FAQ sulla dichiarazione annuale

1)  Che cos’è la dichiarazione annuale?

E’ uno dei doveri basilari per chi sceglie la scuola familiare.
È una comunicazione in carta semplice nella quale si esplicita la decisione dei genitori (o di chi esercita la patria potestà) di provvedere all’istruzione dei figli autonomamente, avvalendosi dell’istituto dell’istruzione familiare. Va consegnato a mano (facendosi rilasciare il numero di protocollo), oppure tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure via PEC (Posta Elettronica Certificata).

Qui trovate un facsimile da scaricare, adattare alle proprie caratteristiche e compilare: Dichiarazione-Istruzione-Famigliare.

2)  È considerata una comunicazione o una domanda?
È vero che bisogna avere l’autorizzazione dal Dirigente Scolastico per poter istruire i propri figli a casa?

E’ una comunicazione, non una domanda. Quindi non è necessaria l’autorizzazione del DS.

La scelta di adempiere l’obbligo di istruzione dei propri figli tramite l’istruzione familiare è un diritto che deriva direttamente dalla previsione costituzionale dell’art. 30 e dalle norme che tutelano l’istruzione parentale, d.lgs 76/2005, art.1 comma 4, e dal TU art. 111 comma 2 (si veda questo link).
I genitori che esercitano tale diritto sono tenuti a darne comunicazione all’autorità competente, non a richiederne il permesso, per cui al Dirigente Scolastico non è dato accettare o rifiutare tale comunicazione.
Il diritto di istruire i propri figli è garantito dalla Costituzione Italiana quindi una circolare ministeriale non può cambiare questo fatto utilizzando la parola “autorizza” in maniera inopportuna. Non esistono normative che danno competenza né al Dirigente Scolastico né al Sindaco di autorizzare i genitori ad istruire personalmente i propri figli. Nella CM n. 96/2012 sull’obbligo scolastico si legge che “il dirigente dell’istituzione scolastica autorizza l’assolvimento dell’obbligo di istruzione nella modalità dell’istruzione parentale.”
Il termine “autorizza” è stato usato in maniera impropria e lo stesso MIUR lo conferma con la Nota n. 253/2013 precisando che “la scuola non esercita un potere di autorizzazione in senso stretto, ma un semplice accertamento della sussistenza dei requisiti tecnici ed economici.”

3)  A chi deve essere indirizzata?
È da comunicare al Sindaco, al Dirigente Scolastico o ad entrambi?

Secondo il D. Lgs. 297/1994, Art. 114, commi 1 e 2 e il D. Lgs. 76/2005, Art.5, commi 1 e 2 la comunicazione va indirizzata al Sindaco (che è il primo responsabile della vigilanza sull’adempimento dell’obbligo d’istruzione) del Comune in cui risiede il minore.

Secondo il D. Lgs. n.62 del 13 Aprile 2017, art. 23, la “comunicazione preventiva” va presentata annualmente “al dirigente scolastico del territorio di residenza”.

Il consiglio è quello di provare sempre a instaurare un rapporto di persona con il Dirigente Scolastico così da condividere le aspettative della scelta e instaurare un dialogo su diritti e doveri delle due parti.

4)  Entro quale data va effettuata?
È una data che cambia di anno in anno?
È possibile iniziare l’istruzione parentale a metà anno scolastico?
Come bisogna procedere se lo studente è già iscritto in una scuola pubblica (o parificata)?

E’ necessario distinguere due situazioni diverse: quella di chi comincia l’istruzione famigliare interrompendo la frequenza scolastica ad un momento qualsiasi dell’anno scolastico e quella di chi invece non ha mai frequentato la scuola o prosegue nell’istruzione parentale.

La legge prevede solo che la comunicazione vada effettuata “annualmente”: le norme non indicano alcun termine entro il quale presentarla.
Nonostante questo, si è instaurata la prassi di inviare la comunicazione con largo anticipo: entro la fine di gennaio di ogni anno, per comunicare “preventivamente” la scelta di istruzione famigliare per l’anno scolastico successivo (quello che comincia nel successivo mese di settembre e si concluderà nel mese di giugno dell’anno dopo).

