non obbligatorio, trovare risposte ai propri desideri di apprendimento.
  • Esther Wojcicki, “Bambini che cambiano il mondo”, Sperling & Kupfer, 2019
    Il più grande desiderio di ogni mamma e papà è probabilmente la felicità dei figli, ma come si fa a realizzarlo? L’esperienza di Esther Wojcicki è un esempio entusiasmante di come si possa fare i genitori senza ossessioni, con fiducia e divertimento. Esther è madre di tre figlie pienamente realizzate e ha insegnato a centinaia di ragazzi, molti dei quali diventati adulti di successo in vari campi.In entrambi i ruoli, ha puntato non sulle regole, ma sui valori da trasmettere, in particolare su cinque principi fondamentali: indipendenza, fiducia, rispetto, collaborazione e gentilezza.Concedere molto presto spazi di autonomia e qualche responsabilità rende i bambini più indipendenti. Mettersi al loro fianco nelle difficoltà, ma senza intervenire, accresce la loro sicurezza. Rispettare le opinioni che esprimono aumenta la loro autostima e insegna il valore del confronto. Invitarli a collaborare evita loro di concentrarsi sulle proprie performance e promuove la cooperazione indispensabile per arrivare ai migliori risultati. In un racconto ricco di consigli pratici e di aneddoti, la «madrina» della Silicon Valley propone un nuovo metodo educativo, mirato a sviluppare i talenti individuali, a crescere ragazzi attivi e indipendenti, a rafforzare quell’autonomia di giudizio e quella fiducia nelle proprie capacità che sono fondamentali per costruire la propria strada, vivere felici e contribuire a migliorare il mondo.
  • Elena Piffero “Io imparo da solo! L’apprendimento spontaneo e la filosofia dell’unschooling” Terra Nuova Edizioni (2019)
    «Come sarebbe a dire, che non mandate i vostri figli a scuola? Ma non è obbligatorio? E allora come fanno a imparare a leggere, a scrivere e a far di conto? E in che senso, imparano da soli? E la socializzazione?». Queste domande nascono spontanee quando si affronta il tema dell’unschooling, e il libro che avete tra le mani cerca di fornire le risposte a partire dall’esperienza di chi ha fatto questa scelta per i propri figli. L’apprendimento spontaneo in un ambiente familiare e sociale incoraggiante e ricco di stimoli, costituisce un valido percorso di istruzione, anzi di autoistruzione, in grado di sostituire quello scolastico. I bambini semplicemente continuano, come hanno fatto in millenni di evoluzione, a imparare da soli: sono biologicamente programmati per farlo e non ne possono fare a meno. Le numerose esperienze di unschooling sparse per il mondo ci dimostrano che i bambini, anche senza un programma didattico prestabilito e imposto dall’esterno, sviluppano con successo le loro capacità in autonomia, seguendo i propri ritmi. Rifacendosi a un nutrito corpus di studi sull’apprendimento, le neuroscienze e la psicologia dell’età evolutiva, questo libro racconta come e perché adottare l’unschooling, riportando con decisione al centro del dibattito sull’educazione i legittimi protagonisti: i bambini.

La pratica

Selezione di video che riportano esperienze concrete di homeschoolers

  • www.youtube.com/watch?v=0YDhTbe2IyM
    Video schietto e divertente di Maria Luisa Morici, madre di 3 figli e fondatrice della compagnia di teatro da strada Umbra, la CREATIVENDOLERIA, racconta la sua esperienza di homeschooling con il suo ultimo figlio.
  • www.youtube.com/watch?v=2T4mC53vuPs
    Breve documentario di 15 minuti in lingua inglese, con interviste a quattro famiglie statunitensi, riguardo all’unschooling.

Selezione di blog di famiglie homeschoolers che raccontano le loro esperienze

(in ordine alfabetico per indirizzo del blog)

Selezione di siti utili per formarsi alla libera educazione/istruzione

  • apprendimento-esperienziale.it
    La formazione esperienziale in natura. “L’esperienza ed il gioco come principali metodi che portano alla conoscenza: campi estivi, corsi formativi, arrampicate esperienziali etc. La natura e l’essere umano sono al centro”
  • disimparando.com/
    Un percorso formativo che non insegna, non forma bensì trasforma.  “Un invito a lasciare il pacchetto di certezze pedagogiche sulle quali basiamo le nostre osservazioni e le nostre interpretazioni del vissuto infantile, e dalle quali generiamo leggi e principi.”
  • experientiallearningforum.wordpress.com
    ELF è un luogo dove per tre giorni formatori ed educatori interessati all’apprendimento esperienziale (experiential learning) si incontrano per scambiarsi esperienze, offrire e provare teorie, tecniche e strumenti, conoscere nuovi e diversi punti di vista su questa metodologia.
  • educareallaliberta.org
    Materiali sulle esperienze educative alternative in Italia e nel mondo.