Cos’è l’homeschooling (istruzione parentale)?

L’istruzione parentale (homeschooling) è la scelta genitoriale di assolvere e organizzare in ambito famigliare il diritto-dovere di istruire la prole, in attuazione dell’Articolo 30 della  Costituzione italiana1, dell’art. 26 della Carta dei diritti dell’Uomo2 e del principio settimo della Dichiarazione dei diritti del fanciullo.3

A tal fine, dando corso all’Articolo 33 della Costituzione4, in ambito famigliare si attiva un sistema di azioni educative, di apprendimento e di istruzione che vengono poste in essere a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale attivo e aperto, inserito nella rete di relazioni che i vari ambiti sociali offrono, e tenendo a riferimento anche le linee generali per l’istruzione contenute nelle indicazioni nazionali.

Potenzialmente, l’homeschooling si adatta a tutti bambini/ragazzi ed è praticabile da tutti i genitori che non siano in situazione di incapacità. Per fare homeschooling non sono richiesti né un reddito minimo né un titolo di studio specifico.

Per le sue caratteristiche, l’istruzione parentale può essere scelta per assolvere sia all’obbligo di istruzione, sia all’obbligo di formazione, che subentra dopo i 16 anni di età e dopo 10 anni di istruzione. Essa può quindi comprendere gli anni della primaria e della secondaria, fino alla maturità.

L’istruzione parentale implica la piena e diretta assunzione di responsabilità dei papà e delle mamme, o di chi ne fa le veci, nell’esercizio di una genitorialità consapevole, socialmente ricca, nel perseguimento degli artt. 2, 3, 4, della Costituzione italiana, nel rispetto dell’ambiente e degli esseri che lo costituiscono.

Si veda anche il video “Cos’è l’istruzione parentale e quali sono le sue potenzialità?”

Che differenza c’è fra i vari termini che descrivono questo fenomeno?

Homeschooling

È il nome inglese che definisce questa realtà, nata negli USA e da lì diffusasi in tutto il mondo. Pur con tutte le sue ambiguità, ancora oggi questo è il termine che identifica il fenomeno a livello internazionale.
Il termine “homeschooling” indica tutte le forme di apprendimento e istruzione al di fuori del sistema scolastico curricolare pubblico o equiparabile ad esso.
L’homeschooling comprende l’unschooling, la travel schooling, ed altri approcci.

Istruzione parentale

La legge italiana, ai vari livelli, definisce “istruzione parentale” tutte le forme di apprendimento e istruzione al di fuori del sistema scolastico curricolare pubblico o equiparabile ad esso (scuola pubblica o parificata).
Tale è il termine in uso in ambito istituzionale e amministrativo, per questo è opportuno usare sempre questo termine quando ci si interfaccia con i vari rami dell’amministrazione pubblica.
L’”istruzione parentale” si attua mediante approcci diversi, ad esempio mediante la cosiddetta “scuola a casa”, oppure il cosiddetto “apprendimento autoguidato / autodiretto”, o “informale”, o “non strutturato”, o “naturale”, o tramite un’integrazione di diversi approcci.

Altri termini che non sono equivalenti

Educazione parentale / apprendimento in famiglia

Si sono diffusi anche altri termini, quali ad esempio “educazione parentale” o “apprendimento in famiglia”, introdotti da blog privati.

Scuola a casa / scuola parentale / scuola nel bosco / realtà parentale

I termini “scuola a casa”, “scuola parentale”, “scuola nel bosco” e simili sono decisamente fuorvianti perché rimandano al concetto di scuola, che è invece estraneo alla homeschooling, pur rientrando in termini amministrativi nella categoria “istruzione parentale”.

Istruzione famigliare (o familiare)

Il termine “istruzione famigliare” non ha valore sul piano amministrativo o giuridico. Esso è stato però inserito nel nome della nostra associazione per sottolineare l’aspetto relazionale di tale percorso di apprendimento e la centralità del ruolo della famiglia. Si veda a questo proposito il video “Istruzione parentale e istruzione famigliare”.

