Com’è regolata l’istruzione parentale?

Infografica: Le leggi fondamentali

La legislazione vigente conferma i fondamenti dell’istruzione parentale in Italia, come esposti nella concatenazione di norme1.

È rimasto in uno stato di indeterminatezza, sostanziale e formale, l’aspetto legato all’accertamento dell’ottemperanza da parte delle famiglie che non intendono inserire i propri figli in un percorso scolastico. Ne è la riprova il fatto la vigilanza da parte dei Dirigenti scolastici si svolge ancora con modalità estremamente diverse su tutto il territorio nazionale, anche tra realtà geograficamente vicine. Anche se la tendenza è quella di uniformare le modalità d’esame, ad una lettura sistematica della norma ad un livello non superficiale, non è improprio sostenere che vi siano i presupposti concettuali e normativi per  approcci più corretti e rispettosi dei giovani e delle famiglie in istruzione parentale. Vi sono casi in cui, in virtù dell’autonomia e dell’apertura culturale di dirigenti e docenti, si praticano modalità di accertamento sostenibili e soprattutto efficaci dal punto di vista educativo.

Sul piano sostanziale, l’accertamento del dovere genitoriale all’istruzione ed all’educazione, così come è diffusamente praticato, ovvero con un esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva, non corrisponde all’articolazione in cui si attuano alcuni percorsi di homeschooling. Esso infatti appare coerente solo nei casi di un’impostazione scolastica dell’istruzione parentale, oppure quando, genitori e figli ritengano che quel tipo di prova sia funzionale al loro percorso.

Questo tema è aperto.

Il quadro normativo

A questi link trovi:

In particolare, la provincia autonoma di Trento fa eccezione. E lo fa in diversi aspetti:

  • i tempi e le modalità della comunicazione annuale di istruzione parentale
  • il progetto famigliare di istruzione
  • la situazione dell’esame

Vai al quadro normativo della provincia autonoma di Trento.

Note:

  1. Le norme esposte in ordine (per ulteriori approfondimenti si veda questo link):
    – Art. 26, comma 3, Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
    – Principio settimo, Dichiarazione dei diritti del fanciullo, approvata il 20 novembre 1959 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e revisionata nel 1989
    – Artt. 30, 33 e 34 della Costituzione
    – Art. 147 del Codice Civile: “Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni”
    – Testo Unico del Decreto Legislativo n. 297 del 16 aprile 1994, Articoli 110-114, 147-150 e 192-193
    – Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62, artt. 10 e 23 ↩︎