FAQ sul Consiglio Direttivo di LAIF

1)  Cos’è il Consiglio Direttivo?

Se l’Assemblea è l’organo consultivo e decisionale fondamentale dell’Associazione, il Consiglio Direttivo ne è

  • l’organo operativo ed esecutivo: esso deve portare a realizzazione le linee programmatiche di indirizzo stabilite in seno all’Assemblea dei soci; le decisioni del Consiglio Direttivo devono sempre essere in linea con le indicazioni dell’Assemblea e con lo statuto (poniamo che l’Assemblea decida, ad esempio, di attivare una campagna informativa sui social, il Consiglio Direttivo dovrà di conseguenza attivarsi per dare attuazione a tale indicazione e quindi individuerà dei referenti di questo progetti, aprirà degli account, ecc.);
  • l’organo su cui grava la responsabilità legale dell’Associazione e che approva le spese (gli impegni economici).

2)  Da quanti consiglieri è formato il consiglio direttivo di LAIF?

Per statuto, il nostro Consiglio Direttivo può essere composto da cinque o da sette consiglieri. La decisione del numero di componenti del Consiglio spetta all’Assemblea in base a:

  • le dimensioni dell’Associazione (il numero dei suoi soci, il suo bilancio, la mole di lavoro),
  • la quantità di candidature presentate.

3)  Come si forma il Consiglio Direttivo?

Il Consiglio viene solitamente eletto dall’Assemblea dei soci, sulla base del regolamento che essa stessa ha approvato.
Il primo Consiglio Direttivo di LAIF doveva essere costituito al momento della costituzione dell’Associazione, visto che per legge un’Associazione non può esistere senza un organo che ne sia responsabile, quindi senza il Consiglio Direttivo.  Perciò i soci fondatori hanno scelto al loro interno cinque soci disponibili a far parte del primissimo Consiglio Direttivo di LAIF, quello che doveva servire appunto per espletare le pratiche per la fondazione dell’Associazione, costruire le prime basi per l’esistenza dell’Associazione e poi doveva essere ratificato dalla prima Assemblea.

4)  Come funziona il Consiglio Direttivo? Come si svolgono le sedute?

I consiglieri lavorano in accordo fra loro, in sintonia con le indicazioni dell’Assemblea dei soci e con lo statuto.
Il luogo ufficiale della discussione e dell’assunzione di decisioni è la seduta del Consiglio Direttivo, ma in situazioni urgenti, le decisioni possono essere prese anche via mail o al telefono e poi venir ufficializzate alla seduta successiva, per poi essere verbalizzate.
Le decisioni vengono prese sempre di comune accordo.  Dove fosse necessario, essi delibererebbero a maggioranza fra i consiglieri.
Il Consiglio di LAIF può discutere e deliberare

  • via mail, cioè mediante uno scambio di mail fra i consiglieri, in seguito al quale si giunge ad una decisione condivisa,
  • in presenza, cioè durante una seduta dei consiglieri (ed eventuali altri soci) in un luogo convenuto,
  • oppure online, cioè durante un incontro virtuale dei consiglieri (ed eventuali altri soci), con l’uso di una piattaforma come Skype o Zoom.

5)  Chi convoca le riunioni del Consiglio Direttivo?

Questo ruolo spetta al Presidente. Il Consiglio Direttivo si può incontrare anche quando almeno due consiglieri ne fanno richiesta.

6)  Come e quando è fatta la convocazione del Consiglio Direttivo?

Quando si convoca una riunione del Consiglio Direttivo, viene spedita una mail a tutti i soci, che contiene l’indicazione del giorno, dell’ora, l’eventuale luogo o la piattaforma online in cui si svolge la seduta e l’ordine del giorno, nonché le modalità di partecipazione dei soci non consiglieri.
Non è necessario rispondere a questa mail. Tuttavia se si intende partecipare ad una seduta online è necessario comunicarlo per tempo alla Segreteria per ricevere le informazioni necessarie al collegamento.

7)  I soci possono partecipare ai lavori del Consiglio Direttivo?  Come?