Privatista / autodidatta

È opportuno non confondere la persona in istruzione parentale/famigliare (homeschooling) con il/la “privatista”. Quest’ultimo/a infatti è colui/colei che frequenta una scuola privata al fine di prepararsi per superare un esame per ottenere un diploma o una certificazione. Egli quindi orienta il suo studio secondo un programma prestabilito che gli viene somministrato dall’esterno e rispetto al quale lui/lei non gode di nessuna libertà. La stessa finalità può essere perseguita anche con un percorso da Autodidatta, quindi anche in questo caso non è improprio adottare la categoria “privatista”. Anche l’autodidatta è, a rigor di logica, diverso dall’homeschooler: il primo può tendere ad autodeterminarsi nella pratica di studio, studiare anche da solo ma non nella scelta dei contenuti, i quali sono orientati da altri e finalizzati ad uno sbocco formale, il processo è avulso dalla al di fuori di una relazione famigliare, mentre l’istruzione parentale è tale solo in ambito famigliare

In istruzione parentale (assumendo l’accezione amministrativa), in virtù principalmente degli articoli 30 e 33 della Costituzione, il panorama è più articolato e solo in casi specifici il/la giovane possono essere assimilati alla categoria “privatista”. Ovvero, quando si sia operata la scelta di delegare ad altri l’istruzione dei figli, siano essi tutor in presenza oppure on line, (anche se non facenti parte del sistema scolastico pubblico o paritario), perseguendo una programmazione/progettualità parallela o coincidente con quella scolastica; a rigor di logica la figura del/della giovane può caratterizzarsi come quella di privatista. In altri termini quando il coinvolgimento della famiglia in merito alla progettualità, attuazione e gestione dei processi di educazione e apprendimento, è completo o in larga misura, si può parlare di Istruzione parentale/homeschooling nel senso più comprensivo della sua ragion d’essere.

Chi fa istruzione parentale, invece, non necessariamente è tenuto a frequentare una scuola privata, né aspira necessariamente ad una certificazione o ad un diploma. La scelta di istruzione parentale viene effettuata in famiglia per motivazioni che spesso sono diverse da quelle puramente di tipo curricolare o scolastico. Tuttavia se nella sostanza vi sono differenziazioni fondamentali, la prassi amministrativa tende a inglobare ogni soggetto, che procede nell’apprendimento e nell’istruzione, fuori dal sistema scolastico pubblico o parificato nella categoria “privatista”. Questo sostanziale travisamento o non specificazione dei termini e dei concetti, si ripercuote in maniera impattante in alcuni passaggi chiave della pratica dell’istruzione parentale.

Capita che per semplicismo si considerino “privatisti” tutti coloro i quali si presentano ad un esame, quindi anche gli homeschooler quando sostengono l’esame di idoneità alla classe successiva. Ma la differenza è sostanziale e nei casi in cui sono in atto percorsi di crescita/apprendimento, personalizzati l’esame standard somministrato con modalità standard produce delle situazioni di mancato rispetto del/della giovane, della scelta progettuale legittimamente fatta e della stessa normativa che sottolinea in più passaggi la valenza di volano nel processo di crescita, del momento della valutazione.

Si veda a tal proposito anche il video “L’homeschooler non è un privatista”.

Note:

  1. Art. 26, comma 3, Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: “Parents have a prior right to choose the kind of education that shall be given to their children.” (i genitori hanno il diritto di priorità nella scelta del tipo di educazione (in inglese, anche istruzione) da impartire ai loro figli). ↩︎
  2. Principio settimo, Dichiarazione dei diritti del fanciullo, approvata il 20 novembre 1959 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e revisionata nel 1989: “Il superiore interesse del fanciullo deve essere la guida di coloro che hanno la responsabilità della sua educazione e del suo orientamento; tale responsabilità incombe in primo luogo sui propri genitori.”. ↩︎
  3. Art. 30 della Costituzione: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire e educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi d’incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. (…)”. ↩︎
  4. Art. 33 della Costituzione: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. ↩︎