Come si svolge l’istruzione parentale?

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Ogni famiglia individua modalità e procedure conformi alle caratteristiche, all’originalità ed alla articolata identità della prole, in sintonia con quelle genitoriali, nel rispetto dei principi della Dichiarazione dei diritti del fanciullo.

La particolarità che ne emerge è la dinamicità nella ricerca ed individuazione di approcci di istruzione-apprendimento, nonché la flessibilità nell’adattamento ad personam.

Si fa presente come la rappresentazione che segue non vada letta come rigida separazione tra le varie tipologie; infatti le testimonianze e le esperienze raccolte dimostrano interessanti forme di combinazione, nonché occasioni di cooperazione tra famiglie che praticano istruzione famigliare e non, fino ad arrivare a momenti di incontro e scambio all’interno degli istituti scolastici. In homeschooling trovano applicazione sia l’insegnamento formale che l’apprendimento informale, come pure l’apprendimento non formale.

Il termine di istruzione in famiglia (dove le componenti spazio/tempo e le modalità incidono in maniera determinante sui fondamenti dell’apprendimento), inteso come formazione nell’ambito famigliare, al di fuori della scuola1, risulta essere il macro-concetto che ne racchiude altri, che, per necessità di analisi, si è ritenuto di raggruppare nelle seguenti tipologie:

  • Scuola a casa, con curriculum standard: studio curricolare canonico, prevalentemente di tipo scolastico, svolto in famiglia, ad esempio, con tutor, con insegnante o con iscrizione a scuole o corsi online. Tutte quelle situazioni in cui il bambino segue un percorso prestabilito con la guida di uno o più adulti, i quali si ispirano a vari principi pedagogici.
  • Istruzione con curriculum personale: apprendimento che parte dalle esperienze e dalle motivazioni della prole, guidata alla rielaborazione e realizzazione di un percorso/curricolo personale. Le pedagogie di riferimento possono essere le più diverse.
  • Unschooling, o apprendimento naturale, detto anche spontaneo, non strutturato o autoguidato (aspetto che caratterizza l’homeschooling), cioè senza un curriculum standard. Apprendimento come scoperta, senza insegnamenti ex cathedra, una formazione che segue le leggi biologiche dell’apprendimento, così come sono riconosciute dalla letteratura scientifica. Questa tipologia di istruzione famigliare riconosce tra i suoi principali teorici John Holt, Sandra Dodd, John Taylor Gatto; essa si ispira inoltre a diverse pedagogie più o meno recenti, tra cui vale la pena citare Maria Montessori, Rudolph Steiner, o Waldorf, la outdoor education, la slow education, l’open-ended learning, il learner-centered learning, la scuola attiva.

Consigliamo la visione del video “Organizzare l’homeschooling in famiglia”.

Unschooling

L’unschooling è un tipo di approccio all’homeschooling, che muove da alcuni presupposti fondamentali, come ad esempio:

  • che il bambino possiede potenzialmente tutto ciò che gli è necessario per apprendere in modo informale ciò di cui ha bisogno per interagire efficacemente con l’ambiente in cui si trova. Questo concetto oggigiorno è ampiamente condiviso anche fra gli specialisti dell’apprendimento e delle neuroscienze;
  • che l’apprendimento più efficace e a tutto tondo (compresi gli aspetti affettivi e socio-relazionali) avviene essenzialmente dentro alla relazione con la propria famiglia di origine;
  • che l’apprendimento è un percorso personale, intimo, unico, che segue delle leggi naturali, innate;
  • che per questi motivi l’apprendimento informale è molto difficile da registrare, da valutare o verificare e da catalogare;
  • che il bambino impara le regole perché le respira e le acquisisce per emulazione. Le regole infatti sono nel mondo, nella società. Sono ineludibili. Non è necessario imporle. La famiglia e la comunità di cui questa fa parte non sono forse gruppi sociali che implicano regole di convivenza imprescindibili.

Fare unschooling significa quindi rinunciare all’approccio di tipo scolastico, più rassicurante, strutturato e formale, a un percorso prestabilito a cui il bambino deve conformarsi, che lo vede come una tabula rasa mentre l’adulto è l’autorità che detiene il sapere.

In altre parole, si tratta di accompagnare il bambino nella sua scoperta del mondo, senza interferire coercitivamente o con atti non richiesti di istruzione, nel processo di crescita e di apprendimento, creandogli le condizioni per accedere alla realtà.

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Oppure puoi guardare il video: “Si può imparare senza seguire un programma prestabilito e senza libri di testo?”


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Note:

  1. La Scuola è intesa qui come quella istituzione che, in un medesimo luogo e in contemporanea, impartisce ad un gruppo di coetanei la stessa istruzione/educazione, impostata da essa stessa, con modalità per la maggior parte standardizzate e con sistemi di valutazione indifferenziati, fatti salvi casi di eccezione. L’identità di tempo e luogo (reale o virtuale) e/o la standardizzazione delle modalità sono, anche considerati singolarmente, fattori determinanti per definire il concetto di scuola, in quanto discriminanti rispetto all’istruzione famigliare. Infatti le componenti spazio/tempo e/o le modalità incidono in maniera determinante sui fondamenti dell’apprendimento. ↩︎