Nell’ottica di dare attuazione al principio statutario della partecipazione democratica di tutti i soci alla vita associativa, l’attuale Consiglio Direttivo di LAIF ha stabilito un regolamento, in base al quale i soci LAIF che lo desiderano possono:

  • proporre al Consiglio Direttivo dei temi di discussione, quindi dei punti da porre all’ordine del giorno della seduta successiva del consiglio (https://www.laifitalia.it/regolamento-proposta-odg/);
  • partecipare al dibattito durante la fase preparatoria del Consiglio (https://www.laifitalia.it/linee-guida-per-la-partecipazione-dei-soci-alla-vita-associativa/). Gli argomenti proposti alla discussione vengono riportati in area soci nello spazio riservato alla convocazione del relativo consiglio.  Nella parte sottostante la convocazione stessa, si dedica un “commento” ad ogni punto all’ordine del giorno, in modo che ciascun socio abbia la possibilità di contribuire alla discussione lasciando una “risposta” al “commento”.  Il verbale, o il suo allegato, riporterà poi tutti gli interventi e le proposte, oltre alle risposte formulate dal Consiglio, in modo tale che rimanga non solo la traccia del dibattito, ma anche che questo faccia parte dei documenti ufficiali;
  • partecipare ai dibattiti consigliari durante la seduta consigliare, presenziando alla riunione (https://www.laifitalia.it/linee-guida-per-la-partecipazione-dei-soci-alla-vita-associativa/); il verbale riporterà poi tutti gli interventi e le proposte, oltre alle risposte formulate dal Consiglio, in modo tale che rimanga non solo la traccia del dibattito, ma anche che questo faccia parte dei documenti ufficiali.

8)  I soci possono votare al Consiglio Direttivo?

Nel Consiglio Direttivo la votazione è riservata ai consiglieri, su cui grava anche la responsabilità legale delle scelte che effettuano.
I soci votano in Assemblea.

9)  Che senso ha partecipare al dibattito e/o alla seduta del Consiglio Direttivo se non si può votare?

I consiglieri operano le scelte anche in base alle indicazioni e sollecitazioni/richieste che giungono loro dai soci: il ruolo del Consiglio è infatti quello di dare attuazione alle linee di indirizzo dell’Assemblea dei soci. Quindi un primo passo perché questo principio basilare si avvicini il più possibile alla realtà è quello di far sì che i consiglieri conoscano effettivamente di volta in volta le proposte concrete dei soci ed il loro punto di vista. Se questo non accade, il Consiglio difficilmente potrà operare scelte vicine alla realtà dei soci.
Se è vero infatti che solo i consiglieri sono chiamati al voto, è anche vero che essi lo fanno sono dopo aver ascoltato tutti i pareri e letto tutti i documenti (ad esempio i “commenti” in area soci o eventuali allegati forniti dai soci).
Inoltre, è molto importante che di queste idee e opinioni resti una traccia, anche ufficiale, per eventuali dibattiti futuri.
La non partecipazione al dibattito è per i consiglieri un messaggio ambiguo, che può voler dire sia che tutti i soci sono d’accordo e si sentono rappresentati, sia che i soci non hanno idee in merito o non hanno tempo/voglia di esprimerle.

 

10)  Cos’è il verbale della seduta del Consiglio Direttivo? A cosa serve? Perché viene conservato in archivio?

Un verbale è il documento ufficiale di riferimento per conoscere le decisioni (deliberazioni) di un organo collegiale (cioè di un organo formato da un gruppo di persone); esso ha valore legale e riporta i riferimenti spazio-temporali della seduta cui si riferisce, i nomi dei partecipanti alla seduta, l’ordine del giorno posto in discussione, cioè le tematiche su cui si è stati chiamati a decidere, ed infine le decisioni prese, con un breve riassunto del dibattito.
I verbali delle sedute del Consiglio Direttivo contengono quindi le decisioni assunte dai consiglieri. Essi sono i documenti di riferimento per qualsiasi controllo, sono sempre a disposizione dei soci, che li possono consultare in ogni momento e possono così non solo essere informati sull’operato del Consiglio Direttivo, ma possono anche farsi un’idea di come il Consiglio lavora, della coerenza con cui esso attua i principi di democrazia, trasparenza, partecipazione, oltre ai principi riportati dallo statuto e della mission.