Perciò chi non interrompe la frequenza di una scuola per passare all’istruzione parentale, ma prosegue nel percorso o lo comincia da zero; ad esempio, nella comunicazione che verrà protocollata nel gennaio 2019, i genitori informano il Dirigente scolastico che dal settembre 2019 al giugno 2020 il loro figlio/a verrà istruito a loro cura e spese.

Per quel che riguarda il caso di genitori che scelgano l’istruzione familiare interrompendo la frequenza presso una scuola statale o paritaria, la CM 35/2010 riporta che
“coloro che si ritirano prima del 15 marzo, a seguito di comunicazione formale che la scuola frequentata acquisisce al proprio protocollo, hanno l’obbligo di completare la formazione con istruzione familiare. In caso di ritiro, i genitori, o coloro che ne fanno le veci, devono dimostrare, alla scuola statale frequentata, di avere capacità tecnica od economica per l’istruzione parentale; se quella frequentata è una scuola paritaria, la comunicazione del ritiro, integrata dalla detta dimostrazione, deve essere inviata anche al dirigente scolastico di una delle scuole statali del territorio di residenza che provvede agli opportuni controlli (art. 111 D.L.vo n. 297/1994; art. 1, comma 4, D.L.vo 15 aprile 2005, n. 76)”.
Qui il nostro approfondimento sulla Validità dell’Anno Scolastico per chi si ritira dalla scuola.
In questo caso (ritiro con comunicazione di istruzione parentale ad anno inoltrato) è obbligatorio comunicare nuovamente la decisione di proseguire con l’istruzione familiare entro settembre per l’anno scolastico successivo.

Per riassumere:

  • i genitori dei bambini che non sono mai stati iscritti in una scuola pubblica o paritaria o che proseguono il percorso di istruzione parentale presentano e rinnovano la dichiarazione di istruzione familiare solitamente in gennaio di ogni anno per l’anno scolastico successivo,
  • i genitori dei bambini che vengono ritirati dalla frequenza scolastica presentano la dichiarazione di istruzione parentale in quello stesso momento per comunicare la decisione di concludere l’anno scolastico mediante l’istruzione parentale, poi presenteranno la stessa comunicazione per l’anno scolastico successivo, che comincia in settembre. Dovranno poi rinnovare la comunicazione di anno in anno, nel mese di gennaio per l’anno scolastico che inizierà il 1° settembre successivo, come gli altri.

5)  Di chi è la responsabilità di richiedere e inviare le notifiche?

La responsabilità dell’adempimento dell’obbligo scolastico è dei genitori dei minori (o di chi ne fa le veci) quindi sta a loro la responsabilità di richiedere e inviare la comunicazione. La scelta della istruzione familiare è da dichiarare e comunicare annualmente all’autorità competente da parte di entrambi i genitori dei minori. Questo significa che, anche se la scuola non vi contatta per ricordarvelo, è sempre di vostra responsabilità comunicare anno per anno il vostro intento di continuare con l’istruzione familiare, come previsto dalle norme sopracitate.

6)  Si può mandare un email alla scuola per comunicare la scelta di praticare l’istruzione famigliare?

No. Essendo un documento di tenore legale, è molto importante che questa dichiarazione venga fatta con la dovuta lettera di comunicazione d’intenti, scritta su carta semplice e consegnata a mano (trattenendo una copia con indicato numero di protocollo), attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite Posta Elettronica Certificata.
Sicuramente non hanno valore legale gli accordi verbali tra la famiglia e il Dirigente Scolastico o la Segreteria della scuola.
Se manca questa comunicazione scritta, l’istruzione parentale non è legalmente avviata.

7)  Cosa succede se non ricevo nessuna comunicazione da parte del Dirigente Scolastico o del Sindaco?

È essenziale che i genitori si facciano dare e conservino la copia protocollata della dichiarazione di istruzione parentale ovvero il numero di protocollo della comunicazione consegnata.
La ricevuta di ritorno del documento inviato per raccomandata attesta comunque che questo è stato ricevuto.

Il Dirigente Scolastico è tenuto, secondo la Circolare Ministeriale n.10 del 15/11/2016, a fare memoria della normativa e dei diritti/doveri dei genitori che scelgono l’istruzione famigliare.

In ogni caso, se non ci fossero contatti di alcun tipo, i genitori non sono tenuti ad altri passaggi burocratici.

Tuttavia, è sempre meglio essere i primi ad intraprendere un dialogo costruttivo con il Dirigente scolastico.